Di nuovo la sedia rossa al centro dell’aula, coperta dalla bandiera italiana. Come già un anno fa, l’aula più prossima alla ricorrenza del 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza alle donne, manifesta l’impegno e la solidarietà del Consiglio regionale. Lo ha ricordato il presidente Eugenio Giani, in apertura dei lavori di questo pomeriggio, facendo riferimento alla mobilitazione contro “i femminicidi, la violenza, le molestie e conseguentemente la solidarietà verso le donne costrette a subire ingiustizia, brutalità e sopraffazione”. L’Aula ha quindi osservato un minuto di silenzio in segno di solidarietà a tutte le donne.
Giani ricorda Butini
Il presidente Eugenio Giani ha ricordato Ivo Butini, politico democristiano di lungo corso recentemente scomparso. E’ stata la consigliera Lucia De Robertis, ha riferito il presidente, a farsi interprete della richiesta condivisa e diffusa di un ricordo in Aula. Butini, ha detto Giani, fu “uno dei massimi esponenti della Dc, proprio nella fase costituente della Regione Toscana”. Il presidente ha ripercorso alcune delle più importanti tappe della carriera politica di Butini si sviluppò anche a Roma, come sottosegretario agli esteri. “Ero presente ai funerali, sabato scorso, dove c’era grande commozione”.
Abetone, protocollo d'intesa Toscana - Emilia
“Un importante salto di qualità nella politica verso la montagna, che questo Consiglio, attraverso i suoi atti, mozioni e interrogazioni, ha fortemente auspicato”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani in apertura dei lavori d’aula, commentando la firma del protocollo d’intesa che si è tenuta ieri all’Abetone nel palazzo comunale, tra il governatore Enrico Rossi, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti. Il protocollo d’intesa, ha ricordato Giani che era presente alla firma, coinvolge Toscana ed Emilia porta un impegno di 20 milioni di euro. “E’ un accordo che connette gli impianti sciistici tra Toscana ed Emilia in un unico circuito”, ha ricordato il presidente, mettendo in connessione le vette dell’Appennino “come da decenni si auspica nella terra di Zeno Colò e Alberto Tomba”. L’assessore regionale di riferimento, ha ricordato Giani, è Stefano Ciuoffo.
Trasporti: difendere gara in tutte le sedi
La Giunta toscana si impegni "a perseguire, per quanto di sua competenza ed attraverso ogni approfondimento tecnico-giuridico utile, alla luce della sentenza del Tar Toscana, il buon esito della gara per la gestione del trasporto pubblico su gomma con l'obiettivo di migliorare il servizio in termini di efficienza e sostenibilità economica, nonché a difendere il percorso fin qui intrapreso, qualora necessario, nelle sedi giurisdizionali competenti". Lo chiede una risoluzione del Pd, approvata a maggioranza dal Consiglio regionale al termine della seduta speciale dedicata alla gara del Tpl toscano dopo la sentenza del Tar che ne ha annullato l'aggiudicazione. Il documento impegna la Regione anche "a continuare nelle necessarie politiche di investimento per il rinnovo del parco mezzi attuale, anche avvalendosi delle risorse messe a disposizione dal Governo, a conferma del percorso di riorganizzazione del settore intrapreso dalla Toscana per quanto concerne l'ambito territoriale ottimale regionale unico"; e "a confermare, pertanto, per i prossimi anni, l'impegno finanziario della Regione Toscana necessario a garantire il servizio di trasporto pubblico locale su gomma in Toscana". Respinte invece altre risoluzioni presentate dalle opposizioni.
Trasporto pubblico locale: respinta proposta di risoluzione Del M5S
L’aula ha respinto la proposta di risoluzione presentata dal M5S dopo la discussione sul Tpl al centro della seduta speciale di oggi. L’atto, illustrato dal capogruppo Giacomo Giannarelli, impegnava la Giunta per risolvere la situazione di stallo che si è venuta creare con la sentenza del Tar e a definire, per il periodo di prosecuzione in deroga da parte delle attuali società di gestione, alcune linee guida per “garantire sicurezza” a utenti e lavoratori.
