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Toscana Ato Sud, la Lega: "Noi avevamo dei dubbi". Tutti i pareri

Non si placano le polemiche sull'arresto del direttore di Toscana Ato Sud, Andrea Corti, per i reati di turbativa d’asta e corruzione. Ecco i commenti delle parti politiche e dei sindacati:

La CGIL: "Fiducia nell'azione della magistratura, necessario rilanciare la discussione"

 L'inchiesta sulla gara di appalto per la gestione integrata dei rifiuti urbani bandita dall'ATO Toscana Sud ha portato all'arresto ed alla interdizione dai pubblici uffici sia di esponenti dell'Ato che del soggetto gestore.
La Magistratura deve accertarsi delle violazioni della legge e del rispetto del ruolo dei poteri pubblici, la Politica deve dire parole nette sul progetto di gestione del ciclo integrato dei rifiuti in Toscana.
I lavoratori ed i cittadini di SEI Toscana e dei territori di Arezzo Siena e Grosseto debbono avere certezza della qualità del servizio di raccolta e smaltimento – con una attenzione al sistema tariffario ed ai costi derivanti per gli utenti - nonché della situazione lavorativa di tutti gli addetti, a qualunque titolo impiegati.

Come CGIL Toscana e come FP CGIL Regionale, ribadendo la fiducia nell'azione della Magistratura, riteniamo che tale difficile e complessa situazione deve essere utilizzata dal sistema politico istituzionale per rilanciare una discussione - che si traduca in scelte di governo – rispetto all'intero ciclo dei rifiuti della Toscana, ovvero di quale debba e possa essere l'ambito ottimale di gestione, quale rapporto debba avere l'Ente Regione con il sistema dei comuni toscani, quale natura e quali dimensioni debba avere il soggetto gestore, quali le autorità e/o il comitato che vigili sulla qualità del servizio e delle tariffe, quali i percorsi amministrativi per tradurre nel rispetto della legge e attraverso il coinvolgimento delle comunità le scelte politiche complessive, come prevedere un coinvolgimento dei lavoratori e dei cittadini nelle scelte strategiche in tale ambito.
Avendo sempre a riferimento che in Toscana ed in Italia la quantità dei rifiuti prodotti non aumenterà, causa la crisi che ha ridotto stabilmente i quantitativi sia dei rifiuti solidi urbani che di quelli industriali ed alle azioni positive sul sistema delle imprese, degli imballaggi e degli stili di vita e di consumo, con la conseguente ed ulteriore riflessione sulle necessità impiantistiche per fare della Toscana un sistema capace di smaltire e riutilizzare ciò che si produce come rifiuto, dove al centro stia la raccolta differenziata e la percentuale reale di riciclo ed utilizzazione delle materie prime seconde. Ex malo bonum, dal male può derivare un bene.

La Lega Nord: "Mesi fa chiedemmo all'assessore Fratoni sulla gestione del servizio"

“Fin dal marzo scorso-affermano Jacopo Alberti e Marco Casucci, Consiglieri regionali della Lega Nord-ci eravamo attivati, chiedendo all’Assessore Fratoni di conoscere il ruolo della Regione Toscana nella vicenda relativa ad una presunta accusa di turbativa d’asta nella gara per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti da parte dell’Ato Toscana Sud che coinvolge diversi comuni nell’area di Arezzo, Siena e Grosseto.” “Ottenemmo-proseguono i Consiglieri-una risposta non esaurientemente chiarificatrice riguardo ai quesiti da noi proposti ed ora non ci sorprendiamo affatto nell’apprendere dell’arresto del direttore del predetto Ente. “ “E’ chiaro-precisano gli esponenti leghisti-che essere posto agli arresti domiciliari non significa essere colpevoli, però è evidente che i nostri dubbi, espressi otto mesi fa, non erano così campati in aria, ma motivati pure da una precisa indagine della Magistratura, alla quale chiediamo di proseguire con la massima solerzia, anche per garantire le migliaia di utenti toscani che quotidianamente usufruiscono del fondamentale servizio fornito da Ato Toscana Sud.”

Alternativa Libera: "Le istituzioni adesso devono intervenire sulla gestione dei rifiuti"

“Dopo aver ipotizzato la turbativa d’asta per la gara di affidamento nell’Ato Toscana Sud, è di ieri la notizia dell'arresto del direttore di Ato Sud, Andrea Corti, e dell'interdizione dai pubblici uffici di tre professionisti toscani. Adesso è necessario che anche le istituzioni aprano gli occhi sulla gestione dei rifiuti”. E' quanto affermano i deputati Samuele Segoni, Massimo Artini e Marco Baldassarre, insieme al consigliere comunale di Terranuova, Marco Bonaccini.

