Consiglio regionale al via: si parla di aborto, scuole e Mps

E' una variazione al bilancio del Consiglio regionale, conseguente alla iniziativa varata ieri per il sostegno agli interventi per la valorizzazione dell'identità toscana, ad aprire la seduta odierna dell'Assemblea della Toscana. All'ordine del giorno anche il bilancio di esercizio 2015 dell'Ente parco regionale della Maremma. Tra i temi delle interrogazioni, il nuovo piano industriale di Monte dei Paschi di Siena, l'interruzione volontaria di gravidanza in intramoenia presso le strutture ospedaliere toscane, la modifica dei confini del comprensorio su cui ricade il Consorzio di bonifica Val di Paglia superiore, la mancanza di insegnanti nelle scuole toscane, e i casi di malasanità. Numerose anche le mozione previste.
Demanio idrico: la legge è stata approvata a maggioranza
Il Consiglio regionale, a maggioranza, ha approvato alcune misure urgenti sulla gestione amministrativa del demanio idrico e del ppagamento dei canoni di concessione. E’ stato il presidente della Prima commissione, che si occupa di affari istituzionali Giacomo Bugliani (pd) ad illustrarla in aula, precisando che lalegge disciplina, in particolare, il caso di soggetti che stanno occupando senza titolo alcune aree del demanio idrico. Con il passaggio della gestione amministrativa dalle province alla Regione sono emerse molte situazioni del genere. In alcuni casi i soggetti hanno fatto specifica richiesta alla provincia per il rilascio della concessione, senza avere risposta. In altri casi hanno sempre pagato il canone richiesto, anche senza titolo concessorio. Senza un intervento normativo, rischiano di essere considerati abusivi e passibili di sanzioni, anche penali.
I soggetti interessati, entro il 30 gennaio 2017, dovranno comunicare alla Regione i dati necessari per il rilascio, entro il 31 agosto 2017, di una concessione temporanea della durata massima di trentasei mesi, con decorrenza primo gennaio 2016, non rinnovabile. Tali soggetti, entro il 31 dicembre 2016, dovranno pagare un indennizzo per l’occupazione di fatto ed una maggiorazione del 20% del corrispettivo, dovuta per ciascun anno di occupazione senza titolo e fino a cinque annualità. “Con la nuova disciplina si va a parametrare l’indennità di occupazione senza titolo delle aree con il canone minimo applicabile – ha precisato Bugliani – Per il 2016 ed i cinque anni precedenti, per coloro che hanno già versato l’indennità, è prevista una maggiorazione del venti per cento, con valenza sostanzialmente sanzionatoria. La maggiorazione si applica anche a coloro che non hanno pagato e devono versare l’indennità dovuta”.
La norma serve anche a garantire alle imprese e agli enti pubblici titolari di concessione la possibilità di regolarizzare in maniera agevolata l’imposta regionale sulle concessioni statali fino al 30 novembre 2016, con termini più ampi per poter completare gli adempimenti necessari all’effettivo versamento dell’imposta.
Questa legge determinerà una minore entrata una tantum per l'anno 2016 di un milione e 800 mila euro. Infatti, a fronte di una previsione di bilancio a titolo di imposta regionale sulle concessioni statali per l'occupazione e l'uso dei beni del demanio pari a 3 milioni, si stima che circa il 60% della previsione sia connessa a soggetti che non dispongono della concessione e che pertanto sono interessati dallo slittamento dal 2016 al 2017 disposto dalla presente legge.
Il portavoce dell’opposizione Claudio Borghi (LN) ha osservato che l’assestamento di bilancio approvato nello scorso consiglio aveva come principale copertura l’aumento dei canoni di concessione. “Abbiamo parlato di cose che non c’erano due settimane fa – ha rilevato – La sanatoria, inoltre, è molto debole e scritta male, come quando si chiede ai soggetti che hanno regolarmente pagato alla provincia sono soggetti alla maggiorazione del venti per cento”.
Il capogruppo del Pd Leonardo Marras ha ricordato che il Consiglio regionale ha approvato una mozione, che si faceva carico di queste considerazioni. “Dieci province avevano disciplinato questa materia in dieci modi diversi – ha osservato Marras – Questo ha generato una disomogeneità sul territorio, molto difficilmente riconducibile ad unità. Fra l’altro si sono dimenticate di applicare l’addizionale regionale che era pari al trecento per cento. Per questo variamo una legge che riconduce l’addizionale al cinquanta per cento, e richiesta una sorta di sanatoria del venticinque per cento per gli anni precedenti”. Marras ha poi ricordato l’allarme diffuso tra i concessionari a scopi non economici, come orti sociali ed ormeggi. “Facciamo ciò che possiamo nella direzione indicata dalla mozione – ha osservato – Chi ha concessione temporanea sarà ben lieto di essere trattato come gli altri”
Il voto contrario del M5S è stato dichiarato da Enrico Cantone. “E’ un condono in salsa berlusconiana – ha affermato – Si interviene su una situazione che sembra fuori controllo e lo si fa in malo modo”
Giudizio analogo quello di Tommaso Fattori (SI). “Questa sanatoria si applica ad una gamma troppo vasta ed eterogenea – ha sottolineato – Si va dalla grande industria alla cooperativa sociale, fino al singolo cittadino”.