La Giunta era impegnata a “rimuovere i conflitti di interesse che risulterebbero presenti tra le aziende che attualmente gestiscono il servizio”. La risoluzione indica in narrativa come sussistano “una serie di intrecci societari che caratterizzano in particolare l’attuale sistema gestionale del TPL su gomma, tanto da verificarsi in molti casi la presenza delle stesse persone negli organi direzionali di differenti aziende affidatarie”. Perciò, continua il testo, “alcuni amministratori delle società di gestione risulterebbero anche proprietari di società private che svolgono servizi di riparazione e assistenza nei confronti delle stesse società di Tpl”.
Nella risoluzione presentata e respinta la Giunta era quindi chiamata a creare un tavolo permanente sulla sicurezza con lavoratori, rappresentanze sindacali, associazioni e comitati di pendolari e utenti “per monitorare con cadenza mensile lo stato del servizio”. E a riferire mensilmente alla commissione territorio, ambiente mobilità e infrastrutture gli sviluppi legati agli esiti della gara regionale.
Gara TPL Toscana. Fattori (Sì Toscana a Sinistra): “Gravi errori da parte della Regione”.
“Dopo che il TAR ha annullato a fine ottobre l'aggiudicazione della gara regionale per il trasporto pubblico locale su gomma in Toscana, vinto da Autolinee Toscane, che fa capo alla francese Ratp, ci troviamo in una situazione caotica, dove hanno sbagliato tutti, Regione compresa” dichiara Tommaso Fattori di Sì Toscana a Sinistra durante il dibattito odierno in Consiglio Regionale.
“Arriviamo a questo caos dopo un percorso infinito, iniziato già all’inizio della scorsa legislatura, con tempi inenarrabili per la definizione del bando, un ufficio unico regionale mai operativo, e gare prorogate o andate deserte”. “Si voleva risolvere il problema della sostenibilità dei costi del servizio, ma alla fine ci siamo trovati un bando con poche garanzie per le linee c.d. deboli e per i livelli occupazionali, che sarebbero mantenuti solo per i primi due anni”.
“Rileviamo che il TAR ha dichiarato non solo non adeguati alla congruità del servizio i piani finanziari sia dei vincitori, Autolinee Toscana, sia degli sconfitti, ovvero il consorzio Mobit, ma anche che le linee guida della Regione, tra l’altro impropriamente corrette in corsa in sede di commissione di gara, erano ambigue, mal formulate”. “Che cosa succederebbe ora se ora da uno o entrambi i concorrenti fosse presentato ricorso al Consiglio di Sato proprio per alcuni vizi del bando?”.
“Rossi, l’Assessore Ceccarelli, chiedono ora una rapida presentazione di nuovi piani finanziari senza bandire una nuova gara, ma il fatto che Autolinee Toscana e Mobit abbiano giocato con i numeri è la riprova che il bacino unico regionale è troppo ampio se si vogliono coprire decentemente le linee deboli e garantire condizioni dignitose ai lavoratori”.
“Chiediamo quindi che si colga l’occasione per riprogettare il bando, superando l’ATO unico a favore di ambiti ottimali più ridotti e adeguati alle diverse necessità delle varie situazioni locali, con un’attenzione vera all’intermodalità col trasporto su ferro e tenendo fermi il rispetto dei livelli occupazionali e la capillarità del servizio”.
Trasporto pubblico locale: respinta proposta di risoluzione della Lega
L’aula ha respinto a maggioranza la proposta di risoluzione presentata dalla Lega e collegata alla discussione sul Trasporto pubblico locale, al centro della seduta speciale del Consiglio. La proposta di risoluzione è stata illustrata da Claudio Borghi e votata anche da Sì Toscana. L’atto impegnava la Giunta a riprogettare il bando di gara per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico nell’Ambito territoriale ottimale, in modo che abbia linee guida in accordo con la legislazione vigente in tema di appalti pubblici. Quindi, a rivedere l’applicazione del criterio di organizzazione del territorio in un unico Ato regionale, nell’ambito della gestione dei servizi di trasporto pubblico locale della Toscana, “prevedendo ambiti ottimali più ridotti e adeguati alle diverse necessità dei vari contesti locali della Regione”
Trasporto pubblico locale: perseguire buon esito gara e continuare a investire, passa risoluzione Pd
Continuare a investire sul trasporto pubblico locale, difendere il percorso intrapreso e portare a conclusione la gara, per garantire qualità e standard elevati del servizio regionale. Passa a maggioranza la risoluzione presentata dal Partito democratico, collegata al dibattito in Aula nella seduta speciale di questo pomeriggio in Consiglio regionale. La risoluzione impegna la Giunta regionale “a perseguire il buon esito della gara”, per quanto “di sua competenza ed attraverso ogni approfondimento tecnico-giuridico utile, alla luce della sentenza del Tar Toscana”, con l’obiettivo di “migliorare il servizio in termini di efficienza e sostenibilità economica, nonché a difendere il percorso fin qui intrapreso”, anche, se necessario, “nelle sedi giurisdizionali competenti”. E impegna ancora la Giunta regionale “a continuare nelle necessarie politiche di investimento per il rinnovo del parco mezzi attuale, anche avvalendosi delle risorse messe a disposizione dal Governo, a conferma del percorso di riorganizzazione del settore intrapreso dalla Toscana per quanto concerne l’ambito territoriale ottimale regionale unico”. A confermare, infine, “per i prossimi anni, l’impegno finanziario della Regione Toscana necessario a garantire il servizio di trasporto pubblico locale su gomma in Toscana”.
