Bugli: "No ai cambiamenti in Toscana per il personale dei gruppi consiliari"
Con la riforma costituzionale, in caso di vittoria del sì al referendum del 4 dicembre, per il personale dei gruppi consiliari della Toscana "dal punto di vista tecnico, ragionevolmente possiamo dire che nulla muti". Lo ha detto l'assessore toscano al bilancio Vittorio Bugli rispondendo in Consiglio a un'interrogazione del centrodestra sul personale dei gruppi. L'interrogazione, a firma Lega Nord, Fdi e Fi, chiedeva un parere alla Giunta sul fatto che il comma 2 dell'articolo 40 "Disposizioni Finali" del Disegno di legge costituzionale 'Boschi' dispone che: "Non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei gruppi politici presenti nei Consigli regionali".
Secondo gli esponenti del centrodestra con "un''interpretazione estensiva di questa norma", sarebbe a rischio il personale dei gruppi consiliari, anche se in Toscana questo scenario sarebbe scongiurato in quanto la normativa regionale e lo statuto consiliare prevedono che il personale dei gruppi non dipenda da finanziamenti nazionali ma dalla Regione stessa. Bugli ha ripercorso la normativa, ribadendo che la questione non dovrebbe interessare la Toscana.
"La Toscana - ha spiegato - è tra le 3 regioni per le quali è Giunta stessa stessa che si fa carico del personale dei gruppi consiliari". Il capogruppo della Lega Nord Manuel Vescovi si ' detto "contento per questa risposta ufficiale e per ilf atto che non cambierà nulla. Inviterò le altre regioni a copiare la nostra normativa. Abbiamo così dimostrato che la riforma costituzionale, sul taglio costi del personale dei gruppi consiliari è solo uno slogan, una 'renziata'"
Saccardi: "Ricorso all'intramoenia sia scelta del cittadino"
“Nell’ottica di una revisione della regolamentazione esistente, è stato predisposto un documento, che sarà condiviso con le organizzazioni sindacali, nel quale sono confermate le disposizioni regionali già presenti, potenziando il governo dell’offerta delle prestazioni di libera professione intramoenia”. Così l’assessore alla Sanità, Stefania Saccardi, ha risposto all’interrogazione, presentata dal gruppo Sì – Toscana a sinistra, su argomenti quali un eventuale blocco delle attività dove insistono lunghe liste d’attesa.
Secondo quanto riferito dall’assessore, l’intenzione è “garantire coerenza tra i volumi di attività erogata attraverso la rivisitazione e l’implementazione degli strumenti di verifica e controllo, per renderli immediatamente efficienti e cogenti all’interno del sistema”. “In linea con l’obiettivo di assicurare che il ricorso alla libera professione intramoenia sia la conseguenza della libera scelta del cittadino, si è provveduto a sensibilizzare le aziende sanitarie sulla necessità di una completa pubblicazione sui siti web aziendali di tempi di attesa, volumi di attività istituzionale e libero professionale, per alcune tipologie di prestazioni” ha rilevato Saccardi. Il tutto per “favorire una adeguata informazione sui meccanismi di erogazione delle prestazioni libero professionali, comprese anche le modalità di costruzione delle tariffe”.
Parzialmente soddisfatto si è dichiarato Paolo Sarti. “Mi pare ci sia la volontà di voler lavorare su un problema che esiste” ha detto. “Fosse per me l’intramoenia dovrebbe essere abolita”.
Sanità: Saccardi, in Toscana diminuisce ricorso a interruzione volontaria di gravidanza
“Il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza è sceso in Toscana così come in Italia. Il tasso di abortività è in costante diminuzione ed è tra i più bassi dei paesi occidentali. Nella nostra regione, nel 2015, il tasso di interruzione volontaria è stato del 7,7 ogni mille donne in età feconda, ossia 6100 interventi. La classe di età maggiormente interessata è quella che dai 25 ai 34 anni, rispettivamente 1264 casi tra i 25 e i 29, 1372 casi tra i 30 e i 34 anni. Le donne straniere ricorrono più frequentemente all’interruzione volontaria e presentano tassi di abortività più di tre volte superiore a quelli delle donne italiane ossia 18,7 per mille donne su base nazionale, 5,5 per mille donne su base toscana”. Così l’assessore alla Sanità, Stefania Saccardi, ha risposto all’interrogazione presentata dal gruppo Pd in Consiglio, prima firmataria la consigliera Alessandra Nardini, sulla corretta applicazione della legge 194/1978.
Secondo quanto detto dall’assessore, i tempi di attesa sono “più lunghi” per le donne straniere: tra la certificazione e l’intervento siamo sotto ai 15 giorni per il 59,7 per cento a differenza del 70,3 delle donne italiane”. “Una situazione che - ha spiegato Saccardi - si verifica per un accesso tardivo ai servizi” non a caso è intenzione della Giunta “facilitare l’accesso precoce per le donne straniere e, in generale, favorire l’utilizzo dell’interruzione farmacologica nelle realtà dove tale metodica è utilizzata solo parzialmente”.
