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L'appello della prof della 'Dagomari': "Abbiamo bisogno di sponsor anche per la nostra scuola"

Sono Giovanna Dascanio, insegnante di laboratorio informatico presso l’istituto tecnico professionale per il commercio e i servizi sociali “Paolo Dagomari” di Prato e mi rivolgo a tutte le aziende del territorio pratese.

Da quasi trent’anni l’alternanza scuola-lavoro – ovvero la possibilità che i nostri studenti possano mettere in pratica ciò che apprendono a scuola nelle aziende del territorio, vivendole direttamente pur trattandosi di uno stage – è una pratica che ormai sa di consuetudine. Io l’ho sperimentato sin dalla fine degli anni Ottanta del Novecento e il suo valore positivo è stato recentemente riconosciuto anche dal varo della cosiddetta “buona scuola” da parte del Governo Renzi, a tal punto da farne uno dei cardini dell’istruzione pubblica.

L’alternanza scuola-lavoro ottiene i risultati educativi sperati, se le aziende sostengono anche finanziariamente i progetti che vengono messi a punto nei vari istituti, modulati sulle esigenze del territorio.
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Si tratta di una virtuosa comunione di intenti, una sinergia tra pubblico (la scuola) e privato (le aziende) che ha l’obiettivo di mettere in condizione i nostri studenti di “imparare facendo”.

Da decenni le aziende sanno di poter contare su questo rapporto che coadiuva gli imprenditori nella formazione del personale; allo stesso tempo gli istituti scolastici sanno di poter contare su questo rapporto per poter offrire opportunità di sperimentare e validare in azienda ciò che si è appreso a scuola.
Mettendo a punto progetti didatticamente sempre più ambiziosi, è aumentata la necessità di poter contare su risorse economiche per sostenerli.

Pur sapendo che le spese per sponsorizzazioni si possono scaricare dalle tasse, le aziende pratesi sembrano invece voler far convergere il loro interessamento solo verso alcuni istituti ritenuti evidentemente più meritevoli di altri. Io credo che questo genere di “preferenza” non sia in linea con l’ormai imperante multietnicità pratese e mi auguro che le cose possano presto cambiare.

Perciò mi appello alle organizzazioni degli imprenditori pratesi, Confindustria, Camera di Commercio etc.., ma anche ai vertici della comunità cinese (tra le mie classi di quest’anno ne due interamente composte di studenti di origine orientale!), affinché sia data a tutte le scuole superiori del territorio – e quindi anche all’istituto dove insegno, “Paolo Dagomari”, la cui dirigente, Maria Josè Manfré, è disponibile a incontrare gli imprenditori dell'area pratese – la medesima opportunità di contare sull’interesse e le sponsorizzazioni delle aziende. Gli imprenditori faranno del bene alle loro imprese e agli studenti. Solo così la scuola potrà definirsi “buona”.

Lettera firmata

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