"Qualche mese fa scrissi che era necessario pensare, tutti insieme, ad un nuovo progetto politico per rilanciare il nostro territorio: la Valdera.
Credo che sia quanto mai opportuno ribadire oggi la necessità e l’urgenza che ci debba essere, all’interno del Partito Democratico e delle coalizioni di centrosinistra, la reale volontà politica di iniziare concretamente questo percorso.
L’attuale quadro istituzionale, in piena evoluzione, che vede la Toscana in prima linea in un processo di profonda razionalizzazione e semplificazione, con un ridisegno dei confini che supera quelli tradizionali delle province, ci dimostra quanto sia impossibile pensare alla Valdera come ad un territorio frammentato nella costruzione di una nuova progettualità.
Credo fermamente che occorra ripensare, quindi, alla forma di gestione associata che ci eravamo dati e che ha visto venir meno, recentemente, l’adesione di molti Comuni, per costruire un nuovo progetto politico che possa essere condiviso da tutti, e che sia lo strumento attraverso cui definire le priorità del nostro territorio, in termini di servizi, trasporti, infrastrutture, politiche a sostegno del lavoro e delle imprese, visione strategica di area.
Un progetto che consenta alla Valdera di riappropriarsi a pieno titolo della sua vocazione: essere la cerniera fra la Città Metropolitana e la Costa e tornare ad avere, tutti insieme, un peso-politico amministrativo che gli consenta di essere protagonista in Toscana.
Questo percorso deve essere intrapreso perseguendo le finalità per cui, anni fa, era nata l’Unione Valdera: pari dignità di tutte le cittadine ed i cittadini, erogazione di servizi più efficienti, riduzione dei costi, la possibilità di avere una visione strategica della nostra realtà che andasse oltre le mere scelte amministrative.
Questi sono ancora gli obiettivi che dobbiamo perseguire, preso atto di ciò che di quel progetto ha funzionato, ma anche delle criticità emerse in questi anni e che poi hanno portato diversi Comuni ad abbandonarlo.
Occorre altresì separare due piani: da un lato quello che indichi la visione e la progettualità per questo territorio, dall’altro l’organizzazione dei servizi.
Perché se la Valdera non può che essere immaginata unita nell’affrontare le nuove sfide che la attendono, viceversa credo che, ciascun ente, debba lavorare ad un’organizzazione di servizi più elastica e snella, anche attraverso forme di associazione fra realtà storicamente e geo-politicamente affini.
Questa discussione spetta alla Politica, quella che, come ho già avuto modo di dire, è mancata in Valdera. Per questo è necessario, finalmente, un consesso politico rappresentativo di tutte le unioni comunali; tengo a precisare questo passaggio perché sono affezionata all’idea, forse antica ma che reputo ancora necessaria e attuale, che sia la Politica a dover indirizzare l’azione amministrativa.
L’esperienza del Parco Alta Valdera prima, e poi soprattutto l’esperienza unitaria dell’Unione dei Comuni della Valdera, ci aveva resi un’apripista all’interno del panorama regionale, mirando a creare una gestione associata di servizi che potesse migliorare la qualità delle proprie risposte ai bisogni dei cittadini.
In un periodo di profonde e strutturali riforme, non possiamo certo abbandonare proprio adesso questo nostro slancio riformista che ci ha sempre visti avanguardia: serve il coraggio di cambiare, questa volta davvero".
Alessandra Nardini
Consigliera Regionale Pd