Parco della Maremma, via libera al bilancio
Il bilancio di esercizio 2015 dell’Ente parco regionale della Maremma è stato approvato, con voto favorevole a maggioranza, dal Consiglio regionale. Si tratta di un bilancio in sostanziale equilibrio, in cui al 31 dicembre 2015 il valore della produzione ammontava a 2.198.071,55 euro e i costi della produzione ammontavano a 2.130.860,89 euro. Come ha spiegato il presidente della commissione Territorio e Ambiente Stefano Baccelli (Pd) illustrando la proposta di delibera all’aula, “il parco svolge un’attività di gestione e tutela delle risorse naturalistiche particolarmente accurata”. Baccelli ha poi sottolineato “la necessità di ripensare, da parte della Regione Toscana, l’organizzazione dei parchi regionali”. “Serve – ha detto – una nuova strategia, altrimenti il rischio è di avere a disposizione risorse appena sufficienti per pagare il personale e gestire l’ordinario, senza avere la possibilità di valorizzare quell’enorme patrimonio che i parchi hanno in dotazione, e che va promosso”.
Interruzione volontaria di gravidanza in intramoenia a Careggi
Solo tre i casi di interruzione volontaria di gravidanza in intramoenia presso le strutture ospedaliere toscane, a Careggi, nel 2015. L’assessore regionale al Bilancio Vittorio Bugli ha risposto in aula ad un’interrogazione di Sì-Toscana a sinistra. Dai dati, ricavati da Ars, fonte SDO, e che prendono in esame gli anni 2011-2015, si vede che “la numerosità – ha detto Bugli- è in diminuzione e il servizio è erogato ormai in un’unica azienda ospedaliera, quella di Careggi dove nel 2015 sono stati fatti tre interventi”.
Soddisfatto della risposta puntuale che fornisce dati precisi si è detto Paolo Sarti (Sì). “Per fortuna, - ha aggiunto il consigliere regionale- il fenomeno è numericamente basso anche se è comunque allarmante, nel senso che la legge 194 del 78 prevedeva che l’interruzione volontaria di gravidanza avvenisse solo all’interno delle strutture pubbliche. Riteniamo poco opportuno da parte del medico la scelta di lavorare in intramoenia sulla 194”.
L’assessore ha precisato che il ricorso all’intervento in regime di intramoenia può essere da attribuire al fatto che la donna preferisca scegliere il professionista che le effettuerà l’intervento oppure dal possedere un’assicurazione privata con copertura della prestazione richiesta. Su questo Sarti ha precisato “dobbiamo pensare ad una continuità assistenziale del servizio pubblico e se vogliamo garantire a tutte le donne una libera scelta, dobbiamo valutare che il 56,2 per cento dei medici sono obbiettori e come può un servizio pubblico usufruire di questi obbiettori per applicare questa legge?”.
Riguardo al personale ostetrico ed infermieristico, Bugli fa presente che non viene distolto da altre funzioni ma che è “lo stesso in servizio e assiste con pari dignità le donne ricoverate in regime ordinario o di libera professione”. Infine, Bugli chiarisce che “il percorso per l’interruzione volontaria di gravidanza è un percorso chirurgico per cui a livello di comparto operatorio il personale ostetrico ed infermieristico può lavorare per propria scelta, in orario di intramoenia, retribuito come da quota contrattuale e non sovraccaricato”.
Consorzi di bonifica, possibile accordo con il Lazio
L’obiettivo della Giunta regionale è quello di arrivare alla modifica delle due leggi che identificano i Consorzi di bonifica nella Toscana sud e nel Lazio nord, in modo da ricomprendere entro i confini toscani i sei comuni del senese e del grossetano che attualmente fanno parte dell’ente interregionale Val di Paglia superiore. Lo ha spiegato questa mattina l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni, rispondendo a un’interrogazione presentata dai consiglieri regionali del Pd Simone Bezzini, Leonardo Marras e Stefano Scaramelli.
Nell’interrogazione “in merito alla modifica dei confini del comprensorio su cui ricade il Consorzio di bonifica Val di Paglia superiore, tramite approvazione dell’intesa con la Regione Lazio”, i consiglieri chiedevano a che punto si trovi il percorso per la modifica del comprensorio di bonifica interregionale Val di Paglia superiore finalizzata allo scorporo di una parte del territorio toscano, per arrivare alla stipula dell’intesa con la Regione Lazio e ricomprendere questi comuni sotto la competenza del Consorzio di bonifica Toscana sud. Chiedevano inoltre “quali siano gli interventi realizzati negli ultimi anni dal Consorzio Val di Paglia superiore nei territori dei comuni di Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Radicofani e San Casciano Bagni per quanto riguarda la provincia di Siena e Castell’Azzara e Sorano per la provincia di Grosseto”.
Fratoni ha assicurato che, “dopo lo stop dovuto all’inizio della nuova legislatura, sono stati ripresi i contatti tra le parti e sono stati fatti passi in avanti” e che dunque si dovrebbe arrivare in tempi rapidi alla firma degli accordi per ricomprendere i sei comuni in ambito toscano.