Il direttore dell'Ato Toscana Sud, l'autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti per i comuni delle province di Arezzo, Siena e Grosseto, è agli arresti domiciliari, mentre è stata prevista l'interdizione dai pubblici uffici per tre professionisti toscani. “I reati ipotizzati nell'ambito dell'operazione "Clean City" sono turbativa d'asta e corruzione per la gara relativa al ciclo di rifiuti nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto”.

“Per troppo tempo – sottolineano gli esponenti di Alternativa Libera – non è stata trovata una soluzione politica e amministrativa sul groviglio di società che gestiscono i rifiuti nell'Ato Toscana, così come sugli incarichi affidati: adesso è necessario fare piena luce su questo sistema. Una gestione opaca, tutta incentrata sul binomio inceneritore-discarica, in cui si confondono i controllori dai controllati, come emerso dalle indagini della Procura e della Guardia di Finanza. Ricordiamo che le stesse società che hanno vinto la gara in Ato Toscana Sud hanno partecipato anche alle gare di altri ambiti territoriali regionali, tra le quali l’Ato Toscana Centro, gara poi affidata alla rti guidata da Quadrifoglio”.

“I danni ai cittadini sono evidenti - concludono Artini, Segoni, Baldassarre e Bonaccini – Mentre la procura indaga per i reati di turbativa d'asta e di corruzione, gli utenti dell'Ato Toscana Sud pagano e fanno i conti da anni con gli aumenti in bolletta. Eppure i sindaci siedono regolarmente nell'assemblea di Ato: è necessaria un'assunzione di responsabilità”.

M5S: "È il fallimento del sistema di gestione dei rifiuti del PD"

All’interno della conferenza stampa sull’inchiesta ATO Toscana Sud, il Movimento 5 Stelle presenta la propria proposta regionale di riforma organica del sistema integrato di gestione dei rifiuti.

“Da forza di governo non ci basta rilevare i problemi e stimolare la magistratura all’intervento, come avvenuto per l’inchiesta ATO Toscana Sud. Presentiamo l’alternativa: la nostra proposta di legge sull’economia circolare per una Toscana a “Rifiuti Zero”. È indispensabile aprire in Toscana un percorso virtuoso nella gestione dei rifiuti, che devono essere considerati come una risorsa ed una concreta opportunità di rilancio dell’economia regionale e quindi anche dell’occupazione. La scienza ci dice infatti che ogni milione di tonnellate di rifiuto riciclato si ottengono 2mila posti di lavoro” ha segnalato Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S Vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio e primo firmatario della proposta.

“La nostra legge facilita la transizione della Toscana verso un modello di economia circolare, così come indicato dagli indirizzi europei, superando in tal modo il sistema attuale, definito di tipo “lineare”.  Stabiliamo infatti, ai fini della programmazione regionale, obiettivi chiari di

-          riduzione del quantitativo di rifiuto urbano non inviato a riciclaggio: 150 kg per abitante/anno entro il 2025 e 81 kg per abitante/anno entro il 2030;

-          la riduzione della produzione procapite di rifiuti urbano entro il 2020 di almeno il 20%;

-          una raccolta differenziata media in Toscana del 75% entro il 2020 – oggi è di poco sopra il 43%;

-          un riciclaggio di materia portato al 70% entro il 2020 e di lì a salire”

ha segnalato il consigliere regionale M5S.

“Tutto questo si ottiene con alcuni ingredienti portati a regime in tutto il territorio toscano, come la raccolta porta a porta con tariffa puntuale obbligatoria, dove il cittadino o il negoziante - che magari con fatica dividono i rifiuti prodotti - sono incentivati a farlo perché pagano il servizio in proporzione solo a quanto non differenziano” ha aggiunto il Cinque Stelle.