Soddisfazione per la risposta e per i dati illustrati, è stata espressa dalla consigliera Nardini. “È importante avere una mappatura sull’attuazione della legge in tutta la regione”. “Alle Regioni viene affidato il compito di controllare e garantire la corretta applicazione di una legge che sancisce un diritto fondamentale per tutte le donne che ne facciano richiesta”.
Saccardi, in Toscana diminuisce ricorso a interruzione volontaria di gravidanza
“Il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza è sceso in Toscana così come in Italia. Il tasso di abortività è in costante diminuzione ed è tra i più bassi dei paesi occidentali. Nella nostra regione, nel 2015, il tasso di interruzione volontaria è stato del 7,7 ogni mille donne in età feconda, ossia 6100 interventi. La classe di età maggiormente interessata è quella che dai 25 ai 34 anni, rispettivamente 1264 casi tra i 25 e i 29, 1372 casi tra i 30 e i 34 anni. Le donne straniere ricorrono più frequentemente all’interruzione volontaria e presentano tassi di abortività più di tre volte superiore a quelli delle donne italiane ossia 18,7 per mille donne su base nazionale, 5,5 per mille donne su base toscana”. Così l’assessore alla Sanità, Stefania Saccardi, ha risposto all’interrogazione presentata dal gruppo Pd in Consiglio, prima firmataria la consigliera Alessandra Nardini, sulla corretta applicazione della legge 194/1978.
Secondo quanto detto dall’assessore, i tempi di attesa sono “più lunghi” per le donne straniere: tra la certificazione e l’intervento siamo sotto ai 15 giorni per il 59,7 per cento a differenza del 70,3 delle donne italiane”. “Una situazione che - ha spiegato Saccardi - si verifica per un accesso tardivo ai servizi” non a caso è intenzione della Giunta “facilitare l’accesso precoce per le donne straniere e, in generale, favorire l’utilizzo dell’interruzione farmacologica nelle realtà dove tale metodica è utilizzata solo parzialmente”.
Soddisfazione per la risposta e per i dati illustrati, è stata espressa dalla consigliera Nardini. “È importante avere una mappatura sull’attuazione della legge in tutta la regione”. “Alle Regioni viene affidato il compito di controllare e garantire la corretta applicazione di una legge che sancisce un diritto fondamentale per tutte le donne che ne facciano richiesta”.
Sanità, sistema sangue: Saccardi, programmare le donazioni
La grande disponibilità e generosità dei toscani, accorsi in massa a donare sangue in aiuto delle popolazioni colpite dal grave sisma il 24 agosto scorso deve essere incanalata in una “corretta programmazione”. “Il sistema sangue è coordinato a livello nazionale e regionale. Lo scorso 7 luglio, la conferenza Stato Regioni ha approvato il Piano strategico nazionale per il supporto trasfusionale nelle maxiemergenze che le regioni devono recepire entro il prossimo ottobre. Il documento prevede che le regioni costituiscano una scorta di sangue e plasma da mantenere costante e da mettere a disposizione delle esigenze nazionali”. Così l’assessore alla Sanità, Stefania Saccardi, ha risposto all’interrogazione presentata da Andrea Quartini (M5s) anche sull’eccesso di donazioni in occasione del grave sisma che ha colpito il Centro Italia.
L’assessore ha dato i numeri della solidarietà dei toscani ricordando che, a fronte di 556 donatori il giorno prima del terremoto, il 24 agosto si sono presentati in 642 e il giorno successivo 1.173. “Le aperture straordinarie – ha chiarito – sono state decisioni autonome delle aziende”. Saccardi ha anche ricordato che il sangue ha una scadenza di 42 giorni, passati i quali non è più utilizzabile. “In occasione del grande afflusso di donatori, il messaggio veicolato è stato quello che il sangue non può essere immediatamente utilizzato in quanto necessita di tempi tecnici per la validazione biologica” ha aggiunto confermando come il sistema “non rinuncia alla qualità a favore della quantità”.
Ringraziamenti per la risposta sono stati espressi dal consigliere Quartini: “Donare il sangue è come donare un organo. Sprecarlo o gettarlo è inaccettabile”. “L’interrogazione – ha continuato – ci consente di ringraziare, una volta di più, i nostri cittadini”. “Ben venga il progetto sulle maxiemergenze” ha concluso osservando che “sprecare la generosità sarebbe molto grave”.
Autorizzazioni ambientali, Fratoni: "In linea con gli impegni presi. Chiusi 2.301 procedimenti"
Autorizzazioni ambientali: in otto mesi la Regione ha chiuso 2301 procedimenti, 1404 nuovi e 897 ereditati dalle Province, ovvero già oltre 400 in più dei procedimenti arretrati delle Province stesse, 1824 in tutto.