Simone Bezzini si è detto soddisfatto della risposta dell’assessore e ha sottolineato che “la questione è molto sentita dalle istituzioni e dalla popolazione di questa fetta di Toscana, dove si ha l’impressione di non essere molto considerati dalla Regione Lazio per quanto riguarda la necessaria manutenzione del territorio”.
Identità Toscana e tradizioni locali, 300mila euro per la valorizzazione
“Un segnale importante all’insegna della valorizzazione del ‘saper fare’ locale, con l’intento di valorizzare le peculiarità dei nostri territori”, così la vice presidente del Consiglio regionale Lucia De Robertis illustrando in aula la proposta di legge approvata dal Consiglio regionale che definisce gli interventi per la valorizzazione dell’identità Toscana e delle tradizioni locali. In tutto 300mila euro di contributi a valere sul bilancio del consiglio 2016 per sostenere le associazioni di rievocazione e ricostruzione storica, le bande e i cori musicali che svolgono attività di formazione, le associazioni e gli enti locali che, con il patrocinio del Comune, organizzano manifestazioni per valorizzare e perpetuare la tradizione del carnevale in Toscana; e i centri commerciali naturali e dei comuni che organizzano fiere commerciali con consolidate caratteristiche ed evidente valorizzazione della produzione locale.
“Vogliamo dare un segnale chiaro a sostegno delle realtà locali, quelle legate al territorio, alle tradizioni, all’identità delle comunità regionale. Col provvedimento – spiega De Robertis- vogliamo sostenere alcuni specifici ambiti legati alla promozione della cultura e delle tradizioni del territorio regionale, favorendo la realizzazione di iniziative che coinvolgano le comunità locali e sostengano le attività culturali di forte tradizione e che promuovano l’artigianato artistico e il territorio. La finalità è anche quella di porre attenzione al lavoro che costantemente viene svolto dai territori per realizzare iniziative che tramandino le tradizioni. Un lavoro spesso frutto dell’impegno volontario di tanti cittadini, teso a mantenere vive tradizioni ed esperienze radicate nelle comunità locali. Il nostro è un riconoscimento a carattere straordinario, ma che abbiamo intenzione di far diventare continuativo nel tempo, proprio per contribuire a mantenere vivi tradizioni ed animazione dei territori”.
Sala d'attesa a Santa Maria Novella, la proposta di Sì
“Come nella quasi totalità delle grandi stazioni italiane anche a Santa Maria Novella da tempo manca una vera sala d'attesa per i pendolari e i clienti del servizio ferroviario regionale relegati nel salone della biglietteria e negli spazi aperti di fronte ai monitor degli arrivi e partenze dei treni” ricordano i Consiglieri regionali Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì Toscana a Sinistra.
“Le sale d’aspetto in realtà non sono sparite, ma privatizzate, trasformate in salette vip delle singole compagnie (Trenitalia e Italo) ”. “Può anche essere legittimo che le compagnie mettano a disposizione dei viaggiatori “forti” condizioni agevolate e ambienti speciali, è un’iniziativa legittima, ma, di fatto, si è azzerato lo spazio che apparteneva a tutti gli altri e questo è incivile, segno dei tempi dove tutti da cittadini sono trasformanti in clienti”.
“Per questo siamo contenti che nell’ultima seduta del Consigli regionale della Toscana l’aula abbia approvato all’unanimità una nostra risoluzione che impegna la Giunta ad adoperarsi presso Ferrovie e Grandi Stazioni perché sia realizzata all'interno della stazione di S.M.Novella una sala di attesa degna di questo nome, individuando i locali idonei e le risorse finanziarie adeguate a tale scopo”.
“Peccato che un simile impegno, proposto dalla consigliera di Alternativa Libera Miriam Amato, e appoggiato dai consiglieri di Firenze riparte a Sinistra, sia stato recentemente bocciato dal consiglio comunale di Firenze: sarebbe stato utile che Regione e Comune su simili richieste fossero fianco a fianco per il bene dei pendolari e dei cittadini che usano il trasporto pubblico regionale".