“Ma soprattutto gli obiettivi si raggiungono rivoluzionando il sistema PD di gestione con alcuni ingredienti: via i tre macro ambiti territoriali e via i conflitti di interesse, con pochi passaggi. Il primo: la separazione netta tra chi cura la raccolta dei rifiuti urbani e chi li smaltisce. La raccolta spetterà ai Comuni, anche in forma consortile, ma su ambiti territoriali più piccoli: massimo 90mila abitanti o 100 mila tonnellate annue di raccolta, come ricordato dall’Antitrust nazionale. Mentre lo smaltimento dev’essere lasciato in mano ad imprese private, in libero mercato, togliendo però gli attuali cortocircuiti da conflitto di interesse. Chi gestisce la raccolta non può essere neppure azionista di chi cura lo smaltimento, altrimenti succede come in ATO Toscana Sud dove non si stimola la raccolta differenziata, perché bisogna garantire livelli minimi di materiali ai gestori di discariche e inceneritori. Infine un punto che ci sta a cuore, rinforzato dallo stop all’impianto di Case Passerini di ieri che rendiamo con questa legge inutile approvando una moratoria sugli inceneritori: in tre anni li chiudiamo tutti e, d’accordo coi gestori, saranno riconvertiti ad impianti a freddo” ha proseguito il consigliere regionale M5S nel definire gli aspetti chiave della proposta di legge.

“Ma non solo: chiediamo che sia la Regione a dare il buon esempio e viri su acquisti esclusivi da recupero o riciclo fino al 100% entro il 2050 (50% nel 2020). E a monitorare e aggiornare il tutto ci sarà il Forum permanente per l’Economia Circolare, con componenti delle tre Università Toscane, dei Distretti Industriali – cioè chi dovrà curare la riduzione alla fonte del rifiuto urbano e del rifiuto industriale – delle organizzazioni ambientaliste, di ANCI e per la Regione il referente di ARPAT. Il Forum recepisce l’esempio virtuoso del Centro Rifiuti Zero di Capannori, un’eccellenza Toscana che questa legge del Movimento 5 Stelle finalmente recepisce a livello regionale” ha concluso il Cinque Stelle.

Sui tempi della proposta di legge, Giannarelli ha chiarito che sarà per 60 giorni sottoposta al vaglio degli iscritti M5S sulla piattaforma Rousseau, nonostante il testo sia il frutto del percorso partecipativo iniziato con la stesura del programma elettorale per le regionali 2015 e proseguito con tavoli di lavoro durante i 16 mesi di consiliatura. “Noi crediamo nella partecipazione e anche oggi ne diamo prova. Sappiamo dire No quando necessario, come faremo il 4 dicembre, ma abbiamo molto chiari i nostri Sì” ha commentato Giannarelli.

Il M5S di Sorano e di Pitigliano: "Presentate mozioni in Comune"

Un sistema marcio e inefficiente quello sulla gestione di rifiuti, il M5S lo aveva detto. Un sistema marcio e inefficiente quello sulla gestione di rifiuti, il M5S lo aveva detto. L’anno scorso anche il M5S di Sorano e di Pitigliano presentava nei rispettivi consigli comunali due mozioni riguardanti la gestione dei rifiuti, che mettevano in luce un sistema inefficiente messo in piedi da una gara d’appalto assai discutibile. Tali documenti erano il frutto di un lavoro di gruppo che coinvolgeva attivisti del M5S delle province di Arezzo Siena e Grosseto tra i quali gli avvocati Donella Bonciani e Claudio Fiori.

Una delle due mozioni aveva come oggetto la convocazione dell’Assemblea ATO per discutere l’annullamento per autotutela del contratto sottoscritto dall’ATO con il gestore SEI TOSCANA in quanto presentava una serie di regole a dir poco controproducenti per la collettività. A Pitigliano le mozioni vengono bocciate. A Sorano, il M5S per evitare la bocciatura ai danni dei cittadini, propone alla maggioranza di rielaborare insieme il testo e viene così approvato un documento unico in un consiglio successivo. In questo documento si prendeva atto dei profili di criticità della procedura di gara effettuata per la selezione del gestore unico espletata da ATO non escludendo da parte del Comune azioni nelle sedi opportune, a tutela del Comune, ove fossero emersi rilevanti fatti nuovi alla luce anche della indagini allora in corso da parte della Corte dei Conti.

Ora, alla luce di quanto avvenuto ieri 9 novembre 2016, nell'ambito dell'inchiesta della guardia di finanza sulla gestione dei rifiuti nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto, inchiesta denominata "Clean City", che ha posto agli arresti domiciliari Andrea Corti, direttore dell'Ato Toscana Sud, il M5S di Pitigliano e Sorano chiede ai rispettivi Sindaci di intervenire e di fornire risposte. Non si tratta infatti di qualche mela marcia, ad essere finita sotto inchiesta, ma un intero sistema, chiediamo quindi: 1. Quali conseguenze avrà tutto questo nella gestione del servizio rifiuti e nei confronti dei lavoratori coinvolti? 2. In attesa del lavoro della magistratura la quale accerterà, se ci sono, responsabilità penali, intendono i Comuni di Pitigliano e di Sorano costituirsi eventualmente parte civile? 3. La convocazione di consigli comunali straordinari e aperti per spiegare ai cittadini quanto sta avvenendo.

