A maggioranza il Consiglio regionale ha approvato la nuova normativa sulla cooperazione finanziaria tra gli enti locali, sulle unioni dei Comuni e sui piccoli comuni disagiati. Si sono espressi a favore i consiglieri del gruppo Pd e contrari tutti i gruppi di opposizione. Il testo interviene anche nella fase attuativa della legislazione sul riordino delle funzioni.
È stato il presidente della commissione Affari istituzionali, Giacomo Bugliani (Pd) ad illustrare il testo in aula, osservando che sul tema della cooperazione finanziaria si tratta essenzialmente di un adeguamento alla normativa statale, che ha introdotto il pareggio di bilancio, e di un rafforzamento del ruolo delle unioni dei comuni su funzioni rilevanti per la Regione. Vengono anche semplificati gli adempimenti carico dei Comuni.
La rotazione tra i sindaci alla presidenza delle Unioni viene rimessa alla discrezionalità dei singoli statuti. Bugliani ha infine rilevato che la nuova legge consente di prendere in considerazione anche l’esercizio di funzioni non fondamentali per il requisito minimo di esercizio. Cambia il sistema di calcolo dei contributi ai piccoli comuni in situazioni di disagio, con l’obbiettivo di utilizzare integralmente le risorse iscritte in bilancio.
In sintesi, si individuano i comuni potenzialmente beneficiari, come risultano dalla graduatoria del disagio, e si opera un primo riparto. Se, dopo aver assegnato la misura massima, rimangono altre risorse, queste sono attribuite scorrendo la graduatoria. Il presidente ha quindi sottolineato che si potrà accedere ai contributi per le unioni dei comuni anche per le seguenti funzioni: sportello unico delle attività produttive; procedure di valutazione di impatto ambientale, vincolo idrogeologico, pareri paesaggistici; piano strutturale intercomunale; gestione di entrate tributarie, servizi fiscali, beni demaniali e patrimoniali, risorse umane.
“La cancellazione delle Province non ha determinato una riduzione di costi e servizi migliori, ma l’esatto contrario – ha osservato Enrico Cantone (Movimento 5 stelle) – È iniziato un percorso di fallimento, che mina anche il ruolo dei Comuni nella loro dimensione sovra comunale”. Da qui il voto contrario.
Il voto favorevole del gruppo Pd è stato dichiarato da Fiammetta Capirossi, che ha sottolineato come le norme vogliano “facilitare, aiutare e supportare” i Comuni all’interno delle Unioni, allo scopo di rafforzarle.
Il commento di Pieroni (Pd)
“Le unioni dei comuni raggiungono un traguardo importante. Adesso possono accedere alla ripartizione delle risorse regionali per migliorare e rendere più efficaci alcuni settori della pubblica amministrazione. Con le modifiche delle leggi in materia, approvate oggi in Consiglio regionale, supportiamo e sosteniamo - concretamente - anche i comuni all’interno delle unioni. Lo facciamo allargando le maglie d’accesso alle risorse, ammettendo tra le funzioni che possono beneficiarne quelle dello sportello unico delle attività produttive, la procedura di valutazione d’impatto ambientale, il vincolo idrogeologico, i pareri relativi ai procedimenti in materia paesaggistica, il piano strutturale intercomunale, la gestione delle entrate tributarie e dei servizi fiscali, la gestione dei beni demaniali e patrimoniali e la gestione delle risorse umane. Una scelta che rafforza esperienze di questo tipo, di cui il territorio pisano è da tempo protagonista nella nostra regione. Inoltre, se precedentemente per accedere al 60 per cento in più delle risorse era necessaria una unione di quattro comuni, adesso ne basta una formata da tre. Incentiviamo i processi di unione e collaborazione che devono avvenire in maniera volontaria e condivisa.
Sono convinto che avere ampliato le possibilità di essere ammessi ai finanziamenti migliorerà il livello dei servizi rivolti ai cittadini e spingerà i piccoli comuni a fare rete. Un obiettivo cruciale per lo sviluppo socio-economico dei nostri territori”. Così Andrea Pieroni, consigliere regionale Pd, commenta l’approvazione della legge regionale in materia di cooperazione finanziaria con gli enti locali di unioni di comuni e piccoli comuni e norme di attuazione della legislazione sul riordino delle funzioni.
Nello specifico la legge (la numero 122) va incidere su quattro leggi di riordino in cooperazione finanziaria, e di contributi ai piccoli comuni disagiati e alle unioni dei comuni, norme per l’attuazione del riordino delle funzioni, di costo del personale, modifiche all’elenco dei beni mobili registrati trasferiti alla Regione.
“Dal punto di vista della ripartizione delle risorse per i piccoli comuni in situazione di maggior disagio l’obiettivo è quello di raggiungere l’integrale utilizzo delle risorse regionali – continua Pieroni - Nelle legge viene infatti stabilito il massimo dei contributi concedibili, vengono individuati i comuni potenzialmente beneficiari, viene fatto un primo riparto, poi, dopo aver applicato la misura massima, se rimangono ulteriori risorse, si passa allo scorrimento della graduatoria”.
Unione dei Comuni, Capirossi (PD): "Incentivare collaborazione per aree omogenee"
Le modifiche apportate con il mio emendamento – spiega Fiammetta Capirossi – vanno a supporto delle unioni comunali in quanto sia i contributi che le facilitazioni amministrative individuate, incentivano la collaborazione al fine di avere le stesse modalità ed opportunità in aree omogenee. Attraverso queste modifiche si rende facoltativa la rotazione della presidenza dell’unione, tra i sindaci, purché sia inserita nello statuto dell’unione stessa, la modalità. Si incrementano del 60% i contributi laddove il comune risultante dalla fusione stessa ha popolazione superiore a quindicimila abitanti. Inoltre per dare modo ai comuni di portare avanti insieme un lavoro proficuo si può sostituire una o più funzioni fondamentali con: lo sportello unico delle attività produttive, piano paesaggistico, procedure di Via, tributi, o il piano strutturale intercomunale. Disposizioni dunque – conclude Capirossi – che puntano a semplificare e omogeneizzare quanto più possibile il lavoro dei comuni sul territorio.
Fonte: Consiglio Regione Toscana
