Da mesi stiamo lottando contro le scelte aziendali e del Governo per sostenere una politica industriale che parta da TIM e crei sviluppo a tutto il paese.
Ci stiamo opponendo all'impoverimento del settore, agli esuberi che si determineranno se AGCOM farà la scelta di liberalizzare la manutenzione dell'ultimo miglio, alla perdita dei diritti e all'utilizzo dell'appalto e del subappalto senza regole.
Ma soprattutto vogliamo fare una trattativa che parta da TIM e coinvolga tutto il paese perché senza TIM non c'è sviluppo. Per questo abbiamo organizzato presidi, manifestazioni, flash mob in Toscana; in tutta Italia le iniziative stanno crescendo. Ma non ci fermiamo.
Una prima giornata di sciopero proclamato in tutto il territorio nazionale si svolgerà domani martedì 13 dicembre con manifestazione regionale a Firenze. Il concentramento è previsto per le ore 09.30 in Piazza Santa Maria Novella, in corteo per le strade del centro cittadino confluiremo in Piazza Duomo sotto la sede della presidenza della Giunta regionale.
Chiederemo un incontro al Governatore della Toscana Enrico Rossi, sostenendo le nostre ragioni e le nostre rivendicazioni:
1) ritirare la disdetta degli accordi aziendali decisa unilateralmente da TIM;
2) avviare una trattativa per risolvere i problemi che ci sono nel settore;
3) coinvolgere il governo contro le decisioni dell'AGCOM;
4) scongiurare gli esuberi (5000 in Italia e 500 potenziali in Toscana)
5) impedire al management di TIM di impoverire l'azienda per intascare 55 milioni di extra bonus alla fine del triennio 2016/2019. Un furto che è bene portare a conoscenza di tutti.
Nardini, Mazzeo e Pieroni (Pd): "Scongiuriamo licenziamenti, questo è un settore strategico per lo sviluppo tecnologico della Toscana"
“Quella dei lavoratori del Gruppo Telecom Italia-Tim e di tutto l’indotto del settore delle telecomunicazione è una situazione su cui è urgente fare chiarezza. Esprimiamo vicinanza e solidarietà ai dipendenti e alle loro famiglie che da mesi vivono con incertezza il loro futuro occupazionale: ricordiamo che l’azienda ha annunciato circa 5000 esuberi in tutto il territorio nazionale, un piano che avrà pesanti ricadute anche in Toscana. Chiediamo alla Regione di attivarsi affinché siano salvaguardati i posti di lavoro e di conseguenza lo sviluppo e la crescita in ambito regionale dell’infrastruttura tecnologica nel settore delle telecomunicazioni". È quanto chiedono alla Giunta Regionale Alessandra Nardini, Antonio Mazzeo e Andrea Pieroni, Consiglieri Regionali Pd con la mozione “In merito alle prospettive occupazionali e strategiche del Gruppo Telecom – Italia – Tim, all’ordine del giorno della seduta del Consiglio Regionale di domani, martedì 13 e mercoledì 14 dicembre.
"Intanto apprendiamo positivamente dell’incontro che vi sarà nelle prossime ore in Regione con le Rsu di TIM Toscana Slc/Cgil, Fistel/Cisl e Uilcom/Uil; un appuntamento che servirà ad illustrare la situazione occupazionale e lo scenario che potrebbe aprirsi a seguito delle scelte aziendali. Le decisioni prese negli ultimi anni dal Gruppo Telecom Italia-Tim hanno portato contratti di solidarietà, mobilità e riduzioni salariali.
Condizioni che sono state accettate dai lavoratori con l’obiettivo di vedere rilanciare l’azienda, consapevoli che lo sviluppo e la crescita di un settore strategico come quello delle comunicazioni può contribuire alla crescita del Paese in termini di incremento del PIL. E invece l'azienda va nella direzione opposta annunciando un forte ridimensionamento dell’organico e dunque di professionalità. Uno scenario che avrebbe gravi ricadute a livello occupazionale e per lo sviluppo tecnologico di tutta la regione.
Ricordiamo, infatti, che la Regione nell’ambito della proposta di Programma Regionale di Sviluppo 2016-2020, con particolare riferimento al Progetto n. 6 - Agenda digitale, banda ultra larga, semplificazione e collaborazione - si è posta come traguardo quello di dotare la Toscana di infrastrutture tecnologiche adeguate a supportare lo sviluppo e la crescita basate sul digitale: l’infrastrutturazione del territorio in banda larga e ultralarga per cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione.
Dobbiamo scongiurare che un comparto così vitale per la modernizzazione, la connettività, lo sviluppo delle nostre comunità venga impoverito. Anche la Regione può fare la propria parte difendendo il lavoro e la pianificazione di uno sviluppo che non può subire rallentamenti".
Fonte: Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil
