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Rifiuti, il M5S accusa: "ATO Toscana Sud è lo specchio del fallimento del sistema"

Il Movimento 5 Stelle chiede l’intervento della “Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati” sul caso ATO Toscana Sud.

Il Movimento 5 Stelle chiede l’intervento della “Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati” sul caso ATO Toscana Sud.

“Il quadro d’insieme su ATO Toscana Sud è specchio preoccupante del fallimento del sistema regionale di gestione dei rifiuti a targa PD. Chiediamo alla Commissione parlamentare d’inchiesta di aiutare il Consiglio Regionale in un percorso di approfondimento su una situazione che, al netto degli illeciti in accertamento e da accertare, vede come sempre i cittadini quali vittime dell’incapacità di governo” segnala Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio e primo firmatario dell’atto.

“800 mila cittadini tra Siena, Grosseto e Arezzo pagano una TARI tra le più alte d’Italia benché la raccolta differenziata media sia al 33,56% cioè la metà dell’obiettivo al 2012. Col paradosso di Comuni con buone performance affossati da aumenti del costo del servizio anche del 63%. Per dirne una lo smaltimento in ATO Toscana SUD costa circa 3 milioni di euro più del tabellare ministeriale” prosegue il Cinque Stelle.

“La giunta regionale continua ad ignorare la questione e questo è inaccettabile. Ricordiamo ai cittadini che è lei ad aver creato quel sistema che ha fatto vincere a Sei Toscana un appalto ventennale da 160 milioni per ottenere queste performance. Appalto finito poi sotto indagine di Procura di Firenze e Corte dei Conti per turbativa d’asta e danno erariale” aggiunge il consigliere regionale M5S.

“Il sistema ATO Toscana Sud, che Rossi insiste per esportare negli altri due ATO, è inefficiente e inefficace. Si fermino. L’esempio deve insegnare altrimenti ripeteremo gli stessi errori anche su ATO Costa e Centro. Basta con i Comuni azionisti del gestore della raccolta, proprietari degli impianti di conferimento e soci del soggetto “terzo” che dovrebbe vigilare: l’ATO. E’ un corto circuito inefficiente, al pari del socio privato, da sempre portatore in Toscana di aumenti del costo del servizio e conflitti di interesse pagati dai cittadini. Sei Toscana è oggi al 26,8% di S.T.A. spa, primo socio privato, che ha quote azionarie anche di chi gestisce gli impianti e fa capo a Banca Etruria. Se il sistema è inefficiente ma qualcuno ci continua a guadagnare sulla pelle dei cittadini, è l’ora di dire No” conclude il Cinque Stelle.

Fonte: Movimento 5 Stelle - Ufficio Stampa

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