Gli interventi di Giannarelli (M5s), Mugnai (Forza Italia), Fattori (Sì-Toscana a sinistra), Vescovi (Lega nord), Baccelli e Ciolini (Pd), del portavoce dell’opposizione Borghi (Lega nord)
“La gara più importante della Toscana è fallita, il modello regionale di Ambito territoriale regionale è fallito, questo il dato estremamente preoccupante”, dice Giacomo Giannarelli (Movimento 5 stelle). “La Giunta non sa che pesci prendere, circa 350mila cittadini continuano a soffrire disagi per questo clima di incertezza. Oggi ci facciamo portavoce, per senso di responsabilità, dei lavoratori che stanno protestando fuori da questo palazzo. Alla Regione – dice ancora Giannarelli – chiediamo di sbloccare questa situazione inaccettabile entro il 31 dicembre di quest’anno: siano definite nuove linee guida e venga creato un tavolo regionale sulla sicurezza di utenti e lavoratori del trasporto pubblico locale al quale partecipino i lavoratori”.
Anche Stefano Mugnai, capogruppo di Forza Italia, critica come “un po’ priva di contenuti la risposta della Giunta regionale”, una risposta che, a suo giudizio, “dice molto sulla più grande gara a livello europeo, che si sta arenando”. È necessario, prosegue Mugnai, “chiedersi il perché tutto questo accada”. Va in crisi in crisi, “un sistema di gestione dei servizi pubblici locali, che era poteva stare sul mercato all’interno della Toscana, ma in una dimensione più ampia, quando apre all’esterno, si ingrippa”. Ora, si tratta di “dare una accelerata, si stanno determinando anche elementi di scarsa sicurezza”.
Secondo Tommasi Fattori (Sì-Toscana a sinistra), si evidenziano “gravi errori compiuti dalla Giunta regionale”. Errori confermati dalla sentenza del Tar, spiega Fattori: “ci dice anche che le linee guida della gara sono ambigue e mal formulate”. Ora, di fronte al “caos, si colga l’occasione per riprogettare il bando, superando l’Ato unico a favore di ambiti ottimali più ridotti e adeguati alle diverse necessità delle varie situazioni locali, con un’attenzione vera all’intermodalità col trasporto su ferro e tenendo fermi il rispetto dei livelli occupazionali e la capillarità del servizio”. Non è un caso che “Autolinee Toscana e Mobit abbiano giocato con i numeri”, è piuttosto “la riprova che il bacino unico regionale è troppo ampio, se si vogliono coprire decentemente le linee deboli e garantire condizioni dignitose ai lavoratori”. Il capogruppo ha quindi annunciato il voto favorevole di Sì-Toscana a sinistra sulla risoluzione presentata da Claudio Borghi (Lega nord).
Le ragioni della maggioranza sono state illustrate pe ril Pd da Stefano Baccelli: “La comunicazione della Giunta è stata puntuale, surreale sentire ora la richiesta di tempi certi, l’invito a non aspettare. Condividiamo, invece, la decisione politica che è al fondo di una valutazione tecnica: il tentativo determinato della Giunta di salvare questa gara complessa e quindi di procedere finalmente all’aggiudicazione”. Così da consentire “che gli obiettivi si realizzino: innovazione tecnologica, implementazione con nuovi bus. Investimenti possibili con un nuovo contratto di servizio e conseguente affidamento”. La vicenda, aggiunge Baccelli, “su cui forse la Regione non è immune da responsabilità e da ritardi”, richiama la necessità “di modalità più chiare di svolgimento della programmazione, di gestione e di regolazione e di una più chiara definizione e distinzione dei ruoli tra attori pubblici e attori privati”. Una posizione confermata da Nicola Ciolini (Pd), che non esclude il rischio di “ricorsi al Consiglio di Stato” e chiede alla Giunta di proseguire sulla strada intrapresa: “Di tempo ne è passato già troppo, la gara fortunatamente non è stata annullata, il bando era fatto bene. Quello che possiamo fare qui è dare indicazione alla Giunta di continuare a investire sul trasporto pubblico locale”.