Sono questi alcuni dei numeri con i quali l'assessore all'ambiente Federica Fratoni ha risposto nel pomeriggio in Consiglio a una question time presentata dal consigliere di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli in merito al subentro della Regione nei procedimenti in materia di autorizzazioni ambientali e all'attuazione di una mozione del 22 del giugno 2016 che impegnava la giunta regionale a non recare alcun pregiudizio agli operatori garantendo l'autorizzazione per la continuazione dell'attività laddove il ritardo nella conclusione del procedimento non fosse imputabile all'operatore stesso.
"La mozione - ha detto Fratoni - non è stata disattesa, tutt'altro. Gli uffici stanno lavorando per attuarla. I procedimenti in cui la Regione è subentrata alle Province in varie modalità - ha spiegato l'assessore – sono in totale 1824. Di questi procedimenti arretrati, i nostri uffici hanno chiuso 897 procedimenti al 30 agosto 2016. In sei mesi (dal marzo 2016 data della delibera che segnava il subentro) è stato quindi già smaltito la metà dell'arretrato prodotto da tutte le Province toscane".
"Si tratta di numeri importanti - ha osservato Fratoni - anche alla luce del fatto che gli uffici sono contemporaneamente impegnati a concludere i nuovi processi autorizzatori, che arrivano in un numero di 300/400 al mese con tendenza crescente. Sempre al 30 agosto i procedimenti avviati dopo il 1 gennaio 2016 erano già 2678. Di questi, quelli già conclusi 1404".
"Quindi, da quando la Regione è subentrata alle Province nella funzione, sono ben 2301 i procedimenti chiusi, circa 400 in più di quelli ereditati dalle Province stesse. Il che significa che gli uffici stanno chiudendo più procedimenti di quanti ne arrivano e si dimostrano quindi in grado, una volta chiusa la fase emergenziale legata alla gestione del pregresso, di gestire le autorizzazioni senza produrre ritardi. Dopo una prima fase di naturale assestamento, gli uffici stanno adesso gestendo una media di circa 200 procedimenti arretrati che vengono chiusi ogni mese".
Dal momento che un'azienda titolare di un titolo autorizzatorio in scadenza ottiene la proroga del titolo stesso se ne chiede il rinnovo nei tempi previsti, adesso l'attenzione della Regione si concentra sui procedimenti relativi alle nuove autorizzazioni.
Tra queste, di particolare rilievo perché numerose sono le Autorizzazioni Uniche Ambientali (AUA). Ad oggi gli uffici hanno chiuso 526 AUA ereditate dalle Province. Ne restano 190 per le quali sono stati già individuati i funzionari competenti che hanno già avviato l'iter istruttorio. Visto l'imponente arretrato e in attuazione della mozione, la Direzione ambiente e energia ha fornito agli uffici linee operative volte a privilegiare, nell'istruttoria, i procedimenti per i quali la mancata conclusione avrebbe prodotto un danno evidente all'azienda impedendo l'avvio o la prosecuzione delle attività.
Infine, Fratoni ha ricordato gli obiettivi dell'assessorato all'ambiente per la gestione del regime autorizzatorio. Smaltire i procedimenti in corso al 31 dicembre 2015 entro i primi mesi del 2017; assicurare il rispetto dei termini di legge nella conclusione dei procedimenti razionalizzare e codificare i procedimenti di rilascio delle autorizzazioni; qualificare la capacità di risposta del personale regionale all'utenza rappresentata quasi esclusivamente da imprese.
Amiata, Marras, Bezzini, Scaramelli (PD): “Bene la nuova misura che incentiva la formazione dei lavoratori, auspichiamo la firma del protocollo con la Regione entro l’anno”
“Accogliamo con favore la nuova misura disposta dalla Regione per il territorio amiatino: 200mila euro per finanziare progetti di formazione continua per l’aggiornamento e la riqualificazione di lavoratori coinvolti da riconversioni produttive e ristrutturazioni aziendali. Un contributo importante che si aggiunge agli incentivi all’assunzione e ai progetti di pubblica utilità già messi a disposizione di un territorio in forte sofferenza, che continua a risentire in maniera consistente degli effetti della crisi. Adesso, l’auspicio è che entro la fine dell’anno si arrivi alla firma del protocollo d’intesa tra i comuni e la Regione, come parte integrante del piano per il rilancio dell’area discusso con il presidente Rossi insieme al riconoscimento dell’Amiata come area di crisi non complessa”. Così commentano i consiglieri regionali Leonardo Marras, Simone Bezzini e Stefano Scaramelli.
