gonews.it

Il messaggio della Rsu comunale: "Perché l'assemblea del personale dei nidi il giorno di apertura dell'utenza?"

"I motivi che hanno spinto lavoratrici e lavoratori dei nidi pubblici fiorentini a riunirsi in assemblea proprio all’apertura dell’anno educativo non sono di natura corporativa e neppure sono volti alla difesa di piccoli privilegi, come vorrebbero far credere i nostri amministratori.

La stampa cittadina ha presentato quei motivi come una protesta contro la chiusura di un calendario educativo che slitta dalla fine di giugno al 15 luglio privandoci di un misero “straordinario”.

Ma quale straordinario??? Noi chiediamo semplicemente la corretta applicazione del nostro Contratto di lavoro - rispettato dalla stragrande maggioranza dei comuni toscani e italiani - che prevede che l’anno educativo si chiuda entro la fine di giugno (così come accade alla scuola dell’infanzia).

La volontà politica fiorentina e regionale, contro ogni criterio di buon senso e di giustizia, interpreta una stessa norma del contratto (articoli 30 e 31 CCNL identici) in modo ingiustamente diverso, da cui l’applicazione per la scuola dell’infanzia di un calendario scolastico diverso dal nido…proprio ora che anche a livello nazionale si parla di scuola 0/6!!!

Circa il mese di luglio, alla stampa forse sfugge che ormai lo garantiamo da molti anni ai cittadini e che non è una novità proposta dall’Assessora Giachi! Lo offriamo per ben 4 settimane, il massimo previsto contrattualmente come eventuale servizio “aggiuntivo”. Questo prolungamento veniva offerto A TUTTI I CITTADINI CHE NE FACEVANO DOMANDA e che pagavano in proporzione all’uso che facevano dei servizi, aperti in base alle esigenze con il personale necessario, senza inutili sprechi. OGGI INVECE I CITTADINI PAGHERANNO OBBLIGATORIAMENTE IL SERVIZIO FINO A META’ LUGLIO, anche coloro che non utilizzeranno il nido (che ad oggi rappresentano più della la metà dell’utenza)! E tutto questo viene fatto passare come potenziamento dei servizi!!

Riteniamo non ci sia nessun potenziamento né miglioramento nell’incentivare le famiglie a disporre dei servizi nel mese di luglio. Un genitore non vorrà vedersi decurtato lo stipendio dal congedo parentale se comunque dovrà pagare anche il nido, sicuramente manderà il bambino al nido e rinuncerà al congedo.

Che ne sarà del diritto al riposo dei bambini in tenera età e del diritto dei genitori di trascorrere una piccola parte dell’anno con i loro bambini? Sono queste le politiche virtuose attuate dal nostro Comune per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro? Ma se non si preoccupano le Istituzioni di sostenere questi diritti, chi se ne deve preoccupare? Ed è ben vero che a monte mancano politiche sociali che promuovano le dovute tutele dei bambini, della paternità e della maternità. Ma queste non miglioreranno mai se in primis sono le Amministrazioni pubbliche a “istituzionalizzare” la chiusura del nido il 15 luglio disincentivando, almeno chi può, a trascorrere un tempo prezioso (che non tornerà mai più) con i propri figli piccoli.

La nostra Amministrazione, anziché vantarsi di una presunta efficienza economica legata ad un’interpretazione del contratto di lavoro NON riconosciuta nel resto della penisola, dovrebbe smettere di attuare una politica miope rispetto agli autentici bisogni dei bambini e delle famiglie".

Fonte: FP CGIL Firenze

Exit mobile version