Secondo il portavoce dell’opposizione Claudio Borghi (Lega nord), “ci danneggia voler aderire alle procedure europee. A questa situazione si arriva in due modi: o perché la Regione ha fatto male il bando o perché le regole europee rendono impossibile fare bene un bando. In entrambi i casi, c’è una mancanza della Regione, che in ogni caso va censurata: dovrebbe denunciare l’impossibilità di costruire un bando ben fatto”. Sarebbe anche auspicabile introdurre, aggiunge Borghi, “per quello che riguarda i servizi, una clausola o una esplicita preferenza per l’operatore nazionale”.
"Vi informo - ha detto Ceccarelli ai consiglieri in aula - che è nostra intenzione portare a compimento la gara, avendo come unico obiettivo quello di assicurare ai cittadini un servizio moderno ed integrato con le altre modalità di trasporto, accessibile con facilità, che utilizzi le migliori tecnologie oggi disponibili ed abbia tariffe omogenee su tutto il territorio regionale. Riteniamo che si debba porre in essere ogni azione opportuna per portare a compimento un percorso che ci consentirà di garantire il pressochè completo rinnovamento del parco mezzi (2100 nuovi bus su 2900 circolanti), il miglioramento del servizio e la messa in sicurezza di un settore che impiega migliaia di lavoratori, salvaguardando così l'occupazione".
L'assessore ha ribadito che il Tar non ha inficiato la gara, al contrario ne ha espressamente confermato la validità. Per questo ai due contendenti verrà chiesto - sulla base di quanto stabilito da una specifica commissione tecnico/giuridica della Regione, appositamente creata per dare attuazione alla sentenza del Tar- di confermare l'offerta tecnica ed economica già presentata e di trasmettere Piani economico-finanziari coerenti con le linee guida che il Tar considerato prescrittive.
Ceccarelli in aula ha ricordato il lungo percorso della gara unica, avviato nel dicembre 2010 per rispondere alle esigenze di spendog review con una generale riorganizzazione del settore, mirata a razionalizzare i costi aumentando l'efficienza. Dopo aver elencato i vari step della gara, le sentenze - sempre favorevoli per la Regione - già affronate in passato e le archiviazioni dei procedimenti aperti davanti alle Autorità Nazionali, Ceccarelli ha ricordato che nella sentenza del Tar 1548 del 28 ottobre scorso "su dodici motivi di ricorso presentati dalla ricorrente Mobit, sei sono stati ritenuti infondati e cinque non sono stati trattati perché subordinati ai principali e pertanto privi di interesse. E dei sei motivi del ricorso incidentale presentato da Autolinee Toscane, solo uno è stato accolto". Ceccarelli ha inoltre spiegato quali sono stati i motivi di ricorso accolti dal Tar, entrambi relativi ai Piani economico finanziar i presentati dalle due aziende contendenti. "Il motivo del ricorso presentato da Mobit - ha detto - che è stato accolto riguarda la metodologia di calcolo applicata da Autolinee Toscane per la determinazione di uno dei due indici di bancabilità. In pratica Autolinee Toscane ha escluso dal calcolo della media dell'indice gli anni in cui sarebbero stati assunti finanziamenti per gli investimenti". "Per quanto riguarda il ricorso incidentale presentato da Autolinee Toscane - ha aggiunto l'assessore - il Tar ha accolto il motivo inerente al periodo di restituzione dei finanziamenti per gli investimenti, che nel Piano economico-finanziario di Mobit va oltre la durata della concessione".
