E’ stato Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale, a pronunciare l’intervento di apertura alla cerimonia di commemorazione di Giovanni Spadolini, a San Miniato al Monte. Accompagnato dalle chiarine e dal Gonfalone del Comune di Firenze, il presidente è intervenuto in ricordo dello statista fiorentino nel 22° anniversario della scomparsa. “Questo è un appuntamento che nel tempo si è consolidato proprio come avrebbe voluto lui, laico, così rispettoso e profondamente intriso di sentimento religioso”, ha detto Giani. A precedere gli interventi - accanto a Giani il vicepresidente della Fondazione Nuova Antologia, Sandro Rogari e Francesca Paolieri, per il Comune di Firenze –, infatti, la tradizionale messa di padre Bernardo e quindi la cerimonia dinanzi alla tomba, concepita e realizzata “in famiglia” dal fratello Pier Luigi. Giani ha osservato l’assoluta “semplicità, marmo e alcuni fogli che si posano l’uno su l’altro”, a simboleggiare “le sue carte così amate” ed esprimere, nell’eternità, “finalità e pensiero di una vita”. Nella scritta su quella tomba – “un italiano” – si racchiude “il significato di un’esistenza spesa con dedizione a servizio della collettività, che per Giovanni Spadolini era prima di tutto la comunità della nostra Italia”, ha aggiunto il presidente dell’assemblea regionale.
Giani ha commentato l’assenza alla commemorazione, “per la prima volta”, di Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Nuova Antologia. Un’assenza “altamente positiva: in questo momento Giovanni Spadolini viene ricordato alla Camera dei Deputati con l’assegnazione di un toponimo in uno degli spazi più prestigiosi, e il ministro Franceschini ha voluto un convegno di altissimo profilo, nazionale e internazionale, a ricordo delle nostre istituzioni” e dello statista fiorentino.
Fonte: Consiglio Regione Toscana
