Vicopisano si vanta di essere trasparente e richiamando il decreto legislativo 33 del 2013, dice di fornire accessibilità totale alle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività della pubblica amministrazione. Chiacchiere! Il comune si propone come blocco monolitico, scarsamente duttile e a mio avviso particolarmente ingessato sul controllo sociale, lontano dal garantire i principi democratici e costituzionali di eguaglianza, imparzialità, responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Se fossero paladini di questi enunciati cristallini e garantisti, senza sollecitazione alcuna, metterebbero a disposizione atti e procedimenti amministrativi e il palazzo sarebbe di vetro. Ma non lo è e spesso e volentieri si cozza contro reticenze e mancate risposte. Ad esempio, nella sezione ‘enti di diritto privato controllato’, troviamo la scheda dedicata ‘all’associazione ‘Festa medievale di Vicopisano’, che senza fini di lucro organizza la festa per la valorizzazione del centro storico, la cui sede legale è come da statuto presso la biblioteca comunale. Quanto alla misura della partecipazione dell’amministrazione, il comune garantisce tra l’altro: l’impiego del proprio personale in economia per effettuare tutti quei lavori di sistemazione urbana, pulizia, fornitura transenne, montaggio tavoli e palchi e quant’altro possa occorrere per la buona riuscita della manifestazione e l’impiego del proprio personale per la funzione di segreteria della manifestazione. Dichiara inoltre una durata illimitata dell’impegno assunto. Asserisce che l’onere complessivo a qualsiasi titolo gravante sul bilancio dell’amministrazione per gli anni 2013 e 2014 è pari a zero. E qui abbiamo una vistosissima incongruenza: il personale, che è stipendiato con i soldi dei cittadini che pagano le tasse, quando lavorano per la festa medievale, il loro impegno va quantificato in modo che la collettività sappia il costo effettivo. La rimozione della spazzatura è a carico dei cittadini che pagano la TARI ogni anno a salita libera. Nessuno ci ha informato se l’associazione paga o meno l’occupazione di suolo pubblico, o se nella graziosa discrezionalità dell’amministrazione, gli viene abbuonata. Se così fosse non sarebbe corretto, visto che da gennaio 2016 il ‘Mercatino del collezionismo’ dei dieci euro che incassa da ogni banchetto, ne versa cinque nelle casse comunali, per l’occupazione del suolo pubblico, destinati dall’ente alle spese correnti. Oltre a queste considerazioni, la determina 352 del 10 settembre 2014 smentisce, se ancora ce ne fosse bisogno, il costo ‘zero’ sbandierato dall’amministrazione, imputando proprio per le finalità della ‘Festa’ cinquemila euro per servizi di montaggio e smontaggio degli allestimenti, per gli interventi di pulizia su giardini e spazi pubblici dove si svolgono gli eventi, per l’installazione e successivo smontaggio dei fari e dei punti presa. Inoltre, il risultato di bilancio dell’associazione, è fermo al 2013 dove veniva dichiarato un utile di sedicimilacinquecentosessanta euro. Mancano i risultati degli anni successivi e l’indicazione delle entrate e delle uscite, che consentirebbe il controllo sociale e democratico statuito dal decreto legislativo sulla trasparenza affinché tutti possano rendersi conto di cosa accade.
Marrica Giobbi
Consigliere comunale e capogruppo della Lega Nord
