"Scade lunedi alle 12.30 il termine per la presentazione delle offerte di partecipazione al Bando di gara per la concessione e la gestione delle attività delle Mura Giardino Scotto e Bastione San Gallo.
Una gara che vale complessivamente quasi 10 milioni di euro e che vedrà l'affidamento decennale di una parte dei beni che hanno fatto parte di progetti PIUSS. Ricordo che la gara è stata costruita sulla base di un lavoro di ricognizione affidato con gara ulteriore a un soggetto esterno per un costo di 25.000 euro.
Si apre ora una fase importante: le risorse investite dalla collettività renderanno in termini di promozione di lavoro buono e sicuro, innovazione culturale e nel campo dei servizi, sviluppo del turismo sostenibile?
A leggere il bando di gara sembra un po' di essere davanti alla montagna che ha partorito il topolino:
è preoccupante infatti che nell'economia generale del punteggio previsto, solo 10 punti vengano assegnati alla qualità del progetto culturale e 35 al progetto gestionale.
Nessun punteggio è previsto per la qualità del lavoro coinvolto: non si parla di favorire l'occupazione giovanile o di recuperare le persone fuoriuscite dal lavoro o di potenziare l'occupazione femminile. Anzi: il costo del lavoro è relativo a 14 persone per la maggior parte part time e di bassa qualifica.
Ma vi sono altri elementi di preoccupazione: il bilancio delle Mura si regge sulla vendita in un anno di 128.000 biglietti per le visite. Tenendo conto che residenti e altre fasce di popolazione potranno accedere gratuitamente e che il turismo a Pisa, allo stato attuale, fatica a uscire da Piazza dei Miracoli, questa cifra appare estremamente ottimistica
Il bilancio invece del Giardino Scotto/Bastione, su 676.000 euro di ricavi complessivi presunti, vede un'entrata di 325.000 per la celebrazione dei matrimoni dove per l'organizzazione dei banchetti si prevede un introito di circa 300.000 euro. Si prevedono poi altri 247.878 dalla gestione del bar. Di fatto la gestione di questo comparto consiste per l'85% nella gestione della attività di bar e ristorazione.
Infine per poter partecipare al bando è richiesto un fatturato negli ultimi 3 anni di 1 milione di euro. Insomma, niente start up o imprese giovani.
Alla fine ci si domanda se davvero la strada dell'affidamento della gestione di questi spazi a soggetti esterni, con l'idea di esternalizzare anche rischi, sia quella giusta per promuovere una svolta nell'identità della città verso servizi innovativi. In questo quadro non si riesce a cogliere quanto le realtà più vivaci sul piano culturale e il lavoro qualificato potranno trovare spazio.
La domanda è: Pisa is culture or bar restaurant?"
Simonetta Ghezzani, Capogruppo consiglio comunale Sinistra Ecologia Libertà