Lucca-Aulla, Sicurezza ferroviaria, Approvata all’unanimità mozione proposta da Giovannetti (Pd)
Un monitoraggio dei sistemi di videosorveglianza nelle stazioni per poter richiederne, ove necessario, il potenziamento; una soluzione per aumentare la prevenzione ed il contrasto agli atti di vandalismo, in particolare nei territori “marginali e montani”, come quelli sulla tratta Lucca-Aulla. Sono questi gli obiettivi della mozione approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale e presentata da Ilaria Giovannetti, Pd.
“La sicurezza in stazione è da considerarsi una priorità soprattutto quando si parla di aree cosiddette marginali e montane, che da tempo si trovano in assenza di presidio e quindi risultano maggiormente esposte a fenomeni di vandalismo e di incuria. – ha detto la consigliera Giovannetti illustrando la mozione in aula - Sul territorio lucchese, per poter dare una risposta concreta all’esigenza di sicurezza dei cittadini, in passato la Provincia di Lucca aveva avviato un progetto per installare 110 telecamere per la videosorveglianza delle 16 stazioni della linea Lucca-Aulla. Una tratta, questa, particolarmente soggetta ad atti di vandalismo, come dimostra il recente episodio avvenuto a Fornaci di Barga, con un treno fermo completamente imbrattato dai vandali. La sicurezza ferroviaria è una priorità per la Regione Toscana, che di questo si occupa con una specifica cabina di regia, così come è da segnalare il grande impegno messo in campo dalla Polfer e dalle altre forze di polizia per tutelare i cittadini. Purtroppo, però, è un dato di fatto che in molte stazioni periferiche, con il progressivo venir meno dei servizi presenti, si sia creata una situazione di abbandono, che preoccupa e rischia di disincentivare i cittadini all’utilizzo del treno. È per questo che ritengo – ha concluso Giovannetti – sia necessario attivare in tutte le stazioni un sistema di videosorveglianza efficiente e capillare, che possa fare da deterrente a incuria e vandalismo e far sentire più sicuri gli utenti del servizio ferroviario”.
Piattaforma Europa, via libera del Consiglio alla mozione Pd. Gazzetti: "Per noi opera strategica e irrinunciabile. Ma c’è chi dice No e nega il futuro a Livorno”
Via libera del Consiglio alla mozione che impegna la Giunta regionale a “continuare nell’impegno per la promozione e lo sviluppo del porto di Livorno con particolare riferimento alla piattaforma Europa”. La mozione è stata voluta fortemente dal primo firmatario Francesco Gazzetti ed è stata sottoscritta anche dal capogruppo Leonardo Marras, dalla vice capogruppo Monia Monni e dai consiglieri Gianni Anselmi, Fiammetta Capirossi, Ilaria Bugetti, Ilaria Giovannetti Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini. “Solo il M5S ha votato contro e questo la dice lunga su da che parte stanno– ha spiegato Gazzetti-. L’atto di oggi voleva infatti essere anche una scelta di campo fra chi dice si e chi incredibilmente dice no. Oggi sappiamo chi è contrario ad un progetto che significa sviluppo e lavoro”. Nella mozione infatti la Piattaforma Europa viene definita “oltre che un’opera fondamentale ed indispensabile, anche strategica e funzionale alla creazione di irrinunciabili opportunità di occupazione, crescita e sviluppo non solo per la città labronica e la costa, ma per l’intera regione. “E non mi si venga a dire – ha spiegato Gazzetti in aula - che nella relazione della Corte dei Conti europea ci sono critiche o giudizi negativi relative a questo progetto; in quel rapporto non c'è nessun riferimento o giudizio alla Piattaforma Europa. Sfido chiunque a sostenere il contrario. La cosa davvero incredibile è che invece c'è qualcuno, come i 5 Stelle in Consiglio Regionale, che dicono no all'opera che permetterà di dare futuro e prospettive al porto di Livorno, offrendo nuove opportunità non solo per l'economia livornese e la zona costiera ma per l'intera regione Toscana. Chissà come i 5 stelle spiegheranno questa loro posizione ai lavoratori ed agli imprenditori? Magari lo farà il consigliere Cantone che in aula si è ben guardato dall'intervenire, lasciando che a parlare di questa opera così importante per Livorno fosse il suo collega Giannarelli. Oggi - conclude Gazzetti - è stata fatta una scelta di campo che, ne sono certo, sarà vagliata e giudicata con grande attenzione in primis dai livornesi ma anche da tutti quei toscani che guardano alla Piattaforma Europa come una straordinaria opportunità per tutti i territori della nostra regione. C'è chi sa dire solo no, ma le nostre città ed i nostri territori hanno invece bisogno di prospettive di crescita e di sviluppo ed è per questo che noi, convintamente, diciamo e continueremo a dire sì alla Piattaforma Europa".
CS Sarti e Fattori (Sì): “Presidente Rossi, a che punto la raccolta firme per la proposta di legge popolare che abolisce l’intramoenia? Siamo pronti a dare una mano”.
