Donare un’opera d’arte è un atto di generosità. Eppure questo gesto può portare con sé numerosi problemi sia per il donatore sia per l’istituzione che riceve il dono. Non solo: a volte si dona per ricevere qualcos’altro in cambio.
La storia è ricchissima di esempi di collezionisti che hanno raccolto preziose testimonianze artistiche del loro tempo e delle epoche precedenti e hanno poi deciso di donarle o legarle a un’istituzione, una città o un territorio. Le donazioni di opere d’arte possono quindi essere operazioni molto complesse e trovare un’intesa tra pubblico e privato può rivelarsi macchinoso da una molteplicità di punti di vista (fiscale, organizzativo, degli spazi espositivi, ecc.) al punto da rendere spesso impossibile l’accordo.
Per affrontare questa complessa materia, la Scuola IMT organizza per giovedì 10 novembre un convegno internazionale dal titolo "Donare allo Stato. Mecenatismo privato e raccolte pubbliche dall'Unità a oggi". L’evento, realizzato in collaborazione con l’associazione Italia Fenice e dedicato alla memoria dello storico dell’arte Giulio Romano Ansaldi, si terrà nella Cappella Guinigi del Complesso di San Francesco a partire dalle 10.
I relatori invitati provengono da musei, università e centri di ricerca di diversi Paesi tra cui il Bayerisches Nationalmuseum (Monaco), la Fondazione Musei Civici di Venezia, la Strawberry Hill House di Londra, sede della Horace Walpole Collection, e le Università di Bologna, Udine e Firenze. Ogni intervento affronterà alcuni dei molteplici temi che hanno a che fare con la donazione di un'opera d’arte: nella sessione mattutina ci si interrogherà sul processo storico relativo alle donazioni mentre in quella pomeridiana si affronteranno temi più legati al dibattito contemporaneo, con una casistica internazionale (Francia, Regno Unito, Germania). A chiudere il convegno, alle 18, sarà il direttore della Scuola IMT, Pietro Pietrini, con un intervento dal titolo “Dono e perdono: una prospettiva neuro sociale”.
Fonte: IMT - Ufficio Stampa
