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Abbandono dei rifiuti, Gandola: (FI): "Le catene un fallimento, le telecamere unica soluzione"

E’ stato purtroppo un fallimento la chiusura di alcune vie del territorio di Campi Bisenzio per evitare il proliferarsi delle discariche abusive. Delle catene installate in alcune zone, come in via del Paradiso, dopo poco meno di 9 mesi non vi è più alcuna traccia.

Si esprime così Paolo Gandola, Capogruppo di Forza Italia a Campi Bisenzio, dopo aver effettuato un sopralluogo nella zona attorno a via del paradiso, nei campi dietro la grande struttura del benessere e vicina all’ex cantiere comunale. Delle catena installate, come dimostrato dalle foto, non vi è più alcuna traccia, sul posto sono rimasti solo i paletti e per questo la zona appare ricolma di rifiuti di ogni genere: sacchi, plastica, materiale ingombrante, qualche vecchio elettrodomestico, masserizie varie e addirittura una cassa per le materie infettive.

I continui episodi di abbandono nei pressi delle aree industriali nell’aprile del 2016 aveva spinto la Giunta comunale ad installare le catene all’inizio di alcuni tratti di via tra quelle maggiormente prese di mira. Tutto ciò, tuttavia, è risultano vano visto che le catene sono presto sparite e le zone sono tornate ad essere considerate vere e proprie discariche a cielo aperto.

Nondimeno, continua Gandola, ci stupiscono fortemente i dati emersi dal report 2016 delle attività degli ispettori ambientali nell’area della Piana Fiorentina.  Se a Sesto Fiorentino si è assistito ad un aumento del 35% dei verbali emessi, a Campi Bisenzio nonostante il boom degli interventi effettuati, ben 780, numero che testimonia l’emergenza in atto, i verbali emessi sono stati appena 16 con un decremento del 20% rispetto al 2015. Tale numeri sono ampiamente negativi e testimoniano come la più volte decantata guerra o giro di vite contro l’abbandono dei rifiuti non sia mai stata realizzata nel concreto visto che, addirittura, nel 2016 sono diminuiti  i verbali che gli ispettori ambientali sono riusciti ad emettere quando è stato colto in flagranza il responsabile dell’abbandono.

L’unica strada da implementare e valorizzare sempre di più per reprimere tali  comportamenti incivili, continua Gandola,   è dunque l’installazione delle telecamere mobili che l’amministrazione comunale, in forte ritardo rispetto a tutte le altre amministrazioni della cintura fiorentina,  ha iniziato a perseguire nel dicembre scorso con l’installazione di 3 telecamere.

Meglio tardi che mai.

Adesso, dovendo recuperare tutto il tempo perduto, ci auguriamo che la Giunta perseveri verso tale strategia e provveda, a partire dal bilancio preventivo 2017, e con il contributo della Regione, a prevedere l’acquisto di nuove telecamere mobili per combattere con tutti i mezzi a disposizione, l’inciviltà di coloro che deturpano l’ambiente e compromettono il decoro della città e del nostro territorio.  

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