“Il Presidente Rossi si impegni davvero per ridurre i danni dell’intramoenia, al di là degli annunci di sapore propagandistico sull’imminente proposta di legge di iniziativa popolare per la sua abolizione. La materia è di competenza statale, ci ha detto oggi l’Assessore Saccardi rispondendo alla nostra specifica interrogazione, noi rispondiamo che ci lavoreremo ma che in Toscana possiamo fare comunque molto, come ci hanno dimostrato altre Regioni.” Affermano Paolo Sarti e Tommaso Fattori(Si Toscana a Sinistra).
“L’intramoenia ha fallito, è stata da un lato fonte di disuguaglianze fra chi può e chi non può pagare, ed è stata incontrollata occasione di guadagno dall’altro. Ha fallito ma anche perché chi doveva governarla e monitorarla non c’è stato, e pensiamo ai mandati da Assessore alla Sanità dello stesso Presidente. Ora su Facebook ci dice: “.. chi lavora nel pubblico non può aprire bottega in proprio”. A noi di sinistra ci ruba le parole di bocca!”
“Fin da subito la Toscana può fare molto, innanzitutto bloccare l’attività di intramoenia nei settori dove ci siano lunghe liste di attesa. Per ridurre queste liste non basta però snellire il centralino del CUP facendo fare ad altri le prenotazioni (vedi l’idea dell’Assessore Saccardi di spostare le prenotazioni di alcune malattie croniche sui medici di famiglia): troveremo il centralino meno occupato ma non le liste! Occorre invece un miglior utilizzo dei macchinari, impiego di maggior personale e incentivazione degli operatori coinvolti, oltre che una maggior appropriatezza delle prestazioni. Altre regioni lo hanno già fatto, perché la Toscana no?”
Piano Cave. Fattori (Sì): “Senza la definizione di livelli territoriali ottimali impossibile tutelare ambiente e sicurezza dei lavoratori”
“Da oltre vent’anni manca una vera pianificazione riguardo all’estrazione nei bacini marmiferi delle Apuane e, oggi, manca principalmente una chiara scelta di direzione” dichiara il consigliere di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori al termine del dibattito sul Piano regionale Cave.
“Si deve decidere se continuare a favorire soltanto una ristretta oligarchia che si arricchisce con la rendita, senza tra l’altro garantire occupazione, o se preferire i criteri della sostenibilità e della tutela della risorsa e del territorio, favorendo così la ricostruzione di un forte tessuto economico locale”. “L’attuale mercato tutto legato al lapideo e, sempre più, al carbonato di calcio, porterà senza cambi di rotta all'esaurimento dei giacimenti nell'arco di una generazione”.
“Nonostante le rassicurazioni dell’assessore Ceccarelli siamo preoccupati, temiamo siano annullate le salvaguardie del PIT riguardo alle norme di apertura delle cave sopra i 1200 metri”. “Vanno invece adottate forti misure di contingentamento delle escavazioni indirizzandole verso attività estrattive ambientalmente sostenibili, creando una diversificazione che contempli la produzione artistica, e artigianale”.
“Per tenere insieme gli aspetti ambientali con la sicurezza è ineludibile la definizione di livelli territoriali ottimali (cosa che rende necessaria una profonda revisione dell'articolo 38 della legge regionale 35/2015) per il rilascio delle concessioni e delle conseguenti autorizzazioni”. “Senza la loro definizione, le azioni, previste dal piano straordinario per il settore estrattivo, sono destinate a perdere larghissima parte della potenziale efficacia, ponendo i “controllori” di fronte alla costante alternativa tra chiusura delle attività e artificiosa ricerca di difficili soluzioni data la mancanza di una superficie adeguata: uno dei fattori di maggior rischio nelle cave è, costituito, infatti dall'angustia delle aree oggetto che costringe a lavorazioni irrazionali e rischiose”.
“Continuiamo a chiedere quindi che siano riconfermati due principi fondamentali: quello della proprietà pubblica di tutti i giacimenti marmiferi – prevedendo che nessun giacimento sia sottratto, a partire da quelli esistenti nel sottosuolo, cosiddetti Beni Estimati, all’urgente attività di pianificazione - e quello della“tutela ambientale” nella sua accezione più estensiva”.
