Premesso che:
. da fonti giornalistiche si apprende che la Società autostrade in data 5 agosto 2016 ha reso noto, tramite quotidiani locali, l'elenco dei terreni da espropriare per la costruzione della terza corsia della A11, il cui termine per presentare le osservazioni (sia per chi sarà espropriato, sia per chi sarà danneggiato indirettamente dall'esproprio) è il 30 settembre 2016;
. si evince, da fonti giornalistiche, che è nato un Comitato unitario per ribadire la ferma contrarietà alla realizzazione del progetto. A promuoverlo, sono i rappresentanti delle associazioni ambientaliste Legambiente circolo di Pistoia, WWF sezione Pistoia e Prato e semplici cittadini che vi hanno aderito a titolo personale;
. il 2018 potrebbe essere l'anno dell'inizio dei lavori per la realizzazione della terza corsia. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha approvato dal 2011 il programma preliminare e concesso l'autorizzazione alla stesura del progetto definitivo;
. il progetto definitivo prevede l'ampliamento della terza corsia dell'A11 da Firenze Peretola a Pistoia, per un tratto complessivo di 27,4 chilometri, 9,5 dei quali attraversano il comune di Prato;
. attualmente sono presenti due corsie per senso di marcia più due di emergenza, per una lunghezza di 22,40 metri. È previsto il loro ampliamento a 32,50 metri e la realizzazione di tre corsie per ogni senso di marcia più una di emergenza per ciascuna carreggiata;
. i cittadini che si oppongono denunciano la sostanziale inutilità di questa grande opera, e propongono come alternativa un piano di mobilità sostenibile lungo la direttrice toscana Firenze-Lucca-Pisa-Livorno, attraverso la realizzazione di una rapida ed efficiente metropolitana di superficie che da Firenze porti i viaggiatori verso il mare, l'aeroporto internazionale di Pisa e il porto di Livorno, sfruttando il trasporto su rotaia, più ecologico e sostenibile rispetto a quello su gomma;
. la terza corsia, dato il costo oneroso, porrebbe il rischio concreto di non avere i fondi finanziari necessari a portare a termine né la metropolitana leggera né la nuova corsia autostradale, sarebbe quindi un'opera dannosa non solo sotto il profilo dell'impatto ambientale, ma anche per l'impegno finanziario che, a conclusione della terza corsia fino a Lucca, è assai realistico prevedere un costo di oltre 3 miliardi di euro, considerando i costi aggiuntivi di spesa sul preventivo effettuato dalla regione già tre anni fa (850 milioni da Firenze a Montecatini); da qui il rischio concreto di non potere portare a compimento l'opera, come sta accadendo per il sottoattraversamento dell'alta velocità a Firenze;
. inoltre, la terza corsia sull'A11 sarebbe un'ulteriore insostenibile cementificazione dell'area metropolitana Firenze-Pistoia-Lucca (da Firenze a Pistoia si tratta di una striscia di territorio di 27 chilometri di lunghezza e 4 di larghezza, quasi completamente cementificata e attraversata dall'autostrada A11 e da altre 4 strade interprovinciali, denominate – partendo da Pistoia – Via Fiorentina, Via Toscana, «Nuova Pratese», Via Vecchia Pratese, Via Montalese);
. a parere dell'interrogante appare prioritario concentrare le risorse per la messa in sicurezza del territorio dalle frane e dalle alluvioni, la modernizzazione delle ferrovie a binario unico tramite una moderna mobilità, quella degli acquedotti, che hanno crescenti perdite di acqua potabilizzata e che hanno anche tubature in cemento/amianto da sostituire, il completamento della rete delle fognature e degli impianti di depurazione, solo per citarne alcune;
. dalla realizzazione delle suddette opere pubbliche prioritarie, sicuramente ne beneficerebbero migliaia di piccole e medie imprese e tanti disoccupati in tutte le realtà locali del nostro Paese, mentre la realizzazione della terza corsia sull'A11 potrebbe rappresentare solo un'ulteriore cementificazione della Toscana, in grado di dare lavoro prevalentemente a pochissime grandi imprese che si muovono sullo scenario europeo ma con pochissimi benefici per le aziende e le economie locali –:
chiedo di sapere se i Ministri interrogati non ritengano, per quanto di competenza, di rivedere, anche alla luce dei pareri degli esperti, delle associazioni ambientaliste e degli abitanti della zona, su cui ricadranno i principali costi ambientali e sociali, la decisione di realizzare la grande opera che, da Firenze a Lucca, andrà a costare molto, troppo, sia in termini ambientali che in quelli finanziari, in una regione e in un Paese che ha ben altre priorità da avviare a soluzione, come la messa in sicurezza sismica degli edifici pubblici e privati. (4-14268)
Marisa Nicchi, deputata Sinistra Ecologia e Libertà