Snai di Porcari, approvata la mozione di Baccelli
Il caso della Snai di Porcari arriva sui banchi del Consiglio regionale della Toscana, con la mozione di Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd e presidente commissione Ambiente e territorio, approvata all’unanimità. L’atto, intitolato “In merito alle prospettive occupazionali presso la SNAI S.p.A.”, impegna la Giunta regionale da un lato a monitorare direttamente la situazione, dall'altro ad
intervenire nei confronti del governo nazionale per operare una moral suasion nei confronti di un’azienda che è titolare di una concessione pubblica. “Gli attuali nuovi amministratori ci hanno anticipato la presentazione entro il maggio scorso di un fantomatico piano industriale ma ad oggi non ne abbiamo avuto traccia, si è perfino evitato di parlare di crisi e di conseguenza di eventuali ammortizzatori sociali, per difendere l’immagine di una società quotata in borsa; raramente è risultato così difficile interloquire con i vertici di un'azienda per lavoratori, istituzioni, sindacati. – ha sottolineato Baccelli - Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti, la decisione unilaterale di spostare la sede legale da Porcari a Milano, anche questo senza dare spiegazioni adeguate ai dipendenti, uno schiaffo del tutto gratuito e non giustificato, ci pare, da motivi organizzativi seri. Parliamo poi di una realtà aziendale importante, radicata sul nostro territorio, che solo nella sede di Porcari dà lavoro a circa 500 persone. Lo stato di agitazione dei dipendenti a questo punto è motivato, a mia memoria è la prima volta che nella storia di questa azienda sono state fatte manifestazioni di lavoratori e anche oggi sono in corso 8 ore di sciopero; le ragioni purtroppo non mancano perché, appunto, ciò che manca in primo luogo è la disponibilità dell’azienda al dialogo. L’apprensione inevitabilmente è tanta e va ben oltre i 95 potenziali esuberi, già di per sé un numero preoccupante, proprio per questa ‘non volontà’ al confronto. Ma il dato che fa riflettere è che siamo di fronte a un’azienda che per quanto privata risulta essere un concessionario pubblico, con concessione governativa. Allora sì che a maggior ragione dovremo pretendere quella responsabilità sociale d’impresa che chiede la nostra Costituzione. È per questo che alla Regione sollecito un impegno particolare, così come faranno gli enti locali con altrettante mozioni nei consigli comunali: non solo seguire con attenzione le evoluzioni della vicenda ma attivarsi in particolare con il Governo nazionale perché operi una ‘ moral suasion’ nei confronti della società, mai come in questo caso legittima e doverosa. Vogliamo alzare l’attenzione su una realtà occupazionale fondamentale per la lucchesia che va in ogni modo preservata e sostenuta nell'oggi e per il futuro".
Liceo Petrocchi di Pistoia, sì unanime dal Consiglio
Sì unanime alla mozione sulle prospettive del liceo artistico statale Policarpo Petrocchi di Pistoia. La mozione raccoglie in un testo sostitutivo i tre atti a firma rispettivamente di Giovanni Donzelli (FdI); dei consiglieri Pd, Marco Niccolai, Massimo Baldi, Alessandra Nardini e Stefano Baccelli e dei consiglieri di Sì-Toscana a sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti.
Nell’atto si impegna la Giunta a fornire ogni supporto utile all’amministrazione provinciale di Pistoia affinchè, nel rispetto delle rispettive competenze, possa perseguire il superamento dell’attuale situazione di grave disagio per gli studenti e il corpo docente del liceo artistico statale “Policarpo Petrocchi” di Pistoia. Il liceo ha problemi di ordine strutturale con inadeguatezza di spazi.
Si chiede, inoltre, di facilitare il confronto di tutti i soggetti che potrebbero avere un ruolo nella soluzione del problema, organizzando un tavolo istituzionale con gli uffici provinciali, scolastico regionale, il dirigente del liceo e gli uffici regionali competenti.
Si è detto soddisfatto dell’unità e sensibilità mostrata da tutte le forze politiche sul tema, il capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli. “Credo – ha detto Donzelli - che la Regione Toscana sia al centro della soluzione perché è proprietaria di immobili che possono essere messi a disposizione. Questa scuola necessita di una sede unica e migliore e di una soluzione dignitosa”.
Marco Niccolai ha precisato che “in materia di edilizia scolastica la competenza è delle amministrazioni provinciali e che la Regione può avere ruolo di supporto al lavoro che l’ente competente è chiamato a svolgere e per trovare soluzioni alternative”. Il consigliere regionale Pd ha fatto presente che “l’amministrazione provinciale ha approvato il bilancio e partirà con una serie di interventi urgenti sulla struttura”.
Soddisfazione per il testo condiviso è stata espressa anche da Tommaso Fattori. “E’ importante – ha detto il consigliere regionale di Sì- individuare una sede unica per superare l’attuale frammentazione che coinvolge 900 studenti provenienti da almeno da tre province e oggi distribuiti su tre plessi. Occorre trovare una soluzione definitiva”
A favore di questo atto anche il Movimento 5 Stelle. Giacomo Giannarelli ha fatto alcune riflessioni sull’edilizia scolastica: “è di competenza regionale – ha detto–, è in una situazione di emergenza e necessita di interventi certi”. Dal quadro delineato da Giannarelli emerge che “oltre la metà degli edifici scolastici italiani sono stati edificati prima del 1974 (anno in cui vennero varate le disposizioni antisismiche), oltre 24mila scuole sono in zone ad alto rischio sismico, circa 6mila 200 sono in aree a forte rischio idrogeologico”. “Su 41mila edifici monitorati – ha concluso il consigliere regionale- 24mila possiedono impianti idraulici e termici non funzionanti, 9mila hanno intonaci fatiscenti e più di 3mila 600 necessita di interventi su strutture portanti, il 40 per cento sono privi di certificazione di agibilità”.
L’assessore regionale al Bilancio Vittorio Bugli si è detto disponibile a fornire supporto all’amministrazione provinciale di Pistoia, senza invadere campi di competenza e “a convocare al più presto una riunione con tutti gli interlocutori”.
Anche Manuel Vescovi (Lega Nord) ha espresso voto favorevole all’atto, mettendo in evidenza che quando si cambia un assetto istituzionale, in questo caso con l’abolizione delle province, chi risponde dei malfunzionamenti sono sempre i cittadini.