Demanio idrico: esenzione canone per orti sociali, mozione unanime
Esenzione dal canone di concessione per gli over 65 che curano orti sociali nelle aree del demanio idrico ed esclusione di futuri aumenti delle imposte regionali per i soggetti economicamente svantaggiati. Passa all’unanimità una mozione in merito ad “esenzioni e agevolazioni concernenti il canone per la concessione di beni del demanio idrico ai fini dell’orticoltura sociale”, presentata dai consiglieri del Partito democratico Mazzeo, Marras, Giovannetti, Bezzini, Nardini e Anselmi. Il testo, come ha spiegato il capogruppo Leonardo Marras nell’illustrazione all’Aula, impegna la Giunta regionale “a valutare l’introduzione di specifiche esenzioni del canone di concessione per i cittadini oltre 65 anni di età che utilizzano tali aree per l’orticoltura a livello amatoriale con finalità sociale e non economico commerciale”; ancora, a escludere “futuri aumenti delle imposte regionali sulle concessioni dei beni del demanio idrico e relative aree, nonché a valutare la fattibilità di introdurre forme di agevolazione” per i soggetti economicamente o socialmente svantaggiati; a valutare “la possibilità di determinare un valore economico del canone di concessione che, data la valenza positiva di tali azioni, incentivi l’attività di manutenzione degli argini e sponde di corsi d’acqua appartenenti al demanio idrico fissando riduzioni o agevolazioni per le categorie di soggetti che svolgono tali attività”.
“Il demanio idrico è un tema vastissimo – ha spiegato Marras –, si possono verificare casi in cui si trovano accanto, come concessionari, Enel e il pensionato dell’orto sociale. L’azione attuata nei mesi scorsi per uniformare la determinazione dei canoni per l’utilizzo del demanio idrico ha determinato disparità e prodotto effetti dirompenti”. Il problema, ha spiegato Marras, “è diventato in molti casi la sostenibilità di questi rincari. Con questa mozione, vogliamo dare una risposta ai soggetti più deboli, che hanno avuto in concessione il piccolo appezzamento per l’orto sociale. Questo è possibile, anche perché le previsioni di entrata nella legge di bilancio che abbiamo variato nell’ultimo Consiglio scorso ci dicono che è possibile fare un ribilanciamento del tariffario dei canoni concessori”.
Il capogruppo di Sì-Toscana a sinistra Tommaso Fattori ha annunciato “il voto favorevole a questa ottima mozione del gruppo del Partito democratico. L’uniformazione dei canoni è una strada sbagliata, apre problemi sui quali bisogna intervenire”. Voto favorevole annunciato anche da Gabriele Bianchi, che a nome del Movimento 5 stelle, ha evidenziato “il pasticcio della Regione sulle imposte per le concessioni sul demanio idrico. La legge regionale che imponeva la riscossione del demanio idrico era andata nel dimenticatoio per dieci, forse venti anni. Sono forse una trentina i milioni che mancano alle casse regionali per le mancate riscossioni. Ora la Giunta è corsa al riparo, con una legge ad hoc e un condono in salsa berlusconiana. Ci domandiamo se qualcuno pagherà per questi mancati incassi. Giusto che gli anziani non paghino tale imposta. In questo caso, il Pd ha dimostrato la capacità di cambiare, assicuriamo il nostro appoggio a questa mozione”.
Piattaforma Europa: è infrastruttura strategica, passa mozione Pd. A favore anche Lega e Forza Italia, contrario Movimento 5 stelle, astenuti Sì-Toscana a sinistra. “Proseguire impegno per promozione e sviluppo”
Porto di Livorno: la piattaforma Europa è una infrastruttura strategica per il rilancio economico e sociale di Livorno e della Toscana, la Giunta regionale dovrà “continuare nell’impegno volto alla promozione ed allo sviluppo del porto di Livorno con particolare riguardo alla realizzazione della Piattaforma Europa, quale opera fondamentale ed indispensabile” per il potenziamento ed il futuro dello scalo labronico. Un’opera giudicata “strategica e funzionale alla creazione di irrinunciabili opportunità di occupazione, crescita e sviluppo non soltanto per Livorno e l’area costiera, ma per l’intero territorio regionale”. Questo il contenuto di una mozione, presentata dai consiglieri del gruppo Pd Gazzetti, Marras, Mazzeo, Anselmi, Bugetti, Monni, Capirossi, Giovannetti, Nardini, che il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza. Con il gruppo Pd, hanno votato a favore anche Lega e Forza Italia, contrario il Movimento 5 stelle, astenuto il gruppo Sì-Toscana a sinistra.
“Si tratta della possibilità di dare un futuro al porto di Livorno, una risposta attesa da una intera comunità economica e da una città, che pensiamo abbia un valore per tutto il sistema economico regionale. Vogliamo capire chi è a favore di quest’opera e chi invece si schiera contro. Sarà poi interessante andarlo a raccontare sul territorio”, ha spiegato in Aula Francesco Gazzetti. “Non è vero che la Corte dei Conti europea è contro la piattaforma Europa, non c’è alcun riferimento nel rapporto”.