"Mi auguro - ha infine aggiunto Ceccarelli - che si superi questa stagione della conflittualità portata alle estreme conseguenze, una conflittualità che fino ad oggi ci ha impedito di dare ai toscani quanto avremmo voluto. Se così non dovesse essere, vorrà dire che saremo costretti ad attendere il giudizio del Consiglio di Stato, con ulteriore allungamento dei tempi". Sull'attuazione della sentenza del Tar stanno lavorando gli uffici, per seguire le attività di natura tecnica e amministrativa proprie di questa fase. "E' per noi essenziale proseguire nella nella gara Tpl - ha concluso Ceccarelli - confermando le risorse regionali (circa 120 milioni di euro all'anno) previste e continuando a sostenere gli investimenti, come mostra il bando da 8.750.000 euro per l'acquisto di nuovi mezzi che sarà pubblicato nelle prossime settimane e che si andrà aggiungere a quello già concluso da circa 40 milioni".
Rifiuti Ato Sud Toscana: Ambito unico e commissione d’inchiesta
“Senza sottovalutare la gravità dei fatti”, ricordando che le indagini sono ancora in corso e una “valutazione corretta su iniziative a tutela di cittadini e utenti potrà essere fatta solo al termine dell’inchiesta”, quanto emerge dall’iniziativa della procura fiorentina per turbativa d’asta e corruzione, denominata Clean City, impone il “riassetto istituzionale e territoriale delle Ato rifiuti” e la “creazione di un ambito unico”. La Regione si sta comunque attivando per “accertare la congruità tra tariffe applicate e servizio reso” attraverso la “costituzione di una commissione d’inchiesta”, mentre sono in corso analisi sui dati a disposizione e “verifiche per accertare la necessità di acquisire ulteriori informazioni”.
Queste le misure già annunciate dal presidente Enrico Rossi nei giorni scorsi e confermate oggi, martedì 22 novembre, in Consiglio regionale, nel solco delle quali è comunque “assicurata la continuità del servizio”. “La raccolta dei rifiuti – ha detto l’assessore all’Ambiente Federica Fratoni nel corso della comunicazione all’Aula – deve essere sempre garantita ed è in quest’ottica che deve essere valutata anche la nomina del nuovo direttore pro tempore”. Lo scorso 14 novembre, l’assemblea Ato Sud ha infatti designato l’ingegnere Enzo Tacconi ai sensi dell’articolo 19 del regolamento per l’organizzazione delle aree, dei servizi e degli uffici, che indirizza la scelta, in caso di impedimento del direttore generale in carica, soltanto verso un dipendente Ato. “La nomina di Tacconi, che risulta non indagato, consentirà la gestione del servizio in attesa della nomina del nuovo direttore” ha chiarito Fratoni rilevando come nell’ultimo anno la Regione abbia messo in atto una “profonda riorganizzazione” delle funzioni amministrative svolte dall’ente, riproponendo la “centralità del ruolo regionale” nella programmazione e attuazione delle politiche in molte materie, non ultima quella della gestione dei rifiuti.
In analogia con quanto già fatto per il servizio idrico e la costituzione dell’Autorità regionale (Ait), si sta predisponendo l’unificazione del servizio dei rifiuti per raggiungere “maggior coordinamento e semplificazione amministrativa del sistema di regolazione su scala regionale”; “maggiore razionalizzazione tecnologica, impiantistica, ambientale ed economica dell’organizzazione industriale del settore”.
La “profonda revisione” della normativa di settore, ossia della legge regionale 69/2011 che ha istituito le tre autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, porterà all’istituzione di tre conferenze territoriali (coincidenti con gli attuali Ato) che assicureranno rappresentatività territoriale, svolgeranno funzioni di indirizzo e proposta oltre ad individuare i componenti dell’assemblea dell’Ato unico. Un regime specifico transitorio assicurerà la continuità delle attuali gestioni mantenendo in essere gli affidamenti operati e consentendo la conclusione delle procedure in atto.
Questo percorso, definito “impegnativo”, sarà attuato attraverso un’opera di “progettazione istituzionale”, senza prescindere da un “articolato e collaborativo confronto con il territorio”. “Il comune obiettivo – ha concluso Fratoni - deve essere l’apertura di una nuova fase nella gestione dei rifiuti urbani a livello regionale”
Rifiuti Ato Sud Toscana: gli atti collegati alla comunicazione
Sono tre le interrogazioni urgenti, dirette all’assessore all’Ambiente Federica Fratoni, legate alla vicenda rifiuti Ato Sud Toscana, scoppiata il 9 novembre scorso dopo due anni di indagini sfociate nel mandato di arresti domiciliari per quello che al momento era il direttore generale Andrea Corti. L’operazione, denominata Clean City e coordinata dalla procura di Firenze insieme alla guardia di finanza, contesta un sistema di corruzione e turbativa d’asta che avrebbe falsato la gara per l’affidamento a Sei Toscana del servizio di smaltimento dei rifiuti per vent’anni.