Maggio musicale, approvata all’unanimità una mozione che vede come primi firmatari Tommaso Fattori e Paolo Sarti
Voto favorevole all’unanimità, da parte del Consiglio regionale, a una mozione sulla situazione economica della Fondazione del Maggio musicale fiorentino. La mozione vede come primi firmatari i consiglieri del gruppo Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti e porta anche le firme dei consiglieri del M5S. L’atto impegna la Giunta a intervenire presso la dirigenza della Fondazione del Maggio musicale “affinché sia avviata una positiva collaborazione con le organizzazioni sindacali riguardo alla procedura di mobilità e la garanzia di tutela delle condizioni contrattuali ed economiche dei lavoratori coinvolti” e “affinché siano fornite un’analisi comparata dei costi e benefici riguardo alle esternalizzazioni avvenute e quelle annunciate, un quadro chiaro dei costi della dismissione di Maggio Danza, degli avvicendamenti avvenuti nei settori comunicazione e marketing, delle spese per i servizi, delle collaborazioni in corso e del personale assunto a tempo determinato”. Come ha spiegato Fattori illustrando la mozione all’aula, “avere un quadro chiaro di quello che sta succedendo è necessario, soprattutto dopo che il sovrintendente ha comunicato la messa in mobilità di 28 persone”. “La situazione appare grave e incomprensibile – ha detto ancora il consigliere -. C’è un passaggio dal lavoro sicuro a quello precario, perché si licenziano persone a tempo indeterminato e si rifanno contratti a tempo determinato ed esternalizzazioni. Vorremo avere un quadro analitico dei costi per capire quello che sta accadendo e quello che sarà il futuro del Maggio”.
Elisabetta Meucci (Pd) si è detta d’accordo con la richiesta, da parte del Consiglio regionale, di avere un report dettagliato sulla situazione del Maggio e ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo. “Si tratta di un dovere per la Regione Toscana – ha detto – dato che diamo a questo ente 4 milioni di euro all’anno”. Anche Jacopo Alberti (Lega Nord) ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo, criticando il fatto che “si tenti di recuperare risorse solo con i licenziamenti e che con l’esternalizzazione si garantiscano stipendi da fame”. “Vorremmo piuttosto sapere che cosa è stato fatto per aumentare gli incassi degli spettacoli – ha aggiunto – e per tagliare gli stipendi ancora troppo alti dei dirigenti”.
Treni: interruzione tratta Lucca-Viareggio, mozione chiede impegno Regione a tutela utenti
Chiusura della tratta ferroviaria tra Lucca e Viareggio: è necessario un servizio informativo più efficace sui servizi sostitutivi e si devono introdurre riduzioni per utenti in genere e pendolari. Il Consiglio regionale approva una mozione presentata dalla Lega Nord, a firma della consigliera Elisa Montemagni (Lega Nord), sull’interruzione della ferrovia Lucca-Viareggio dal 7 novembre al 4 dicembre. “La mozione arriva alla discussione in aula in ritardo di oltre un mese – ha spiegato in Aula la consigliera –, ma siamo ancora in tempo per cercare di monitorare ed essere d’aiuto. Chiediamo ancora informazioni dettagliate sugli orari dei servizi sostitutivi e sgravi per i passeggeri”.
La mozione impegna infatti la Giunta regionale a “esentare dal pagamento – o almeno a ridurre le tariffe dei biglietti e degli abbonamenti – i viaggiatori che percorrono la tratta nel periodo di interruzione”; a predisporre “adeguato materiale informativo cartaceo e online per rendere noti orari dei mezzi sostitutivi e per indicare percorsi ferroviari e stradali alternativi, in particolare per aiutare coloro che devono raggiungere ogni giorno l’area fiorentina”; ad accertarsi “che Trenitalia predisponga un adeguato numero di corse di bus sostitutivi del collegamento ferroviario temporaneamente inattivo”.
Valutazione “positiva sulla mozione, anche se datata”, è stata espressa in Aula dal consigliere Stefano Baccelli per il gruppo del Partito democratico. “Utile approvarla, perché serva da modello in situazioni analoghe. Pare anche a noi che, quanto all’aspetto della comunicazione, non sia affatto sufficiente che siano inserite le informazioni sui nuovi orari dei servizi sostitutivi nei sistemi informatici di Trenitalia. La Regione deve sollecitare Trenitalia a prendere misure informative più capillari e visibili a vantaggio di utenti e pendolari”. Allo stesso tempo, ha aggiunto Baccelli, deve essere possibile “immaginare riduzioni sugli abbonamenti o piuttosto una sospensione dell’abbonamento, quando il servizio sostitutivo non sia altrettanto efficace”. Di qui il voto favorevole del gruppo Pd.