La contrarietà del Movimento 5 stelle è stata motivata dal consigliere Giacomo Giannarelli. “Siamo a favore dello sviluppo del porto di Livorno, ma siamo contrari alla Darsena Europa. Oggi non solo diciamo no a questa mozione, ma diciamo no anche al Governo Renzi, che non è capace di esprimere una strategia nazionale, non è in grado di elaborare un piano strategico e corre il rischio di esporre Livorno ad un flop. Siamo al terzo slittamento della manifestazione di interesse di privati sull’opera, il 15 dicembre vedremo se esistono gruppi disposti a investire i 326milioni richiesti”. Alla crisi mondiale in atto, ha aggiunto Giannarelli, “bisogna rispondere con un modello di trasporti, produzione e consumo diverso dall’attuale”.
“Tutte le obiezioni alle costruzioni del porto non possono trovarci d’accordo. Il porto di Livorno deve essere fatto in maniera moderna. La logistica vorrà dire nuovi posti di lavoro”, ha dichiarato Roberto Salvini (Lega Nord). “Dovremo essere attrezzati a rispondere alla concorrenza e al maggiore afflusso di merci conseguente al raddoppio del Canale di Suez. Sarebbe miope rinunciare alle opportunità di sviluppo”.
Il capogruppo di Sì-Toscana, Tommaso Fattori, a sinistra aveva proposto al gruppo Pd il rinvio della mozione in commissione per “approfondimenti sullo sviluppo del porto di Livorno che è questione fondamentale e per andare oltre al derby tra Pd e Movimento 5 stelle”.
Agricoltura, Marras (PD): “Rafforzare i controlli e semplificare i procedimenti per facilitare la vita degli imprenditori agricoli”
Prosegue il percorso verso una Toscana più semplice avviato pochi mesi fa dal Partito Democratico con una proposta di legge dedicata. Oggi il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la mozione proposta da alcuni consiglieri del Partito Democratico, primo firmatario il capogruppo Leonardo Marras, in merito all’introduzione di misure di semplificazione nel settore agricolo.
“Il settore agricolo – spiega Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscana – è tra i più burocratizzati e sconta, storicamente, all’aggravio di moltissimi adempimenti. Da qui la necessità di rendere più snelli procedimenti e regolamenti. Come abbiamo più volte ripetuto, tra gli obiettivi di questo mandato, per noi, c’è quello della semplificazione amministrativa che, però, non sempre è affrontabile con modifiche legislative, come nel caso dell’agricoltura. Per questo abbiamo presentato un atto con il quale impegniamo la giunta ad intervenire con poche e mirate azioni al fine di risolvere i problemi esistenti e migliorare la vita degli imprenditori agricoli, tra cui: rendere più facilmente consultabile ed accessibile il fascicolo aziendale, strumento fondamentale che consente una visione globale dell’azienda; rafforzare il sistema di controllo definendo specifiche linee guida e proseguendo sulla strada avviata con l’introduzione, in Artea, del registro unico dei controlli; rivedere la regolamentazione delle attività agrituristiche eliminando le criticità esistenti. Su queste chiediamo di confrontarci entro la fine del 2016 così da poter coordinare gli interventi e raggiungere gli obiettivi dati”.
Le azioni su cui i consiglieri impegnano la giunta sono:
- rafforzare ed implementare la funzione del “fascicolo aziendale, in modo da migliorarne la facilità di consultazione e di accessibilità anche per le altre pubbliche amministrazioni ed enti locali, valutando l’opportunità di rendere disponibili i documenti già acquisiti al “fascicolo aziendale” anche in procedimenti di competenza di altre amministrazioni, evitando in tal modo la necessità per le aziende agricole, di dover presentare più volte documenti già depositati, nelle ulteriori istanze rivolte a pubbliche amministrazioni ed enti locali;
- definire ed approvare specifiche linee guida in materia di controlli, rafforzando il ruolo e la funzione di razionalizzazione di verifiche e ispezioni alle aziende già avviato con l’istituzione del RUC, mediante la previsione di procedure standardizzate per l’effettuazione dei controlli, la definizione di metodologie di valutazione omogenea, l’indicazione di regole per coordinare le ispezioni, al fine di evitare la duplicazione o la reiterazione ingiustificata di procedimenti che rischiano di nuocere alle imprese;
- verificare la regolamentazione delle attività agrituristiche in un’ottica di semplificazione, fornendo indicazioni precise in merito alla disciplina di dettaglio della macellazione di suini e ovicaprini e in relazione allo scarico delle piscine ad uso natatorio, eliminando le incertezze e le criticità emerse in sede di applicazione delle normative esistenti;
- a riferire nella Commissione consiliare competente, entro il 31 dicembre 2016, in merito alle proposte e alle iniziative inerenti la razionalizzazione e il miglioramento dei procedimenti e della regolamentazione nel settore dell’agricoltura, al fine di coordinare e di valutare congiuntamente le attività poste in essere, i risultati ottenuti e gli eventuali ulteriori progetti da realizzare per concretizzare gli obiettivi di cui al presente atto.
