Sorprendente dichiarazione del consigliere regionale Marco Niccolai apparsa sulla stampa locale ieri, 6 ottobre, nella quale lamenta la “non previsione di strutture complesse di chirurgia e ostetricia e ginecologia nei presidi di Pistoia e della Valdinievole" nell'ambito della riorganizzazione in atto della sanità in Toscana a seguito della recente legge di riforma.
Usa, nello specifico, anche argomentazioni condivisibili (primari a scavalco tra più province, strutture altrimenti non attrattive per operatori e per pazienti - magari smettiamo di chiamarli “utenza”), alle quali aggiungerei il fatto che nei presidi di base vengono a mancare per medici e infermieri punti di riferimento immediati sul piano operativo e professionale.
Ma, soprattutto, viene da chiedergli: dov'era quando è stata votata in consiglio regionale questa riorganizzazione? Non si era reso conto che queste sarebbero state le conseguenze sui territori?
L'obiettivo prioritario e sostanziale della riorganizzazione era proprio ridurre le unità operative complesse per risparmiare sui costi (il che è ancora di dimostrare) e ottenere la cosiddetta sostenibilità della spesa sanitaria.
Ancora una volta il PD sfugge di fronte alle sue responsabilità e tenta di recuperare consensi alimentando rapporti di tipo personale e localistico.
Perché non riproporre una revisione profonda della legge regionale in questione e tornare a dimensioni equilibrate, corrette e governabili delle ASL che comportino un rapporto costruttivo tra i vari professionisti impegnati nel dare risposte di qualità ai cittadini?
Comitato Provinciale Sinistra Italiana
