I gruppi consiliari Pd Certaldo e Con Giacomo Cucini per Certaldo intervengono sulla polemica scatenata dal Movimento 5 stelle riguardo alla mozione presentata sul tema della mensa scolastica, mozione al centro della discussione del consiglio comunale del 29 settembre scorso: "Ci teniamo a precisare che la mozione presentata dalle opposizioni richiedeva l’introduzione a scuola del “pasto da casa” è stata da noi respinta per due motivi: sul piano del merito non la riteniamo ad oggi la risposta più funzionale ed efficace rispetto alla problematica evidenziata sulla qualità e sulla sostenibilità dell’attuale servizio mensa; quanto al metodo, la riteniamo una vera e propria provocazione perché è fuori dalla realtà richiedere l’approvazione immediata di una simile modifica senza neppure consultare in un precedente passaggio l’istituto scolastico che dovrebbe poi farsi carico della nuova organizzazione.
Tornando però al merito della questione, che ci sta a cuore e che vogliamo affrontare, prendiamo atto delle recenti sentenze che ad oggi confermano la possibilità di consumo del pasto domestico a scuola nell’orario destinato alla refezione, ma stiamo con l’Anci nell’evidenziare che “consentire che le famiglie possano provvedere autonomamente a fornire al proprio figlio un pasto da consumare a scuola pregiudichi una delle principali finalità della refezione scolastica che è rappresentata dall’educazione ad un’alimentazione sana, equilibrata e condivisa all’interno di una comunità, quale importante momento di socializzazione".
In ogni caso “l’istituto scolastico è chiamato ad assicurare l’assistenza educativa, tramite il personale insegnante, e l’assistenza materiale tramite il personale ausiliario. Anche qualora siano confermate le recenti sentenze, tali tipologie di assistenza continueranno ad essere obbligatorie indipendentemente se il pasto è fornito dalla famiglia o dal servizio comunale” (Nota Anci, Commissione Istruzione, Politiche educative ed Edilizia scolastica riunitasi lo scorso 22 settembre).
Pertanto, se l'azienda Sodexo, che è in possesso delle certificazioni igieniche e che fornisce il servizio di pulizia dei locali mensa non accettasse, come plausibile, di prendersi la responsabilità della tutela dei bambini che consumano “pasti da casa”, chi dovrebbe farlo? Evidentemente l'istituto scolastico sotto la diretta responsabilità del dirigente, che sarebbe assurdo non interpellare prima di intraprendere una simile riorganizzazione.
Non solo. Si creerebbero due gruppi di bambini durante l'orario del pasto, che ricordiamo è considerato “tempo scuola” a tutti gli effetti: il gruppo dei bambini che usufruiscono della mensa e quelli che consumano il “pasto da casa”, divisione che potrebbe risultare discriminatoria.
Dove andrebbe a finire il valore didattico del “mangiare insieme”, che gli stessi 5 stelle, in maniera evidentemente contraddittoria e propagandistica, considerano un valore di fondamentale importanza? Inoltre, se l'istituto non avesse, come altrettanto plausibile, il personale sufficiente per sorvegliare due gruppi di studenti, cosa gli imporremmo di fare, con una decisione così affrettata e poco ragionata? Di ridurre le ore destinate alla didattica? Di mettere a repentaglio la sicurezza dei bambini, che non verrebbero sorvegliati? Domande a cui, in sede di consiglio comunale, nessun membro dell'opposizione ha saputo rispondere.
A Torino, città amministrata dai 5 stelle, il sindaco sta cercando di interpretare la sentenza della Corte di Appello di quella città seguendo sostanzialmente la linea dell'Anci e dichiarando di "non avere mai condiviso l'idea di smantellare il servizio mense che dobbiamo invece difendere. Noi lavoreremo sui costi e la qualità.
Troveremo le soluzioni per l'attuazione delle sentenze, ma non bisogna smettere di credere nella mensa perché è un grande diritto conquistato", sono le parole del sindaco Chiara Appendino in una recente intervista a Repubblica in cui rivolge un accorato appello ai genitori a iscrivere i figli alle mense scolastiche e ipotizza necessariamente spazi separati tra chi consuma pasti da casa e chi mangia quello preparato in mensa. I 5 stelle a Certaldo sono di opposto avviso, ne prendiamo atto. Vedremo se anche lei sarà espulsa dal M5S come il sindaco di Parma Pizzarotti per eccessiva autonomia rispetto alla linea nazionale!
Per quanto ci riguarda siamo disposti a discutere della proposta, ma in concreto, analizzandone tutte le possibili conseguenze pratiche, prima che politiche, e non affidandoci a slogan o conclusioni affrettate. Infatti, pur conservando i molti dubbi espressi, rimaniamo assolutamente disponibili a valutare vantaggi e criticità di questa o altre eventuali ipotesi che abbiano l’obiettivo di migliorare il servizio di refezione scolastica andando incontro alle esigenze delle famiglie e garantendo a tutti i ragazzi delle nostre scuole di poter consumare in assoluta sicurezza un pasto completo, di qualità e a costi il più possibile accessibili.
Per questo avevamo proposto di ritirare la mozione per portare la questione all’interno della commissione economia, lavoro e gestione servizi pubblici locali per un necessario approfondimento e per l’individuazione di un corretto percorso di coinvolgimento di tutti i principali interlocutori coinvolti in questo tipo di scelta (Istituto scolastico, commissione mensa, rappresentanti dei genitori, Ausl). Proposta che è stata rifiutata dalle opposizioni, chiedendo il voto immediato sulla mozione".
Fonte: Ufficio stampa Pd Empolese Valdelsa