Scuola: mancanza di insegnanti in Toscana, interrogazione Movimento 5 stelle
Scuola: la carenza di insegnanti è stata oggetto di una interrogazione presentata in Consiglio regionale dal Movimento 5 stelle, a firma della consigliera Irene Galletti. L’interrogazione, inizialmente presentata in settembre è “ancora d’attualità, perché a due mesi dall’inizio delle lezioni, il problema non è stato ancora definitivamente risolto”, ha spiegato la consigliera. L’interrogazione – dopo aver tratteggiato “il caos cattedre vacanti”, a determinare il quale, si legge nel testo, “sono state soprattutto le procedure di immissione in ruolo degli insegnanti”, e quantificato le carenze in Toscana in “2mila cattedre vacanti (solo a Firenze 600) e oltre 4mila posti di sostegno (oltre mille solo a Firenze)” – chiedeva alla Giunta “se e come intende sollecitare il Governo nazionale affinché sia al più presto trovata una degna soluzione alle gravi problematiche”.
La risposta in Aula è stata affidata alla vicepresidente della regione, Monica Barni, che ha inizialmente ricordato come “le competenze in materia di reclutamento, mobilità, dotazione organica del personale docente sono esclusivamente in capo al Ministero dell’istruzione”. “Siamo coscienti tutti – ha proseguito la vicepresidente – del piano straordinario di assunzioni e della mobilità eccezionale messa in campo dopo anni di blocco dei concorsi e di immissioni in ruolo”. L’assessorato regionale all’istruzione, ha spiegato ancora, “ha seguito costantemente il divenire della situazione e oggi possiamo dire che le maggiori criticità sono superate. Le nomine definitive dei docenti sono in corso proprio in questi giorni e solo in alcune province – Firenze, Prato e Lucca – quelle relative alla scuola primaria sono state interrotte in attesa di chiarimenti sui ricorsi presentati. Proprio in queste ore, l’ufficio scolastico regionale ha garantito che entro la prossima settimana, anche in questi ambiti la situazione dovrebbe tornare alla normalità”. L’interrogazione del Movimento 5 stelle, ha concluso Monica Barni, “consente di mettere in luce l’impegno regionale per garantire a tutti i bambini toscani le medesime opportunità di accesso e formazione nella scuola”.
La consigliera Galletti si è detta “parzialmente soddisfatta” della risposta. “I chiarimenti in realtà li avrebbe dovuti dare a tutti i cittadini il ministero dell’istruzione”. La situazione che si è determinata in questi mesi “non è nuova, ma quest’anno è ulteriormente peggiorata e ci continuano ad arrivare segnalazioni di cattedre ancora vacanti, quel che è più grave per insegnanti di sostegno. Aspettiamo la prossima settimana per verificare se veramente tutto sarà risolto”.
Riqualificazione energetica: mozione chiede impegno su edifici pubblici
Una mozione con cui si impegna la Giunta regionale ad “attivare azioni per riqualificare energeticamente gli edifici pubblici in linea con il progetto Republic_Zeb”, partendo dagli edifici di proprietà della Regione Toscana o sedi delle attività regionali, è stata approvata, all’unanimità, dal Consiglio toscano.
La mozione, presentata dal M5s, è stata illustrata dal consigliere Giacomo Giannarelli, che ha sottolineato l’importanza della riqualificazione energetica, precisando che “le disposizioni europee prevedono di andare verso questa direzione”. Giannarelli ha fatto riferimento alla direttiva europea sulla performance energetica degli edifici ricordando che “entro il 31 dicembre 2020 tutti i nuovi edifici saranno ad energia quasi zero” e che “dopo il 31 dicembre 2018 tutti gli edifici posseduti od occupati da enti pubblici saranno edifici ad energia quasi zero”.
A spiegare i motivi per cui il Pd ha votato a favore è stata Elisabetta Meucci, Pd, secondo cui “la mozione si pone in linea con la direttiva europea ma anche con quanto sta facendo la Giunta”. La Meucci ha aggiunto che “occorre arrivare agli obiettivi del patto dei sindaci” e che “concordiamo e riteniamo che sia possibile per la Regione attuare questo progetto perché è relativo agli obiettivi che già da tempo sta portando avanti”. Secondo la Meucci “è importante la riqualificazione degli edifici pubblici ma sarà la riqualificazione di quelli privati che sarà cruciale per l’abbattimento del biossido di carbonio”.
A favore si è espresso anche Tommaso Fattori, capogruppo Sì Toscana a Sinistra, che ha affermato che “quanto richiesto dalla mozione è un obiettivo fondamentale”. I dati sul riscaldamento climatico, ha sottolineato, “sono tragici” e ha invitato a “mettere in atto tutte le strategie possibili per intervenire anche sugli edifici privati”.
Il voto a favore lo ha annunciato inoltre Elisa Montemagni, Lega Nord, che ha messo in evidenza che “il patrimonio immobiliare, spesso, è molto antico” e in questo senso “è necessario adeguare la riqualificazione energetica partendo dagli interventi sugli edifici pubblici”.
In accordo con la mozione, infine, si è detto anche Francesco Gazzetti, Pd, che ha sottolineato “i benefici che possono portare anche in termini occupazionali la green economy e le energie rinnovabili”. In quest’ottica Gazzetti ha parlato di “grande opportunità per la Toscana” e sulle energie rinnovabili ha ricordato “lo sforzo che stanno portando avanti la commissione Toscana costiera ed i poli tecnologici, che sulla zona costiera, in questo senso, possono rappresentare un’occasione in più”.
