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Pasto da casa nelle mense scolastiche, le opposizioni: "Mozione respinta"

La mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle per introdurre il pasto da casa nelle mense scolastiche del Comune di Certaldo è stata respinta nell’ultimo Consiglio Comunale dello scorso 29 settembre dai consiglieri del Partito Democratico. La proposta, sostenuta con forza anche dai consiglieri di Altrapolitica e Forza Italia, si è scontrata contro un’Amministrazione molto più preoccupata di trovare argomentazioni che mantenessero lo status quo frenando un cambiamento ormai in atto in molti Comuni italiani.

Dai banchi dell’opposizione la richiesta è stata chiara: andare incontro alle famiglie in difficoltà economiche garantendo al tempo stesso un’alternativa ragionevole al progressivo peggioramento della qualità dei pasti serviti nei refettori. Il pasto da casa è una prassi in molti paesi europei ed un’esperienza collaudata anche in diverse realtà italiane. Recentemente la stessa magistratura ha ribadito l’urgenza e l’inderogabilità di far valere al più presto questo diritto, ma sembra proprio che tale premura non sia avvertita dai nostri amministratori, alcuni dei quali negli ultimi anni si son preoccupati più di barcamenarsi tra le lamentele, alternando regolarmente la “tattica dello struzzo” a quella “del muro di gomma”, piuttosto che pensare a reali soluzioni alternative percorribili.

La lista dei “vorrei ma non posso” è stata lunga e ha visto tirare in causa alcuni “evergreen” come i soliti problemi organizzativi o la questione sicurezza alimentare. Il culmine, o il fondo che dir si voglia, si è toccato quando l’Assessore all’istruzione Arrigoni ha annoverato tra i motivi della sua contrarietà la tutela dei posti di lavoro garantiti della multinazionale francese che eroga il servizio mensa. Insomma, attenzione ad introdurre misure che potrebbero ridurre il margine di guadagno del partner che gestisce il servizio o si perdono posti di lavoro. Una preoccupazione che, se espressa dall’Assessore all’Istruzione, non può che lasciare basiti e indurre a domandarsi quali siano le priorità di chi sovrintende l'organizzazione di un servizio pubblico.

Il primo round sul riconoscimento del diritto fondamentale a scegliere per i propri figli si è chiuso dunque con il respingimento della proposta: adesso chiediamo un supporto alla società civile e, in primis, ai genitori perché facciano quadrato intorno a questa proposta. Le opposizioni vi invitano a proseguire questo cammino assieme e a mobilitarci perché il diritto a portarsi il pasto da casa sia riconosciuto anche nel nostro Comune.

Movimento 5 stelle
Altrapolitica
Forza Italia

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