L’assessore Fratoni, illustrando la comunicazione in Aula, ha inteso rispondere anche alle interrogazioni presentate da Forza Italia, Movimento 5 stelle e Lega Nord.
Quella depositata da Stefano Mugnai (capogruppo Fi) chiede alla Giunta di “relazionare in trasparenza” sulla vicenda per “fare chiarezza” anche sulle “possibili conseguenze per i cittadini”.
Il Movimento 5 stelle, con l’interrogazione firmata dal capogruppo Giacomo Giannarelli, punta invece il dito sulla nomina “inopportuna” a direttore pro tempore di Enzo Tacconi, e contesta, tra l’altro, anche l’idea di istituire un Ato unico regionale. Si chiede inoltre se è intenzione della Giunta estendere l’indagine della nuova commissione anche alle Ato Toscana Centro e Costa, e se la presenza di Banca Etruria e Mps nei capitali sociali delle società di gestione degli impianti di smaltimento e di gestione delle fasi di raccolta, spazzamento e selezione abbia “influito sulla definizione della governance del ciclo”.
L’atto presentato dalla Lega Nord, primo firmatario Jacopo Alberti, chiede invece trasparenza sulle risorse, circa 600mila euro, che la Regione ha erogato a Pin Scarl, la società consortile dell’Università di Prato di cui Corti è responsabile scientifico. Su questo punto in particolare, l’assessore ha precisato che la società consortile Pin “rappresenta uno strumento di dialogo tra il sistema universitario e il territorio”. Le delibere di Giunta richiamate nell’interrogazione “si riferiscono ad accordi di collaborazione e progetti tra Regione e società consortile Pin”. L’assessore ha inoltre chiarito che Corti “era responsabile di un laboratorio tra i 33 presenti presso il Pin”.
Gestione rifiuti e ATO Sud, Fattori e Sarti (Sì): ”Bocciata su tutta la linea la politica della Giunta”.
“La questione ATO Sud conferma come il gestore privato faccia il suo interesse, non quello della collettività. La Giunta deve ripensare la sua politica complessiva sui rifiuti, per il bene dei cittadini, tornando a una gestione pubblica e aiutando allo stesso tempo lo sviluppo di una media imprenditoria competente legata alla filiera del recupero e del riciclo delle materie prime seconde. E’ questa la soluzione. Nel frattempo chiediamo che la Commissione ambiente del Consiglio regionale sia coinvolta nella Commissione d’indagine che sarà costituita, perché questa non sia solo espressione del governo regionale e consideri anche il punto di vista delle opposizioni".
“La realtà è che la Toscana presenta risultati pessimi nella politica di gestione dei rifiuti. Siamo la seconda regione in Italia per produzione di rifiuti, la seconda maglia nera del centro-nord nei risultati della differenziata e abbiamo le tariffe più alte, secondi solo al Lazio. Ci sarà forse qualcosa che non va? E’ stata bocciata oggi in Aula la nostra proposta di risoluzione che chiedeva alla Giunta di cambiare rotta impegnandosi su una serie di punti cruciali. E’ necessario innanzitutto spezzare quella catena d’interessi pubblici e privati legati all’incenerimento dei rifiuti. Abbiamo convenzioni bloccate che impongono ai Comuni di conferire per decenni le stesse quantità d’indifferenziato da bruciare, Comuni sede d’inceneritori che incassando le indennità non spingono certo per aumentare la percentuale di differenziata e politiche di riciclo. Tutto questo mentre l’ISPRA ci dimostra, nero su bianco, che all’aumentare della raccolta differenziata il costo procapite per i cittadini diminuisce, al contrario di quanto ci raccontano esponenti del PD”.
