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Arcidiocesi, l'intervento del cardinal Betori all'assemblea del clero

Analisti sociali constatano "che, prima ancora che deficitaria sul piano delle risorse economiche e strutturali per il suo sviluppo, la società italiana appare povera di uno sguardo fiducioso sul futuro" e "povera di visioni condivise. Il ripiegamento sull'oggi e sulle esigenze individuali inquina la nostra cultura e impedisce di dare il sostegno spirituale e valoriale di cui necessita ogni crescita. La lettura dei social appare al riguardo deprimente, senza con questo voler dare eccessivo valore a una modalità di comunicazione che raccoglie alcuni settori delle società, ma che fatico a identificare con il sentire del popolo". Così il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, concludendo l'assemblea diocesana del clero. "L'eroismo di tante nostre famiglie è continuamente messo alla prova da un'atmosfera che viene riempita di controvalori, visioni negative e parziali, individualismo, egoismo e consumismo, di desideri che vogliono farsi leggi, di tendenze nichiliste". "Abbiamo un problema di cultura diffusa che rischia di corrompere la cultura condivisa e farci perdere le cose buone che l'incontro tra la fede e il genio della nostra gente ha prodotto nei secoli. Occorre reagire, come ricordava Papa Francesco nel novembre scorso nella nostra cattedrale. "La Chiesa - queste le parole del Papa - sappia anche dare una risposta chiara davanti alle minacce che emergono all'interno del dibattito pubblico' e "credete al genio del cristianesimo italiano, che non è patrimonio né di singoli né di una élite, ma del popolo di questo straordinario Paese". "Autorevoli osservatori della realtà sociale - ha aggiunto Betori - ci aiutano a individuare come, pur nella crisi, continuino a valere certi 'fondamentali" che hanno costruito l'Italia così com'è risorta dall'ultima Guerra mondiale: primato del soggetto e della persona, tendenza alla proprietà, propensione a fare impresa, ruolo della famiglia, sostegno del welfare, radici nel territorio. Ma è anche vero che gli stessi studiosi osservano come crescano il bisogno di sicurezza e la ricerca di certezze. Su quest'ultimo punto abbiamo spazi di azione e compiti di responsabilità non da poco, per aiutare a sfuggire le sirene fondamentaliste da una parte, religiose e non solo, ma anche per entrare liberamente nel dibattito pubblico con la forza della testimonianza".

Fonte: Ufficio Stampa

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