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Fanghi a Pianello di Montefoscoli, Cambiare in Comune: "La partita non è stata chiusa"

Pur incorrendo nel rischio di finire nella noia dei classici “botta e risposta” l’opposizione del Comune di Palaia non po’ esimersi dal fare lei un po’ di chiarezza e alcune precisazioni in risposta a quanto sollevato dal Sindaco Marco Gherardini sulla questione dei fanghi in loc. Pianello di Montefoscoli; questione che tra l’altro non era la sola ad essere focale nel comunicato della minoranza ma che lo è diventata nella risposta del primo cittadino, forse per mancanza di contenuti sulle altre argomentazioni sollevate.

Andando per ordine, il dire di essersi “mossi prima” sul caso, come recitava il titolo del comunicato di “Cambiare in Comune” (titolo tra l’altro dato dalla redazione web) intendeva chiaramente essere solo un riferimento temporale rispetto alla notizia dell’avvio dell’inchiesta della Guardia di Finanza e della Magistratura di Firenze e non ad altro.

In secondo luogo, se proprio vogliamo dirla tutta, a fronte della trasmissione dell’autorizzazione allo spandimento dei fanghi rilasciata alla società DC Green avvenuta dal Settore SUAP dell’Unione Valdera al Comune di Palaia in data 16-12-2015, l’attivazione da parte dell’Amministrazione comunale sulla questione ci pare essere giunta con un po’ di ritardo, constatando che i primi documenti di chiarimenti, verifiche  e maggiori approfondimenti da parte dell’Amministrazione verso le varie Autorità ed Enti competenti in materia (Arpat, Usl, Acque e Regione) sono tutti datati intorno alla metà del mese di Giugno 2016.

Ma cosa ancora più strana e anomala, come riportato anche nella risposta del Sindaco, è che l’interessamento del Comune alla questione dei fanghi di Pianello sia avvenuto su segnalazione da parte di alcuni cittadini, come se dalla domanda stessa di autorizzazione già in loro possesso a partire dalla seconda metà di Dicembre 2015 non si evincesse che tali fanghi, di lì a poco nel corso del 2016, sarebbero stati spansi in tale località (Pianello).

Occorrevano pertanto le segnalazioni dei cittadini per iniziare a prendere provvedimenti?

Ma, tornando alla questione in esame, pur riconoscendo agli Uffici Comunali la bontà del lavoro svolto nell’intento di fare chiarezza, con i vari Enti preposti, sulle serie problematiche che si sarebbero verificate a seguito di questo spandimento dei fanghi, quello che al gruppo di opposizione maggiormente interessa sottolineare è la verità sul perché i fanghi non sono arrivati a Pianello e questa verità non sta certo, come sostiene il Sindaco, nell’azione politica e nella ferma opposizione portata avanti dall’Amministrazione quanto essenzialmente ed esclusivamente nell’inchiesta, tutt’ora in corso, sul presunto smaltimento illegale dei fanghi nocivi nel territorio comunale ad opera della Guardia di Finanza che ha portato ad indagare e ad arrestare i due titolari della società autorizzata allo spandimento in questione.

Tant’è che (prima ancora che giungesse la notizia dell’inchiesta suddetta) il Comune, dal momento in cui le verifiche sull’intero iter autorizzativo risultavano essere tutte in regola, come riferito dagli amministratori agli stessi cittadini preoccupati, non poteva avere alcuna autorità per impedire tali operazioni, se non solamente quella di vietare l’accesso ai luoghi deputati allo spandimento attraverso la strada di proprietà comunale (azione ostativa facilmente eludibile da parte di una società con precisi interessi!)

Le stesse controdeduzioni apportate della Regione Toscana alle varie osservazioni avanzate sia dal Comune di Palaia che da altri Enti erano tutte orientate alla convalida dell’atto autorizzativo che avrebbe pertanto, prima o poi, dato il via allo spandimento dei fanghi.

Quindi, concludendo, la partita non è stata chiusa certo dall’Amministrazione comunale, come la stessa si vanta invece di aver fatto, e se a Pianello i fanghi non sono stati spansi, e ora sappiamo grazie a chi, l’opposizione ricorda al Sindaco che nel comunicato, al quale ha prontamente risposto, si parlava anche di altri territori del Comune dove purtroppo ciò non è stato evitato…ma di questo puntualmente non si è parlato.

 

 

Gruppo consiliare “CAMBIARE IN COMUNE”

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