“Riguardo alle ventitré società partecipate, che gravano sul bilancio regionale e che non sempre funzionano bene, spicca negativamente il caso di Fidi Toscana per la quale la Corte dei Conti parla d’ingenti perdite, rischi finanziari preoccupanti e prassi contabili non sempre improntate su necessari principi di regolarità e legittimità" . “La perdita quest'anno è stata di 3,5 milioni di Euro, ma sarebbe stata di 8,8 milioni se non fosse stato contabilizzato un utile per la cessione di attività finanziarie”. “Inoltre la Corte dei Conti scrive testualmente che si può ipotizzare che, se non vi sarà un’inversione di tendenza nella gestione, la società potrebbe entrare in una sofferenza in termini di cassa: la fonte prevalente di finanziamento è costituita dall’indebitamento che ora rappresenta circa il 90% (contro il 73% dello scorso anno)”. “Non posso che condividere la riflessione generale della Corte sulla necessità di ridurre il ricorso alle società partecipate, troppo spesso operanti fuori dai controlli e con costi di gestione stratosferici”.
“Riguardo poi alle Politiche della salute – continua Sarti – era attesa una capacità di riduzione delle spese del 10%, invece ESTAR (Ente di Supporto Tecnico Amministrativo Regionale) ha incrementato nel 2015 rispetto all’anno 2014 del 16,4% (contro l’aumento in precedenza delle tre ESTAV del 7,7%): si registra tra l’altro che se da una parte si riduce nella popolazione l’utilizzo dei farmaci generici, dall’altra la spesa per prodotti farmaceutici cresce”.
“Se la nascita di un unico ESTAR regionale era dettata dall’obiettivo di nuovi risparmi, la struttura dell’attuale ESTAR a oggi costa di più che le tre precedenti strutture; sono aumentate anche le spese del personale per il proliferare delle posizioni organizzative e un’altra voce importante è per il pagamento dei service e dell’indotto collegato a essi”. “Come dire, non si è riusciti a razionalizzare questa questione su un livello unico regionale, determinando tra l’altro un’evidente disomogeneità“.
“Inoltre, la struttura ESTAR, come d’altronde rileva la stessa Corte dei Conti, ha fallito dal punto di vista della programmazione nell’acquisto di beni e servizi, tant’è vero che la Direzione generale della sanità ha dato disposizione alle singole Aziende sanitarie di fare autonomamente”.
“Questo era il nostro timore sulla riforma sanitaria: le grandi fusioni organizzative in sanità sono ad alto rischio di fallimento e oltre un certo livello di accentramento è a rischio di collasso l’efficienza dello stesso sistema”. “Non è scontato come stiamo vedendo neanche il risparmio, anzi sono noti casi in cui è successo il contrario: per reggere il sistema si assiste a un proliferare di figure intermedie che hanno un costo nuovo”.
“Infine, più in generale, per i prossimi anni si affaccia un altro problema su cui vigileremo: l’impatto che sui bilanci delle aziende sanitarie iniziano ad avere gli oneri dei project financing e che rappresenteranno per il prossimo futuro un problema di ampia dimensione”.
Fonte: Uffiio Stampa
