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Confindustria: "I Confidi, sono un patrimonio unico del nostro paese"

Pierfrancesco Pacini

"I Confidi sono strumenti della crescita e della competitività delle imprese; e dunque sono acceleratori della ripresa anche in Toscana". Ha aperto così, il suo intervento di saluto il presidente di Confindustria Toscana Pierfrancesco Pacini al seminario nazionale della Consulta annuale dei Confidi aderenti a Federconfidi -Confindustria, che si è concluso oggi a Firenze.

"C’è, dunque, bisogno di dare slancio alla nostra ripresa toscana. Vuol dire lavorare - da subito - a un nuovo paradigma economico, fatto di innovazione continua di prodotto, processo e mercato - continua Pacini -. Mi riferisco a quell’Industria 4.0 che è la chiave del successo per tutto il nostro manifatturiero. Bene il piano del governo, che ora va declinato con una piano di azione toscano, su cui chiediamo di lavorare insieme alla regione. I passai avanti che la Regione Toscana sta facendo in direzione di Industria4.0 sul fronte dei bandi per il sostegno delle imprese e sul piano dell’offerta con la costituzione di un distretto per la manifattura avanzata 4.0 danno la misura di quanto l’obiettivo sia condiviso. Questo chiama in gioco anche il ruolo del credito, perché Industria 4.0 ha bisogno di investimenti e può rappresentare un’occasione strutturale per innovare la finanza per le imprese e il rapporto tra il sistema del credito e il sistema imprenditoriale".
Infine, conclude Pacini, "serve rendere più “bancabili” i nostri progetti. Ma c’è anche bisogno di più credito allo sviluppo. E qui è necessario che le banche recuperino in pieno la loro funzione di 'imprese per le imprese'; ed altrettanto fondamentale è il ruolo dei Confidi e della garanzia, che sono un patrimonio unico del nostro paese".

di seguito il comunicato nazionale dell'iniziativa:
I CONFIDI CENTRALI PER SOSTENERE LA CRESCITA DELLE IMPRESE
Firenze, 11 novembre 2016 – Le imprese, per agganciare in maniera duratura la ripresa, hanno sempre più bisogno di trovare nuovi canali di accesso al credito e che i canali tradizionali si evolvano per stare al passo con le loro esigenze in continua trasformazione. In questa partita i consorzi di garanzia dei fidi giocano un ruolo centrale, per aiutare le imprese ad uscire dalla zona grigia, in cui molte di esse sono relegate, i Confidi devono indossare, al contempo, il vestito del garante e quello del consulente, aprendosi a nuova finanza, nuovi soggetti e nuovi servizi. Di questo si è discusso oggi a Palazzo Medici Riccardi in occasione del seminario nazionale della Consulta annuale dei Confidi aderenti a Federconfidi -Confindustria.

Lo scenario dei Confidi italiani è stato illustrato dettagliatamente nell’indagine annuale presentata oggi. I numeri ci dicono che sono quasi 90.000 le piccole e medie imprese che aderiscono al sistema e a loro vengono garantiti oltre 7 miliardi i finanziamenti. Dallo studio emerge che, al 31 dicembre 2015, la Federazione associa 36 soggetti. C’è stato un decremento del 7,7% rispetto all’anno passato, una contrazione dovuta soprattutto ai processi di fusione che hanno riguardato alcuni Confidi del Sud Italia. La logica della fusione rientra nella forte propensione alla modernità, alla sinergia e alla condivisione che ha ispirato le spinte aggregative che hanno contraddistinto il sistema negli ultimi anni e che ha portato a favorire la nascita di reti fra Confidi. Nel 2015 è nata, infatti, ReteFidiItalia, che aggrega 10 confidi vigilati che coprono l’intero territorio nazionale. Quest’anno è stata creata, invece, Rete Fidi dei Territori che coinvolge 12 Confidi “minori”.

Un altro dei temi approfonditi è stato l’impegno di Federconfidi sui diversi cantieri normativi. In primo luogo la Legge Delega sulla riforma dei Confidi, approvata dalla Camera in via definitiva lo scorso luglio, che prevede importanti interventi per definire meglio il ruolo dei confidi nel mercato del credito, per il loro riposizionamento strategico nella relazione con le Istituzioni pubbliche e per una nuova relazione con il sistema bancario. C’è poi la Legge di Stabilità 2014, il cui decreto di attuazione è in fase di emanazione, che destina 225 mln al rafforzamento del sistema dei Confidi. Infine, la Federazione sta lavorando sulla Riforma del Fondo Centrale di Garanzia.

“I Confidi restano strumenti centrali per sostenere l’accesso al credito delle nostre piccole e medie imprese – ha affermato nel suo intervento il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Tanto più nell'attuale fase congiunturale, in cui poter accedere ai finanziamenti è decisivo nel cammino verso la crescita dimensionale. Ma perché i confidi si confermino partner finanziari al servizio delle pmi – ha concluso Boccia - è essenziale che giungano a compimento sia il processo di riforma normativa e regolamentare impostato da Governo e Parlamento, sia il percorso di evoluzione interno avviato da tempo dai Confidi. Si deve puntare con decisione a sostenere la patrimonializzazione dei confidi, favorire il riordino delle modalità di contribuzione pubblica e della filiera della garanzia, promuovere la razionalizzazione del sistema. Un percorso che richiederà il forte impegno dei confidi, delle associazioni di categoria e delle Istituzioni pubbliche. ”.

“Il supporto alle imprese è scritto nel nostro DNA – ha detto il presidente di Federconfidi Pietro Mulatero - ed oggi vogliamo riaffermarlo come un manifesto programmatico. Abbiamo voluto la parola “continuità” nello slogan di questa Consulta, perché vogliamo riconfermare l’attualità dei principi su cui si fonda l’attività dei Confidi, vale a dire la mutualità, il radicamento territoriale e la conoscenza diretta delle imprese, che ci hanno consentito di supportare le nostre imprese anche durante questi ultimi faticosi anni. Tuttavia, per continuare a svolgere la nostra azione di sostegno dobbiamo evolvere, puntando sulla crescita professionale e sulle nuove esigenze delle imprese. “Evoluzione” è l’altra parola che abbiamo voluto sottolineare oggi, perché crediamo che rappresenti l’altra faccia della nostra mission. Per dare modernità al nostro ruolo - ha ribadito Mulatero - dobbiamo condividere maggiormente le esperienze e favorire la diffusione delle eccellenze, generando sinergie e superando le inefficienze che abbiamo dovuto in questi anni affrontare a fronte del mutato contesto normativo e di mercato”.

Le parole di Bernardini

"Nel primo semestre del 2016 il credito all’economia è cresciuto moderatamente: +0,7% alle imprese" sottolinea Franco Bernardini, presidente di Confidi Imprese Toscane, nel suo intervento al seminario nazionale della Consulta annuale dei Confidi aderenti a Federconfidi -Confindustria, che si è concluso questa mattina a Firenze.
"La nostra economia continua a crescere in maniera insufficiente, nonostante il calo del costo del credito tornano a flettere gli investimenti a seguito della debolezza della domanda" continua Bernardini e "se l’obiettivo è quello di consolidare il nostro ruolo di hub manifatturiero di valenza europea il ruolo del credito è fondamentale, a partire dai Confidi che occorre valorizzare ancora di più nelle politiche di sviluppo regionali".

Fonte: Confindustria Firenze - Ufficio Stampa

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