“Il Presidente Rossi insiste anche sul progetto di ATO unico per tutta la Regione, ma in questo lo smentiscono l'esperienza e i dati. Il servizio e lo spazzamento devono essere dimensionati a un territorio ridotto e adattato alle sue specificità, aumentando così l’efficacia e la trasparenza dell’amministrazione. Lo dice anche il Garante sulla concorrenza e il mercato, che testualmente afferma come, rispetto alla dimensione ottimale del bacino di affidamento del servizio, affinché si garantisca una gestione efficiente: <<Gli studi a disposizione suggeriscono, in effetti, che la soglia massima nella gestione del servizio si aggira attorno alle 80-90.000 tonnellate di rifiuti mentre, in termini di popolazione servita, essa varierebbe in un range molto ampio, compreso tra i 30.000 e 100.000 abitanti>>. Ma Rossi non vuole sentire ragione, nemmeno quando sono le stesse segreterie PD dei territori che lo chiedono. Ci vogliono ambiti più piccoli, nei quali tutti gli enti locali possano avere voce, non solamente quelli sede degli inceneritori, come succede ora”
Rifiuti Ato Sud Toscana: gli atti respinti
“Modificare significativamente” le linee programmatiche contenute nella Comunicazione della Giunta in merito al riordino della governance nel settore “ciclo integrato rifiuti urbani”. Quindi, attuare quanto previsto nel decreto legislativo 152 del 2006, ovvero “l’adozione da parte delle Regioni di misure economiche per favorire la riduzione dello smaltimento finale, l’incentivazione a ridurre la produzione di rifiuti e al recupero”, adeguando in questo senso la normativa regionale per rafforzare buone pratiche “individuate nella strategia dell’economia circolare”. Sono alcuni dei passaggi contenuti nella proposta di risoluzione presentata dal M5S e respinta dall’aula, al termine del dibattito seguito alla comunicazione della Giunta in materia di ciclo integrato dei rifiuti.
Respinta anche la mozione che il M5S aveva presentato sulla necessità che la commissione nazionale illeciti sui rifiuti venga in Consiglio a riferire “al fine di approfondire le numerose criticità che stanno caratterizzando la gestione integrata dei rifiuti nell’Ato Sud della Toscana”.
Respinta dall’aula anche la proposta di risoluzione presentata dalla Lega nord che impegnava il presidente della Giunta rivedere gli orientamenti assunti procedendo assieme alle amministrazioni comunali verso un “più adeguato dimensionamento degli Ato”. A rafforzare le verifiche preventive, contestuali e successive alle gare d’appalto; predisporre un sistema sanzionatorio interno; costituire la Regione come parte civile nel caso di procedimento giudiziario; avviare un’indagine interna per verificare il corretto funzionamento delle autorità preposte al controllo della gestione integrata dei rifiuti. Infine, l’atto impegnava la giunta, in caso dovessero essere accertati reati, a promuovere una class action insieme ai cittadini toscani che si ritenessero danneggiati “per il fatto di aver dovuto sostenere costi in bolletta sopra la media”, a causa del sistema ipotizzato dagli inquirenti.
Respinta anche la proposta di risoluzione di Sì Toscana a Sinistra. Il testo, respinto dall’aula senza dibattito, avrebbe impegnato la Giunta toscana, tra le altre cose, a “prevedere la costituzione di osservatori rifiuti indipendenti in ciascun Ato”, a prevedere “in qualità di membri della commissione d’inchiesta su Ato Sud anche componenti della commissione Ambiente del Consiglio regionale ed a prevedere “un diverso dimensionamento degli Ato, ridimensionandoli e riportandoli a territori omogenei”.
Respinta anche la proposta di risoluzione di Fratelli d’Italia che chiedeva impegni alla Giunta per “garantire una gestione decentrata dei servizi ambientali, affinché l’accentramento decisionale non provochi un ulteriore allontanamento dai territori e altre problematiche di controllo del servizio”.
ATO Sud Toscana, Baccelli e Marras (PD): “Condividiamo gli indirizzi della giunta, ma serve un confronto con i territori per ristabilire l’equilibrio”
“Con questa risoluzione – ha spiegato Stefano Baccelli, presidente della commissione Ambiente – invitiamo la giunta ad attivare l’azione ispettiva tecnica e riferire quanto prima i risultati alla commissione competente del Consiglio, ovvero la commissione Ambiente, perché siamo ben consapevoli della gravità della situazione e sottoscriviamo la necessità di attivare un’azione di monitoraggio e verifica sul corretto operato dell’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti dell’ATO Sud Toscana e sulla congruità del sistema tariffario. Per quanto riguarda l’ipotesi della costruzione di un ATO unico, condividiamo l’indirizzo della giunta, ma chiediamo di trovare un nuovo punto di equilibrio per cui serve aprire un confronto con i Comuni per rappresentare al meglio le esigenze dei territori. Impegniamo poi la giunta anche a continuare a garantire adeguati processi di decentramento verso i Comuni al fine di consentire a tutte le zone in cui si articola il territorio di poter vedere rappresentate le proprie necessità sulla programmazione e gestione del servizio e, infine, ad attivarsi con il Parlamento per avviare una riflessione sul tema della gestione dei servizi pubblici locali riguardo a una definizione più chiara delle modalità di svolgimento delle funzioni di programmazione, gestione e regolazione, con particolare riferimento alla distinzione dei ruoli tra attori pubblici e privati”.