La mozione è stata sottoscritta da: Leonardo Marras, Gianni Anselmi, Monia Monni, Stefano Scaramelli, Simone Bezzini, Lucia De Robertis, Massimo Baldi, Fiammetta Capirossi, Enrico Sostegni, Antonio Mazzeo, Francesco Gazzetti, Alessandra Nardini, Marco Niccolai.
Aurelia: Tombolo, mozione unanime per rapido ripristino viabilità e sospensione pedaggio
Statale Aurelia: rapido ripristino della viabilità e tavolo di confronto per la sospensione del pedaggio autostradale nell’area di Tombolo. È quanto previsto in una mozione approvata con voto unanime da Consiglio regionale. La mozione, presentata dai consiglieri del gruppo PdGazzetti, Mazzeo, Marras, Anselmi, Bugliani, Capirossi, Pieroni eGiovannetti, interviene sui forti disagi legati ai lavori di consolidamento del ponte di Tombolo. La mozione impegna la Giunta regionale ad attivarsi “affinché si possa giungere ad un ripristino della viabilità ordinaria nel più breve tempo possibile, anche inferiore a quello annunciato da Anas (16 dicembre, ndr) e affinché si possa garantire, alla luce dei gravi disagi verificatisi in questi giorni, una viabilità sostenibile sui percorsi alternativi finora individuati” e a “costituire celermente un tavolo di confronto con Anas, Salt e Ministero competente al fine di valutare la sospensione del pedaggio autostradale tra Pisa e Livorno nel tratto di viabilità alternativa individuata per far fronte alla chiusura della statale Aurelia.
È di queste ore la notizia giunta da Roma della convocazione del tavolo tecnico al Ministero delle infrastrutture e trasporti per martedì prossimo. All’ordine del giorno, l’ipotesi di sospensione del pedaggio autostradale nel tratto interessato.
Stazioni Fs: mozione chiede a Giunta impegno su videosorveglianza
Una mozione che chiede il potenziamento degli strumenti di videosorveglianza nelle stazioni ferroviarie della Toscana è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. La mozione impegna la Giunta ad attivarsi “nei confronti degli enti proprietari e gestori delle stazioni ferroviarie, a partire da Ferrovie dello Stato, per richiedere un monitoraggio delle stazioni nelle quali sono presenti servizi di sorveglianza”.
Ad illustrare il testo in Aula consiliare è stata Ilaria Giovannetti, Pd, la quale ha evidenziato che sulla base di tale quadro “occorre richiedere il potenziamento di tali sistemi di controllo al fine di aumentare la prevenzione e il contrasto degli atti di vandalismo”. La mozione, che porta le firme di tutti i consiglieri del Pd, mette l’accento in particolare sulle “stazioni dei territori montani e marginali”.
A favore del testo si è espresso Enrico Cantone, M5s, che ha sottolineato “l’importanza della videosorveglianza” e la necessità di garantire a chi viaggia abitualmente sui treni “la massima sicurezza”.
Anche Marco Casucci, Lega Nord, ha annunciato il voto positivo, sottolineando come “l’impegno della Lega su questo punto è continuativo e rilevante”.
Tommaso Fattori, Sì Toscana a Sinistra, si è espresso a favore evidenziando che “la mozione va nella direzione giusta” ma ha aggiunto che “non si può sostituire sempre con occhi elettronici il lavoro umano”.
Ceramica toscana: proteggerla da concorrenza sleale della Cina
All’unanimità il Consiglio regionale ha impegnato il presidente della Giunta a “mettere in atto tutte le azioni necessarie per salvaguardare la produzione di ceramica toscana dalla concorrenza sleale dei produttori cinesi”. La mozione approvata dall’aula invita l’esecutivo ad agire sul Governo e sui propri uffici di Bruxelles perché siano mantenute le misure anti-dumping introdotte dalla Commissione europea e siano estese al settore della ceramica sanitaria. La Regione Toscana dovrà esprimere “con fermezza” la propria contrarietà al riconoscimento della Cina come economia di mercato. In questo contesto sarà coinvolta la Commissione istituzionale per le politiche della Comunità europea, per eventuali iniziative specifiche sul tema.
E’ stato Marco Casucci (LN) ad illustrare il testo, ricordando che se le misure non venissero confermate, si metterebbero a rischio oltre centomila posti di lavori in Europa, di cui venticinquemila in Italia, dove il settore della ceramica genera un fatturato di quasi 5,7 miliardi di euro.
“Vogliamo tutelare un settore produttivo importante – ha rilevato Enrico Sostegni (Pd) – Non è una tutela protezionistica, ma la difesa da una concorrenza sleale”.
“Dobbiamo affrontare la questione più generale del dumping – ha sottolineato Tommaso Fattori (Si), presidente della Commissioone per le politiche dell’Unione europea – Non è solo il problema della Cina, ma dell’intero sistema del commerciio internazionale”.