Rifiuti ATO Sud, Fattori (Sì -Toscana a Sinistra): “Gli arresti sono il risultato del modello fallimentare voluto dal PD. Come può il privato tutelare l’interesse pubblico?”

“Per chi come me sostiene la necessità di una gestione totalmente pubblica dei rifiuti, situazioni di assoluta gravità come quella che ha portato alle indagini e agli arresti nel grossetano sono purtroppo prevedibili e previste. La politica deve prendersi le sue responsabilità. Gli arresti non sono altro che la dimostrazione di ciò che diciamo da sempre: il soggetto privato non ha nessun interesse ad una gestione dei rifiuti efficiente, economica, che rispetti l’ambiente e favorisca l’occupazione. L'interesse dei privati è semplicemente fare profitti, con il tacito assenso dei Comuni, che si accontentano di ricevere l’indennità di disagio ambientale e non hanno alcuno stimolo a fare scelte diverse", afferma Tommaso Fattori, capogruppo in consiglio regionale di Si Toscana a Sinistra.

“E in tutto questo cosa ha fatto la Regione Toscana? Ha programmato una politica di gestione basata sugli inceneritori anziché sul riciclo, giustificandola sulla base di una previsione errata e artificialmente gonfiata di produzione di rifiuti. Nel solo ATO sud, vi è un eccesso di 30.000 tonnellate l’anno di rifiuti. E cosa succede al momento del bando di assegnazione? Guarda caso si finisce sempre per favorire aziende "politicamente vicine”. Per l’ATO Sud è stato elaborato un bando che ha subito destato enormi sospetti, visti i prerequisiti richiesti all'aspirante gestore, come il fatto che avrebbe già dovuto gestire un inceneritore sul medesimo territorio e avrebbe dovuto accollarsi i debiti dei precedenti gestori, senza che fossero quantificati. Insomma, non avrebbe potuto essere che SEI la società vincitrice. Di fatto abbiamo sei gestori dei rifiuti che fanno capo a tre Cooperative che gestiscono tre inceneritori. Un muro di interesse difficile da scalfire se non cambiando radicalmente direzione.”

Forza Italia: "Il sistema Toscana scricchiola"

"L'Ato rifiuti Toscana Sud travolto da una bufera giudiziaria? E' il sistema toscana. Ma scricchiola, ormai da tempo, con evidenti segni di cedimento scanditi da inchieste che si susseguono su vicende tutte legate a logiche politiche: il buco di bilancio che ha messo in default la ex Asl 1 di Massa Carrara, le sorti di Banca Etruria e Monte dei Paschi di Siena, e ora l'Ato rifiuti Toscana Sud". Lo afferma il capogruppo Fi in Consiglio regionale Stefano Mugnai in merito all'inchiesta sulla gara truccata.

"Il punto è che c'è un filo conduttore in tutto questo - aggiunge in una nota -, ed è ascrivibile a un modo di amministrare la cosa pubblica che il Pd, nelle sue declinazioni storiche, ha improntato sulla logica della costruzione del consenso, anche con politiche clientelari praticate soprattutto attraverso gli enti locali fin quando è stato possibile e dopo, cambiato il quadro normativo, attraverso le partecipate. Perché queste ultime certo, si configurano come soggetti di diritto privato, ma rispondevano comunque a una logica politica chiara, quella del Pd".

Secondo Mugnai "per capirlo era sufficiente guardare chi sedeva sulle poltrone di vertice, in gran parte ex sindaci, ex assessori, ex segretari tutti del Pd". Adesso, dice ancora, "speriamo che la magistratura faccia rapidamente chiarezza. E bene ha fatto il presidente di Ato Toscana Sud, il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, a convocare subito l'assemblea d'ambito perché ora si tratta di capire da che parte staranno i sindaci uno a uno: da quella dei cittadini di Grosseto, Arezzo e Siena che hanno necessità di vedersi assicurato il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, o magari ci sarà qualcuno che nicchia non prendendo posizione netta rispetto ai fatti che stanno emergendo? Perché su questa vicenda di conflitti d'interesse che ne sono a decine. In questo momento vi è la necessità di garantire il servizio nella massima trasparenza".

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