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Roberto Bacci debutta a Cluj, in Romania, con Don Juan di Moliere

Dopo Hamlet nel 2012 e Il Giardino dei Ciliegi nel 2014 Roberto Bacci riprende la collaborazione con il teatro nazionale rumeno con Don Juan di Moliere di cui cura la regia.

Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Nazionale di Cluj, con la scenografia e i costumi di Márcio Medina, la drammaturgia di Stefano Geraci e l'assistenza alla regia di Silvia Pasello e Maria Rotar, che ha anche curato la traduzione in rumeno.

Il cast di 14 attori più una pianista è composto dagli artisti del Teatro Nazionale di Cluj, con cui Roberto Bacci collabora da alcuni anni e che, con i precedenti lavori, sono stati in Italia e in Portogallo.

“Nella versione di Moliére” scrive il drammaturgo Stefano Geraci “Don Giovanni affronta l’ultimo tempo del suo transito nel mondo degli uomini. La vicenda è elementare: Don Giovanni è inseguito da Elvira, dai fratelli di Elvira, dal padre, da un creditore. L’ha fatta grossa, questa volta. Ha puntato dritto al convento tirando fuori una sposa di Dio. In quanto sposo a getto continuo, non ha limiti. Ma il Don Giovanni in fuga di Molière non è ateo, né blasfemo: non crede agli uomini che credono ai patteggiamenti - anche quelli in buona fede - con il Cielo. Vorrebbe un cielo vuoto, liberato dal frastuono delle prediche, delle invocazioni, dei patti con Dio. Troppo traffico. Se Dio esiste, dice Don Giovanni, dovrebbe trovare il modo apparire un po’ più chiaramente.” Geraci continua: “Questo Don Giovanni è letterale. Sedurre (se-ducere) significa portare qualcuno a scoprire mondi mai perlustrati prima attraverso vie inconsuete (ed ecco il Cielo ad ammonire: fuori dalla retta via!). Dell’amore gli interessa solo il primo viaggio misterioso, i trasalimenti, l’avventura delle scoperte. Potesse essere insieme donna e uomo, diventerebbe un profeta ermafrodita come Tiresia, invece che incarnarne incessantemente la nostalgia di ciò che gli manca e non smette di desiderare coraggiosamente senza rimpianti.

Non cerca amanti, ma spose, il dono di una promessa, l’attesa di una risposta. Nell’impossibile sposalizio con se stesso, realizzazione di una vita piena, l’unica sfida che sembra per un momento attrarlo è quella dell’ultima apparizione di Elvira, la santa che si dispera per la sua prossima perdizione. Ma dietro le fiamme del rogo che consuma Don Giovanni ci sembra di intravedere un viso radioso.”

Il 7 ottobre Don Juan sarà ripreso al Festival Internazionale di Cluj con grande attenzione della stampa rumena; a seguire saranno altre le repliche in autunno a Cluj e la tournée in altri teatri rumeni.

Dopo la prima nazionale in Romania, Roberto Bacci tornerà a Pontedera per presentare l’apertura della Stagione 2016 / 2017 del Teatro della Toscana al Teatro Era con la produzione Lear in replica dal 4 all’8 ottobre.

Il 21 e 22 ottobre Lear sarà, inoltre, ospite alle Olimpiadi del Teatro di Wroclaw, nell’ambito di Wroclaw Capitale Europea della Cultura 2016. Per l’occasione sono state annunciate le partecipazioni di artisti da tutto il mondo, tra cui Eugenio Barba, Peter Brook, Tadashi Suzuki, Theodoros Terzepoulos, Robert Wilson, Romeo Castellucci, Heiner Goebbels, Krystian Lupa, Valery Fokin, Pippo Delbono, Jan Fabre, Ariane Mnouchkine.

Don Juan (Don Giovanni)

di Molière

traduzione in rumeno Maria Rotar

regia Roberto Bacci
scenografia Marcio Medina
drammaturgia Stefano Geraci
assistente alla regia Silvia Pasello, Maria Rotar
assistente ai costumi Ilona Lorincz
maestra di canto Katalin G. Incze
ideatore luci Jenel Moldovan
Don Giovanni Matei Rotaru

Sganarello Cătălin Herlo

Donna Elvira Sânziona Tarţa

Il Commendatore Irina Wintze

Don Luigi Petre Băcioiu

Don Carlos Cristian Grosu

Don Alonso Miron Maxim

Carlotta Anca Hanu

Maturina Adriana Băilescu

Pierrot Radu Lărgeanu

Il povero Miron Maxim

Le anime del commendatore Alexandra Tarce, Diana Buluga, Paula Rotar

Soprano Sânziana Tarţa

Musicista Renata Burcă

 

direzione tecnica Doru Bodrea

luci Mădălina Mânzat, Alexandru Corpodean, Ionuț Maier

musiche Marius Rusu

suggeritore Crina Onaca

Fonte: Teatro della Toscana - Ufficio Stampa

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