Il panorama epidemiologico, clinico e terapeutico è completamente cambiato: si è ridotta l’incidenza di alcune neoplasie che precedentemente dominavano il quadro epidemiologico. Globalmente la mortalità tumore specifica si è ridotta sotto al 50%, con particolare miglioramento nelle neoplasie del colon-retto e della mammella, grazie anche ai progressi nelle terapie mediche. L’oncologia è sicuramente uno dei campi della medicina in cui la metodologia della ricerca clinica si è evoluta e ha visto sempre più crescere il suo peso, concettuale e pratico.
Accanto a questi significativi progressi di ordine strettamente terapeutico vanno rilevate alcune caratteristiche organizzative, economiche e sociologiche che improntano in modo rilevante questi ultimi anni nel nostro e in altri paesi: esiste ormai una rete diffusa di strutture di assistenza oncologica che copre tutto il
territorio nazionale, anche se in misura non completamente omogenea; il livello di integrazione assistenziale, sia all’interno delle singole Istituzioni sia tra ospedali differenti (Reti regionali, Aree Vaste, Dipartimenti provinciali, modelli hub & spoke), sta progressivamente migliorando.
È allo stesso tempo scontato e condiviso che i risparmi generati dai farmaci off- patent (generici e biosimilari), congiuntamente alle politiche sull’appropriatezza prescrittiva e sulle misure di sostenibilità economica, costituiscono elemento essenziale in ogni mercato per garantire l’accesso e la rimborsabilità dell’innovazione. È nello stesso interesse delle stesse aziende orientate alla ricerca essere a favore di un ampio sviluppo dei mercati, come condizione essenziale per garantire la possibilità di market access e di rimborso dei nuovi farmaci della propria pipeline. Tra le cure innovative contro il cancro spunta la quarta arma e cioè l'immunoterapia oncologica. L'immunoterapia sfrutta la capacità immunitaria dell'organismo che se propriamente stimolata e indirizzata è in grado di distruggere selettivamente le cellule tumorali senza recare danno alle cellule sane. Questa terapia innovativa ha dimostrato in studi clinici sul melanoma, ma anche sul polmone e sono in corso sperimentazione su altri tumori, non solo di aumentare la vita libera da malattia, ma anche la coda dei lungo sopravviventi con percentuali sinora sconosciute nel campo del trattamento di alcuni tumori a prognosi infausta.
In ambito regionale, se si prendono in esame le patologia oncologiche a maggiore incidenza la provincia di Massa-Carrara è in linea con i livelli delle altre realtà toscane. Il numero di malati di tumore a stomaco, mammella, colon/retto e prostata è analogo a quello di altre province della nostra regione: il “picco” riguarda il mesotelioma al polmone, esattamente come accade nel comune di Viareggio o alla Spezia, ed è riconducibile alle attività industriali soprattutto nel settore della cantieristica che per anni hanno fatto ampio ricorso all’amianto. I dati, che non presentano una situazione di allarme, sono in linea con quelli della provincia e della regione e si nota una diminuzione generalizzata di tumori registrati sulla base dei ricoveri ospedalieri, con alcune anomalie che obbligano a tenere sotto controllo alcune tipologie tumorali.
Fonte: Ufficio Stampa