“Negli ultimi quindici anni abbiamo progressivamente aziendalizzato un servizio che, soprattutto nell’area grossetana, era antiquato, inadatto e, a volte, fuori dai termini di legge delle direttive ministeriali – ha commentato Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscana – e l’abbiamo fatto insieme ad amministratori di diverso credo politico, per il territorio. Partendo dall’esperienza senese abbiamo accelerato i tempi e dato vita al primo Ambito Territoriale Ottimale, nel 2011, quando in Toscana i gestori erano 55, di piccole dimensioni, e anche il centro destra professava la necessità di un ATO unico. Credo che oggi, per affrontare al meglio la situazione, sia importante non confondere il piano politico con quello giudiziario. E sul piano politico dobbiamo ascoltare i sindaci che ci chiedono un impegno diretto della Regione, ci chiedono di poter contare, di poter capire e avere strumenti di controllo. La risposta, immediata, che possiamo dare loro è istituire la commissione d’indagine. In secondo luogo dobbiamo ripensare il modello di governance: serve un sistema di controllo nel quale collaborino Regione e sindaci e serve, poi, che si individuino i piani entro cui si organizzano i servizi e come questi, a livello locale, si combinino attraverso ambiti ottimali di raccolta. Un plauso, intanto, va ai sindaci di Arezzo e di Civitella Paganico che hanno saputo gestire al meglio questa situazione così delicata in accordo e in armonia, garantendo la continuità del servizio”.
Futuro Monte dei Paschi, Claudio Borghi (Lega Nord): “Situazione molto seria, ma vi abbiamo avvisato”.
Così il Portavoce dell’Opposizione in Toscana, Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico Lega Nord, che dopo aver ascoltato la risposta alla propria interrogazione alla Giunta regionale Toscana in merito al nuovo piano industriale Monte dei Paschi e alle prospettive che si profilano per la Banca e per i risparmiatori, afferma: “Prendiamo atto della risposta dell’Assessore Stefano Ciuoffo, che ha voluto rassicurare il Consiglio garantendo che la Giunta regionale seguirà la vicenda Monte dei Paschi con attenzione, ma ancora non vediamo soluzioni né adeguate contromisure in caso dovesse succedere quanto temiamo.”
Prosegue il Consigliere leghista Borghi: “A parte il nostro scetticismo sulla soluzione con fondi interni all’azienda MPS in caso eventuali contraccolpi del previsto aumento di capitale da 5 miliardi di euro dovessero riversarsi sui dipendenti, ci domandiamo se non sia il caso di iniziare a prevedere efficaci soluzioni dovesse materializzarsi l’ipotesi di una “Banca Etruria” su vasta scala. Quello che la nuova dirigenza di MPS sta infatti proponendo ai risparmiatori è un’alternativa da film dell’orrore, ovvero tra convertire le obbligazioni in azioni che, al momento della vendita sul mercato varranno pochissimo e comunque una minima frazione delle obbligazioni precedentemente detenute, e andare all’azzeramento volontario. Siamo di fronte all’evoluzione del bail-in, che per gli obbigazionisti del Monte dei Paschi sta diventando una scelta su come suicidarsi. Un ennesimo regalino dell’Europa, con la solita connivenza del Governo Renzi.”
Conclude il responsabile economico della Lega Nord: “Viste queste prospettive non certo positive - non smentite dall’Assessore Ciuoffo in aula, ma anzi avvalorate - ci auguriamo che Regione Toscana farà molto di più che seguire semplicemente l’evolversi della situazione. Mi aspetto che il giorno che succederà quanto pare sempre più probabile e su cui abbiamo tempestivamente lanciato l’allarme, non saremo colti impreparati a disperarci per qualcosa che sarà tutto fuorché una sorpresa.”
Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio Stampa