Aborti a pagamento, Sarti e Fattori (Sì): “E’poco onorevole lucrare su una tragedia femminile. Il vero diritto di scelta si assicura alla donna eliminando la pletora di obiettori e garantendo la continuità assistenziale”
Interruzioni volontarie di gravidanza in regime di libera professione con tariffe che vanno dagli 800 ai 1.500 euro ad intervento: 29 casi in Toscana negli ultimi cinque anni, quasi tutti all’AOU Careggi . Questi i dati forniti ai consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra Paolo Sarti e Tommaso Fattori, autori di un’interrogazione sulla vicenda.
“A nostro giudizio – dichiarano Sarti e Fattori - è poco onorevole, per non dire immorale, lucrare su una tragedia femminile, perché, comunque si pensi, l’aborto per una donna è una prova difficilissima da affrontare. Il discorso non cambia anche se la legge consente la pratica dell’intramoenia, perché le interruzioni di gravidanza risultano fatte dentro le strutture pubbliche”.
“Nella risposta data oggi in Consiglio regionale alla nostra interrogazione rivolta all’Assessore Saccardi, si dice che la donna ricorre all’intramoenia per scegliere il professionista e che comunque è spesso coperta da un’assicurazione privata. Quindi l’intramoenia garantisce il diritto di scelta per chi può permetterselo economicamente: questa non è più sanità universale!”.
“Il vero diritto di scelta si assicura alla donna eliminando la pletora di obiettori (ricordiamo ben il 56,2 %) esistenti nel servizio pubblico, che, di fatto, impediscono una corretta e universale applicazione della legge. Il diritto di scelta degli utenti nel servizio pubblico non passa dalla contaminazione col privato dell’intramoenia ma da una tutela della continuità assistenziale” terminano i consiglieri di Sì Toscana a Sinistra.
Consorzio Gruppo Greco, unanimità del Consiglio alla mozione di Gazzetti (Pd) : “Tutelare i lavoratori ed intensificare il confronto con sindacati, Autorità portuale, proprietà e Porto di Livorno 2000”
Unanimità del Consiglio regionale a sostegno del Gruppo Greco impegnato nella Stazione marittima di Livorno. La mozione che ha trovato l’accordo dell’assemblea di Palazzo Panciatichi è stata presentata dal consigliere del Pd Francesco Gazzetti: “La situazione che vede coinvolte 11 lavoratrici e 1 lavoratore è ormai insostenibile. Chiedo dunque un impegno affinché si tenga alta l’attenzione, si monitorino le condizioni lavorative che ormai da anni affliggono il personale del consorzio Gruppo Greco e si intensifichi un confronto sui possibili scenari futuri con le organizzazioni sindacali, l’Autorità portuale di Livorno, la proprietà del consorzio e la Porto di Livorno 2000. La situazione – ha spiegato Gazzetti intervenendo in aula- dovuta agli ormai cronici ritardi nel pagamento degli stipendi, è davvero insostenibile. Da tempo i lavoratori e le lavoratrici che operano presso la Stazione Marittima denunciano una condizione intollerabile ed hanno avviato uno sciopero ad oltranza, che fa seguito ad una lunga mobilitazione che aveva come obiettivo il rispetto del diritto ad una retribuzione puntuale. Si tratta di una vertenza - aggiunge Gazzetti - che deve essere seguita con la massima attenzione. Il territorio di Livorno, infatti, non si può permettere di perdere né uno stipendio né tantomeno un posto di lavoro. Importante è l'opera che sta portando avanti il consigliere del presidente Gianfranco Simoncini che sulla vertenza ha aperto un tavolo ad hoc che tornerà a riunirsi nelle prossime ore". Nell’atto approvato oggi, presentato dal Pd e sottoscritto in aula anche dal gruppo Si Toscana a Sinistra, si sottolinea come le difficoltà dei lavoratori della Stazione marittima si protraggano ormai da anni e che alla data del 15 ottobre risultava che i lavoratori avessero riscosso solo la metà della busta paga relativa al mese di agosto di quest’anno. “Tutto questo - conclude Gazzetti - nonostante che nel luglio del 2015 fosse stato sottoscritto un verbale di accordo in cui la parte datoriale avrebbe garantito il puntuale pagamento degli stipendi e l’impegno a mantenere corrette relazioni sindacali. Con questo voto unanime - conclude Gazzetti - il Consiglio Regionale della Toscana, oltre alla richiesta di ulteriore attenzione da parte delle realtà coinvolte, ha voluto anche lanciare un messaggio di vicinanza alle lavoratrici ed ai lavoratori coinvolti in questa vicenda".
Rifiuti, Inchiesta Ato Toscana Sud. Marras (Pd) chiede comunicazione di Rossi in Aula
«Si tratta di ipotesi di reato gravi e pesanti, sulle quali occorre riflettere con piena cognizione di causa. Siamo pienamente garantisti e confidiamo nel lavoro della magistratura. Ci preoccupa l'assenza di presidio su un ente che sovrintende alla gestione di un servizio fondamentale per i cittadini e per questo ho chiesto alla presidenza del Consiglio che il presidente Rossi, nella prossima seduta d’Aula, tenga una comunicazione particolareggiata sulla vicenda e sulle azioni intraprese. Intanto, mi aspetto decisioni imminenti per garantire continuità ed efficienza nel lavoro dell’ente».
