Continuano in tutta Italia presidi, manifestazione e scioperi dei lavoratori del Gruppo Telecom Italia Tim per la vertenza nazionale dei lavoratori del Gruppo Telecom Italia – TIM.
Oggi 30 novembre 2016 i lavoratori del Gruppo Telecom Italia – TIM di Pisa hanno aderito allo sciopero a livello regionale indetto dalle organizzazioni sindacali SLC/CGIL – FISTEL/CISL – UILCOM/UIL e RSU TIM TOSCANA.
In tutta la Toscana sono state organizzati presidi e manifestazioni, a PISA dopo il presidio del 16 novembre che si è svolto sotto la Torre Pendente oggi i lavoratori si sono ritrovati in Piazza della Prefettura per incontrare il Prefetto.
Ringraziamo pubblicamente il Prefetto e il suo staff per avere accettato di ricevere una delegazione di lavoratori presenti al Presidio, i quali hanno evidenziato al capo di Gabinetto del Prefetto Dott. Flavio FERDANI le motivazione della protesta.
La decisione di TIM di cancellare la contrattazione aziendale è un danno per il paese intero. Tim comunica ai mercati i dati positivi dei propri andamenti finanziari, ed infatti elargisce bonus per i dirigenti da Superenalotto l’esempio il caso di CATTANEO che si auto premierà con ben 55 MILIONI di euro a fine mandato e nel frattempo si disdetta in modo unilaterale da parte dell’azienda il contratto di 2° livello, ciò significa tagliare i nostri salari, i nostri permessi retribuiti, la nostra professionalità, togliere ai giovani giorni di ferie, cancellare gli aumenti di anzianità, demansionare fino a 2 livelli di inquadramento e molto altro.
Le scelte messe in campo da questo management stanno “umiliano” la professionalità di tutto il personale TIM e annullano anni di contrattazione .
In base alle scelte e le decisioni che saranno prese da TIM e AGCOM (Authority delle Telecomunicazioni) il quadro si complica, dagli annunci strategici di mesi fa dove TIM annunciav.
Si va a ridurre le potenzialità di una azienda che è il motore dello sviluppo tecnologico del paese perseguendo solo tagli dei costi. Invece di investire e sviluppare il mondo delle TLC e dell'ICT si tarpano le ali alle professionalità presenti e l'unica scelta è esternalizzare attività al minor costo, con danni evidenti sulla qualità del servizio.
A ciò si aggiungono le decisioni dell'AGCOM che a breve potrebbe determinare pesanti ricadute occupazionali anche in Toscana, grazie alla liberalizzazione della manutenzione della rete che darà carta bianca all'appalto e al subappalto senza regole, soprattutto in termini di diritti dei lavoratori e di qualità del servizio.
La dichiarazione del Governo di appaltare la posa della fibra ottica a ENEL, privando quindi Telecom della possibilità di fare il lavoro per cui è nata, ovvero delle infrastrutture di telecomunicazioni aggiunge sgomento nei lavoratori.
In attesa di riaprire la trattativa con TIM e AGCOM continueranno le iniziative di protesta e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica in tutte le città italiane in attesa dello sciopero Nazionale proclamato per il 13 Dicembre 2016.
Fonte: Telecom Italia - Ufficio Stampa
