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Una rosa rossa per Vania, il presidente Rossi all'obitorio: "Chi uccide le donne è un infame"

Una rosa per Vania. Il presidente della Regione Enrico Rossi ha voluto rendere omaggio stamani, all'obitorio dell'ospedale Santa Chiara di Pisa, alla salma di Vania Vannucchi, la giovane donna arsa viva e morta per mano di un uomo, ennesima vittima di una lunga lista di violenze.

Dopo aver sostanto in silenzio davanti al corpo di Vania, il presidente si è intrattenuto brevemente con gli operatori e i responsabili dell'anatomia patologica dell'ospedale. Poi si è soffermato davanti a un  lettino anatomico, depositando, come estremo saluto, una rosa rossa.

 

"Persone malvagie, vili, infami". Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi oggi ha definito gli uomini che maltrattano e uccidono le donne, dopo essere stato all'obitorio di Pisa a rendere omaggio alla salma di Vania Vannucchi, la giovane donna morta bruciata a Lucca.

"Ciò che è accaduto è sconvolgente - ha aggiunto Rossi annunciando il raddoppio delle risorse messe a disposizione dalla Regione per le politiche contro la violenza sulle donne -, non c'è nulla che possa giustificarlo, non basta nemmeno parlare di follia, anzi può sembrare giustificativo. Vania voleva affermare la propria libertà di decidere della propria vita e delle proprie relazioni. Questo è punto critico. Quello che è avvenuto è un delitto gravissimo: il Parlamento ha già fatto ma forse dovrà pensarci ancora. Non c'è ancora quella nettezza, quel sentimento di espulsione dal consorzio civile nei confronti degli autori di questi delitti".

Il presidente della Toscana ha spiegato che ai 250 mila euro che erano già in bilancio contro la violenza alle donne si aggiungono adesso altri 200 mila euro. Quattrocentomila saranno a disposizione per il 2017.

La Regione si propone, ha aggiunto Rossi, di costituire una governance a livello regionale per le politiche e i servizi contro la violenza sulle donne a cui prenderanno parte, oltre alla Regione, l'Anci, un rappresentante della commissione pari opportunità e un rappresentante di ciascuno dei 24 centri antiviolenza attivi nella regione.

La Toscana ha investito risorse anche nella formazione dei docenti sui temi della violenza di genere. La Regione sta dunque investendo mentre si attendono invece i finanziamenti statali.

L'ultimo trasferimento di risorse risale infatti ai biennio 2013-2014 (763 mila euro per la Toscana) mentre per i due anni successivi ancora non è arrivato nulla. "Aspettiamo le decisioni del Governo e dei Comuni per il finanziamento dei centri", ha concluso il presidente della Toscana.

"Di fronte a stragi di questo tipo bisogna agire su tutti i livelli, sul piano sanitario e in tema di prevenzione. A questo proposito, è importante l'accordo fatto con l'ufficio scolastico regionale e stiamo lavorando anche con l'università", ha osservato la vicepresidente Monica Barni. L'assessore alla Salute Stefania Saccardi ha ricordato il lavoro svolto nella rete sanitaria toscana, primo presidio di assistenza di donne e minori maltrattati attraverso il progetto Codice rosa.

"Noi abbiamo da qualche anno in Toscana una assoluta eccellenza che è stata mutuata a livello nazionale - ha sottolineato -. Noi abbiamo l'obbligo, come istituzioni, di garantire alle donne una rete di protezione anche durante i tempi lunghi, terrificanti del processo. Bisogna chiedere e dare risposte in termini di assistenza a quello che succede ad una donna nei 5-6 anni in cui si celebra il processo al suo violentatore o aggressore. Come può essere allontanata dal luogo dove ha subito violenza, per esempio. Il percorso di assistenza comincia con il Codice rosa che garantisce innanzitutto riservatezza alla donna e poi la indirizza ai centri antiviolenza che la seguiranno"

Fonte: Regione Toscana

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