Il Movimento 5 Stelle riaccende il faro sulle risposte regionali alla violenza di genere. In agosto la giunta Rossi annunciò uno stanziamento di 400mila euro sul 2016 e 450 mila euro per il 2017 ai Centri Antiviolenza (CAV) regionali. Ma delibere alla mano i conti si fermano, in totale, a 325mila euro con alcune precisazioni poco rassicuranti sul contributo. Predisposta un’interrogazione regionale a firma Andrea Quartini, consigliere regionale M5s in Commissione Sanità e Politiche Sociali.
“I Centri Antiviolenza toscani garantiscono un servizio pubblico vero e proprio, offrendo percorsi di sostegno alle donne vittime di violenza e progetti di prevenzione. Dispiace rilevare che anche su questo delicatissimo ambito Rossi non abbia frenato la sua annuncite, ancor meno giustificabile vista la crisi finanziaria strutturale dei Centri Antiviolenza toscani. Centri che ad oggi si reggono quasi esclusivamente sulla passione di centinaia di operatrici, dedite a garantire, quasi sempre senza retribuzione, un servizio pubblico gratuito a 2500 toscane l’anno” commenta Quartini.
“Dopo il tragico femminicidio di Vania Vannucchi, bruciata viva dal suo ex compagno, Rossi annunciò in conferenza stampa lo stanziamento ai CAV di 400mila euro per il 2016 e 450mila euro sul 2017. Purtroppo le delibere della sua giunta sul tema, la n. 966 e 1057, fermano il conto a 325mila euro con l’indicazione che per 200 mila di questi “l’impegno delle risorse finanziarie coinvolte è comunque subordinato al rispetto dei vincoli derivanti dalle norme di pareggio di bilancio”” precisa il Cinque Stelle.
“Visti i 40 milioni necessari alla giunta Rossi per evitare di chiudere in rosso il bilancio delle ASL toscane e i circa 189 milioni di tagli ulteriori presenti nella legge di bilancio 2017 targata Renzi siamo molto preoccupati che quei 200 mila euro in ballo possano essere non garantiti. Ancor meno tollerabile se tale taglio avvenisse dopo che i Centri Antiviolenza hanno già speso una parte delle risorse stanziate, visto che il contributo regionale sarà a fronte di una rendicontazione di spese effettuate” aggiunge il consigliere regionale M5S.
“Abbiamo predisposto un’interrogazione alla giunta per ottenere risposte chiare in merito. Nell’attesa di averle anche sull’altro tema a noi molto caro: la verifica dei requisiti dei Centri Antiviolenza per ricevere il contributo regionale. La notizia che esponenti di Forza Nuova, maschi, abbiano proposto l’apertura di un Centro Antiviolenza a Massa in un evento pubblico con due parlamentari, tra le quali la PD Martina Nardi, la dice lunga sugli anticorpi del sistema toscano dell’antiviolenza. Aspettiamo anche su questo fatto le risposte della giunta PD” conclude Quartini.
Barni risponde
Sul contrasto alla violenza di genere in Toscana "i conti tornano". E' la replica del vicepresidente della Regione Toscana, con delega alle pari opportunità, Monica Barni al consigliere regionale M5s Andrea Quartini, in merito agli impegni presi dalla Giunta toscana riguardo alle risorse per il contrasto della violenza sulle donne. La Regione, ricorda una nota, ad agosto aveva annunciato di fatto il raddoppio delle risorse a disposizione: in tutto 450 mila euro per il 2016 ed altri 400 mila per il 2017. "Avevamo detto che avremmo utilizzato quelle risorse per le politiche contro la violenza sulle donne e dunque anche, ma non solo, per sostenere l'attività dei centri antiviolenza - spiega Barni -, in attesa della risorse statali il cui ultimo stanziamento ha riguardato il biennio 2013-2014 e che naturalmente abbiamo già speso. Abbiamo detto che avremmo messo a disposizione 400 mila euro e l'abbiamo fatto, checché ne dica il consigliere dei Cinque Stelle". I 450 mila euro previsti per il 2016 sono così ripartiti: 325 mila euro ai centri antiviolenza (23 in tutta la Toscana), altri 70 mila ad Anci Toscana per finanziare un programma di nove mesi che servirà a ridefinire ed accrescere le reti locali per la prevenzione ed il contrasto alla violenza, anche attraverso la formazione degli operatori dei Comuni, delle Asl e delle forze dell'ordine con l'obiettivo di far parlare a tutti lo stesso linguaggio e condividere protocolli e procedure. Altri 50 mila euro sono destinati all'ufficio scolastico regionale che dovrà formare docenti e personale Ata sul rispetto delle differenze di genere e in ultimo 5 mila euro, a disposizione degli uffici della Regione, serviranno per ulteriori iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza. "I 400 mila per il 2017 - conclude Barni - arriveranno chiaramente nei prossimi mesi, con il prossimo bilancio".
Fonte: Movimento 5 Stelle - Ufficio Stampa
