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Immigrazione, Bardelli (FDI-AN): "A Serravalle sì ai profughi, noi ai connazionali terremotati"

Elena Bardelli (Fdi-An)

A Serravalle Pistoiese sì agli immigrati, no agli sfollati italiani a causa del terremoto. È questo il verdetto della maggioranza, che nell'ultima seduta consiliare ha respinto l'ordine del giorno che impegnava la giunta, nei limiti del possibile, a  destinare all'ospitalità degli sfollati gli immobili liberi di  proprietà del Comune; e  a rivolgersi al Prefetto di Pistoia  per chiedere che - se la legge lo consente- gli immobili messi a disposizione dai privati per l'accoglienza degli immigrati e non ancora occupati  potessero essere  utilizzati a causa di questa emergenza per l'accoglienza degli sfollati. Alcuni consiglieri e il sindaco sono prontamente intervenuti per accusare la sottoscritta di contrapporre indebitamente due  mondi diversi - immigrati e terremotati-  quando poi sono stati loro stessi a farlo nel corso del dibattito, operando una discriminazione tra queste due emergenze e rivelando per di più indirettamente che dietro l'ospitalità incondizionata degli extracomunitari si nasconde il tentativo di business e di sfruttamento delle persone. A Daghini, paladino dei diritti di tutti e della giustizia sociale, abbiamo risposto che il primo a fare discriminazione nei confronti dei nostri connazionali così duramente provati è lui stesso, applicando alla loro situazione  il principio "aiutiamoli a casa loro", in altra sede ferocemente contestato per gli immigrati. A Fassio abbiamo replicato che ci dà ragione quando affermiamo che il fenomeno dell'immigrazione è diventato solo occasione per cooperative e privati  per fare affari e  speculare con i soldi pubblici  sulla pelle di esseri umani:  ha esordito infatti dicendo che agli immigrati vengono riservati alloggi di fortuna che gli italiani non accetterebbero mai per la mancanza di agio e sicurezza. Il sindaco ha sostenuto che si tratta di due emergenze diverse e che lo Stato non ha richiesto ai Comuni la disponibilità all'accoglienza: diverse in che senso, signor sindaco? Forse nel senso che nel caso degli immigrati lo Stato prevede l'erogazione di contributi per organizzare la loro ospitalità, mentre nel caso dei terremotati le spese sarebbero totalmente a carico del comune?  E che cosa impedisce poi ad un sindaco, per senso di solidarietà - se crede davvero nel valore dell'ospitalità - chiedere al prefetto una deroga alle disposizioni vigenti sulla sistemazione degli immigrati?
Ricordiamo che proprio Mungai poco tempo fa, a proposito della immigrazione non regolamentata, aveva giustificato la propria posizione a favore affermando che l'amministrazione di Serravalle era pronta ad accogliere chiunque si trovasse in difficoltà, senza discriminazioni di sorta: con il voto di mercoledì sera di fatto sono state smentite queste parole  e si è dimostrato  che  rimanere all'improvviso senza casa, senza beni, senza lavoro, senza affetti -come è accaduto a tanti nostri connazionali a causa dei gravi eventi sismici che hanno colpito l'Italia Centrale - è per lui e per la giunta una necessità  che non merita considerazione.

Fonte: Ufficio Stampa

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