Il Movimento 5 Stelle presenta tre mozioni dedicate ai servizi residenziali per gli anziani, in discussione nel prossimo consiglio regionale di domani e mercoledì. Ad annunciarle in conferenza stampa, il primo firmatario Andrea Quartini.
“Immaginiamo una persona anziana da tempo in una Residenza Sanitaria che durante la permanenza diventa non autosufficiente. Oggi accade a volte, per un vuoto normativo, che questa persona debba lasciare una struttura dove conosce ormai tutti – residenti, medici, infermieri e operatori sociosanitari – per trovarne una nuova. Noi chiediamo che questi anziani godano di un diritto di prelazione e si assicuri così a loro una continuità di ambienti e affetti” ha dichiarato Quartini presentando la prima proposta.
“Chiediamo inoltre l’autorizzazione alla pet therapy. Ovvero la possibilità per gli anziani di portar con sé in RSA il proprio piccolo animale da affezione. Oggi anche questa situazione non è normata e si assiste al paradosso di anziani cui è chiesto di lasciare il proprio gatto o il proprio cane a casa dei familiari o, peggio, in gattile o canile, mentre la loro vicinanza anche in RSA rappresenterebbe un supporto fondamentale di benessere, riconosciuto dalla comunità scientifica” ha proseguito il Cinque Stelle.
“Infine chiediamo un correttivo alla delibera di giunta che introduce il principio della “libera scelta” sulle RSA. Il nuovo sistema prevede che un anziano non autosufficiente, cui il sistema sanitario riconosce il diritto all’accesso in Residenza Sanitaria, riceva un voucher di 52,32 euro al giorno da spendere in una delle 399 strutture in elenco, alcune pubbliche e altre private accreditate o convenzionate. Questo sistema nasconde però un rischio: mettere in competizione le RSA pubbliche con quelle private, privatizzando di fatto il sistema visto che il pubblico probabilmente non reggerà la concorrenza. Questo perché le strutture pubbliche sono di solito piccole, 20-25 posti letto, dislocate nei Comuni periferici e assicurano contratti regolari, a differenza di chi può sfruttare le furberie del Jobs Act. Noi chiediamo che siano valorizzate le RSA pubbliche, presidio territoriale importante” ha aggiunto il Cinque Stelle.
“Infine la delibera produce un altro problema, ai Comuni. Oltre alla componente sanitaria infatti, coperta con quei 52,32 euro al giorno pagati dalla regione, esiste la cosiddetta componente sociale: quindi i servizi accessori per attività di relazione o ricreative, che per determinate fasce di reddito è coperta dal servizio sociale dei Comuni. Fino ad oggi gli anziani potevano trovare nella RSA pubblica del proprio Comune il posto giusto e la spesa per il proprio municipio era contenuta. Col principio della libera scelta, magari l’anziano si lascerà invece persuadere da una RSA privata lontana, con numerose attività accessorie, di componente sociale, e questo potrebbe di fatto riflettersi in negativo su chi quel in più lo dovrà pagare: cioè il Comune di residenza” ha concluso Quartini.
Fonte: Consiglio Regione Toscana