Così Leonardo Marras, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, commenta le notizie relative all’inchiesta della Procura di Firenze sulla gara rifiuti dell’Ato Toscana Sud.
Riqualificazione energetica: mozione chiede impegno su edifici pubblici
Una mozione con cui si impegna la Giunta regionale ad “attivare azioni per riqualificare energeticamente gli edifici pubblici in linea con il progetto Republic_Zeb”, partendo dagli edifici di proprietà della Regione Toscana o sedi delle attività regionali, è stata approvata, all’unanimità, dal Consiglio toscano.
La mozione, presentata dal M5s, è stata illustrata dal consigliere Giacomo Giannarelli, che ha sottolineato l’importanza della riqualificazione energetica, precisando che “le disposizioni europee prevedono di andare verso questa direzione”. Giannarelli ha fatto riferimento alla direttiva europea sulla performance energetica degli edifici ricordando che “entro il 31 dicembre 2020 tutti i nuovi edifici saranno ad energia quasi zero” e che “dopo il 31 dicembre 2018 tutti gli edifici posseduti od occupati da enti pubblici saranno edifici ad energia quasi zero”.
A spiegare i motivi per cui il Pd ha votato a favore è stata Elisabetta Meucci, Pd, secondo cui “la mozione si pone in linea con la direttiva europea ma anche con quanto sta facendo la Giunta”. La Meucci ha aggiunto che “occorre arrivare agli obiettivi del patto dei sindaci” e che “concordiamo e riteniamo che sia possibile per la Regione attuare questo progetto perché è relativo agli obiettivi che già da tempo sta portando avanti”. Secondo la Meucci “è importante la riqualificazione degli edifici pubblici ma sarà la riqualificazione di quelli privati che sarà cruciale per l’abbattimento del biossido di carbonio”.
A favore si è espresso anche Tommaso Fattori, capogruppo Sì Toscana a Sinistra, che ha affermato che “quanto richiesto dalla mozione è un obiettivo fondamentale”. I dati sul riscaldamento climatico, ha sottolineato, “sono tragici” e ha invitato a “mettere in atto tutte le strategie possibili per intervenire anche sugli edifici privati”.
Il voto a favore lo ha annunciato inoltre Elisa Montemagni, Lega Nord, che ha messo in evidenza che “il patrimonio immobiliare, spesso, è molto antico” e in questo senso “è necessario adeguare la riqualificazione energetica partendo dagli interventi sugli edifici pubblici”.
In accordo con la mozione, infine, si è detto anche Francesco Gazzetti, Pd, che ha sottolineato “i benefici che possono portare anche in termini occupazionali la green economy e le energie rinnovabili”. In quest’ottica Gazzetti ha parlato di “grande opportunità per la Toscana” e sulle energie rinnovabili ha ricordato “lo sforzo che stanno portando avanti la commissione Toscana costiera ed i poli tecnologici, che sulla zona costiera, in questo senso, possono rappresentare un’occasione in più”.
Maggio musicale. Approvata mozione di Sì Toscana a Sinistra. Fattori: “Serve quadro chiaro su costi ed esternalizzazioni. Preoccupa la segretezza del piano di risanamento e la sostituzione di lavoro sicuro con lavoro precario”.
Voto favorevole all'unanimità, da parte del Consiglio regionale, a una mozione sulla situazione economica della Fondazione del Maggio musicale fiorentino. La mozione vede come primi firmatari i consiglieri del gruppo Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti.
L'atto impegna la Giunta a intervenire presso la dirigenza della Fondazione del Maggio musicale "affinché sia avviata una positiva collaborazione con le organizzazioni sindacali riguardo alla procedura di mobilità e la garanzia di tutela delle condizioni contrattuali ed economiche dei lavoratori coinvolti" e "affinché siano fornite un'analisi comparata dei costi e benefici riguardo alle esternalizzazioni avvenute e quelle annunciate, un quadro chiaro dei costi della dismissione di Maggio Danza, degli avvicendamenti avvenuti nei settori comunicazione e marketing, delle spese per i servizi, delle collaborazioni in corso e del personale assunto a tempo determinato".
Come ha spiegato Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra, illustrando la mozione all'aula "avere un quadro chiaro di quello che sta succedendo è necessario, soprattutto dopo che il sovrintendente Bianchi ha comunicato la messa in mobilità di 28 persone". “Bianchi continua inspiegabilmente a tener segreto e a non presentare pubblicamente il “piano di risanamento” del Maggio, che nessuno ha potuto vedere e analizzare. Anche questo consiglio è tenuto all’oscuro, nonostante i contributi consistenti che la regione versa al Maggio”
”La situazione appare grave e incomprensibile – ha detto ancora il consigliere - C'è un passaggio dal lavoro sicuro a quello precario, perché si licenziano persone a tempo indeterminato e si rifanno contratti a tempo determinato e si va avanti con le esternalizzazioni. Nel frattempo i dirigenti hanno stipendi enormi e sproporzionati, a partire dallo stesso sovrintentendente Bianchi. Vorremo avere un quadro analitico dei costi per capire quello che sta accadendo e quello che sarà il futuro del Maggio".
Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio Stampa