Alluvione e sport, una mostra al Palazzo del Pegaso

Il presidente Coni Toscana Salvatore Sanzo (foto gonews.it)
Lo sport fiorentino e l’alluvione del ’66: nella mostra documentaria, inaugurata questa mattina nell’Auditorium del palazzo del Pegaso, rivive la caduta e la rinascita che in quei giorni terribili anche lo sport seppe vivere insieme alla città di Firenze. “Nelle commemorazioni a cinquant’anni dall’alluvione, una pagina dedicata allo sport ci voleva. Abbiamo voluto scriverla qui, in Consiglio regionale”, ha detto il presidente dell’Assemblea toscana, Eugenio Giani, al momento del taglio del nastro. “La spinta che lo sport seppe dare fu fondamentale. Lo sport fiorentino fu uno dei principali attori della rinascita, con la sua risposta immediata e piena di forza, i sodalizi attorno alle società sportive, e con l’idea di portare le Olimpiadi a Firenze otto anni più tardi. Una idea lanciata da Giordano Goggioli – ha proseguito Giani –, che ebbe un’eco incredibile. Fu la città a dover fare un passo indietro, troppe le cose da fare negli anni immediatamente successivi, ma il mondo intero aveva accolto quella proposta con entusiasmo”.
“Lo sport è stato un fattore decisivo nell’aggregazione e coesione attorno ad un obiettivo comune”, scrive nel saluto ufficiale il presidente del Comitato regionale del Coni, Salvatore Sanzo, che questa mattina ha partecipato all’inaugurazione della mostra. “Sportivi, dirigenti e atleti al fianco dei cittadini” e le giunte del Coni “diedero un contributo fondamentale per ridurre gli oneri economici”.
La mostra – realizzata su “una idea del presidente della Federazione bocce, Giancarlo Gosti e sviluppata dal Coni”, come ha ricordato Giani –, è un omaggio allo sport fiorentino, “e sarà seguita da una pubblicazione delle edizioni dell’Assemblea del Consiglio regionale. Una pubblicazione che guarderà anche alle altre realtà sportive colpite da quella alluvione in Toscana”, ha annunciato Giani.
Nella città in ginocchio, ma animata dalla voglia di rialzarsi, anche lo sport, con la sua storia quasi centenaria che aveva regalato campioni, medaglie, titoli, scudetti e bellissime storie umane, subì un duro colpo. Tantissimi gli impianti coinvolti o cancellati: le storiche ‘società d’acqua’, che da sempre avevano vissuto in riva all’Arno, le palestre e le strutture del centro, lo storico Parco delle Cascine con le sue strutture, le zone di Bellariva e piazza Beccaria. Danni anche agli impianti della cosiddetta periferia sud e nord della città, e di alcuni comuni limitrofi. Si salvarono, grazie alla loro posizione in rilievo, alcuni impianti storici fra cui gli Assi Giglio Rosso sul viale dei Colli, la popolare pista di pattinaggio ‘Bologna’ al Piazzale, gli impianti di Campo di Marte, il Centro Tecnico di Coverciano, il Palazzetto dell’ITI in via Dei, la “Montagnola” all’Isolotto, le strutture del Poggetto. Subito la risposta di sportivi, dirigenti e atleti che si adoperarono con tenacia e caparbietà, poi l’impegno del Coni nazionale e regionale. Dopo pochi mesi già le prime riaperture. Anche lo sport rialzava la testa, a Firenze.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio Stampa