Rispetto "della volontà dell'elettore e dell'attribuzione, fin tanto che si possa, di significato alla consultazione elettorale, pertanto le regole formali contenute nella normativa e nelle istruzioni ministeriali sono strumentali e la loro violazione è significativa soltanto se dimostra una sostanziale inattendibilità del risultato finale".
E' per questo motivo sostanziale, partendo dalla regola fondamentale nella materia elettorale, che il Consiglio di Stato (sez.III), ha accolto, con la sentenza n. 4863/2016, l'appello presentato da vari consiglieri del Comune di Viareggio, con l'intervento in giudizio della Regione Toscana, contro la sentenza del TAR Toscana Sez. II n. 1159/2016, che aveva annullato i risultati dell'elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale di Viareggio del 2015.
Il TAR aveva motivato tale annullamento ad esito di un'istruttoria (cosiddetta "verificazione" effettuata su 11 sezioni ) che aveva evidenziato anomalie solo in due sezioni e precisamente: per la sezione 2 non corrispondenza tra il numero delle schede autenticate e la somma delle schede scrutinate e di quelle autenticate non utilizzate; per la sezione 28 non corrispondenza tra le schede scrutinate e il numero dei votanti. Anche se l'anomalia aveva riguardato solo due sezioni il TAR Toscana aveva annullato tutti i risultati elettorali.
Secondo il Consiglio di Stato, nel caso in esame non è stata ravvisata tale inattendibilità perché l'utilizzo in altre sezioni delle schede "scomparse" dalla sezione 2 è ragionevolmente smentito dalla circostanza che in nessuna delle 11 sezioni oggetto di verificazione è comparsa alcuna scheda autenticata o bollata che riportasse timbro o firma di uno scrutatore della sezione 2 e non risulta che in alcun verbale delle 62 sezioni elettorali siano state indicate anomalie. In sostanza non vi è prova delle gravi irregolarità che il TAR aveva affermato.
Giunge così a conclusione una vicenda che ha visto protagonisti anche il presidente Enrico Rossi e l'Amministrazione regionale, il cui intervento è stato ritenuto dal Giudice ammissibile "non potendosi negare l'interesse (della Regione) a salvaguardare la continuità della collaborazione avviata dalla Regione con i rappresentanti del Comune di Viareggio democraticamente eletti".
"Giustizia è stata fatta e la legalità si sovrappone alla giustizia". Così Giorgio Del Ghingaro commenta la decisione del Consiglio di Stato che ha deciso di rimetterlo alla guida del Comune di Viareggio (Lucca), ribaltando la sentenza del Tar della Toscana che aveva annullato la sua elezione dopo il ricorso presentato da Lega Nord e Fratelli d'Italia. In un'intervista a Rete Versilia Del Ghingaro, eletto alla guida dell'Amministrazione con una lista civica di centrosinistra che al ballottaggio aveva superato il candidato del Pd Luca Poletti, spiega di aver "tanta voglia di ripartire" (sul suo profilo facebook ha scritto 'dove eravamo rimasti?') e che considera il commissariamento del Comune "un intermezzo", anticipa però che è sua intenzione ripartire con Viareggio ma "con una nuova giunta: è passato molto tempo e sono successe diverse cose", aggiunge spiegando di non aver avuto novità dal Pd, "la mia porta è aperta a chi bussa perchè Viareggio ha bisogno di grande unità per ripartire".
Il Commissario prefettizio Fabrizio Stelo e i suoi due sub commissari, Patrizia Vicari e Stefano Del Punta, che hanno guidato l'amministrazione comunale di Viareggio durante la 'vacatio' conclusa di fatto oggi con la decisione del Consiglio di Stato in base alla quale Giorgio Del Ghingaro è tornato sulla poltrona di sindaco, nel corso di una conferenza stampa hanno voluto salutare e ringraziare la città e chi ha collaborato con loro in Comune. "Non ci vorrà una nomina del Prefetto - dice Stelo - perché c'era stata una sospensiva, ma da oggi il sindaco Del Ghingaro torna in carica. Noi eravamo prontissimi a proseguire il nostro percorso per cercare di garantire una governabilità alla città. E' stata una bella esperienza, abbiamo fatto delle cose, altre le avevamo iniziate e ci auguriamo che vengano portate a termine da chi ci sostituirà". "L'amministrazione - ha proseguito il commissario - dovrà fare i conti sempre con il dissesto, poi gestire la situazione delle società partecipate, c'è il problema del porto da risolvere, come pure quello del mercato ittico". "Viareggio - ha concluso - è una bella città, che merita una amministrazione duratura e un sindaco, il commissariamento deve essere una cosa provvisoria. Auguriamo buon lavoro a Del Ghingaro e alla giunta".
Fonte: Regione Toscana
