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Impianto Colorobbia, 'Citta e Lavoro': "Tanto rumore, e poi?"

"Come temevamo, anche stavolta è avvenuto quello che sempre accade quando non si vuol parlare “fino in fondo” di uno specifico argomento: lo si sommerge di polemiche che trovano sponda nel canonico repertorio di mezze falsità e mezze verità.

Ci  riferiamo  alla  discussione  in  corso  sul progetto di un nuovo “Impianto di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi…”, presentato dalla Colorobbia S.p.a., a proposito del quale, come Gruppo consiliare “Gruppo misto – Città e Lavoro”, nell’ultimo Consiglio comunale, abbiamo chiesto al Sindaco, nella sua funzione di Autorità Sanitaria, garanzie sulla salute dei cittadini.

Abbiamo scelto di approcciarci a questo importante argomento nella sede opportuna: il Consiglio Comunale, e nella forma più neutra possibile: quella dell'interrogazione, perché era nostra intenzione dare all’Amministrazione Comunale lo spazio per fornire alla cittadinanza quella necessaria informazione che, nella trasparenza più assoluta, non deve mai mancare su temi di questa rilevanza. La tutela della salute dei cittadini è – e deve continuare ad essere – sempre al primo posto.

Ci siamo ritenuti soddisfatti dell’impegno preso dal Sindaco ed abbiamo preso a nostra volta l’impegno di continuare a chiedere informazioni qualora ne ravvisassimo la necessità. L’intento di Citta e Lavoro è quello di mantenere alta l’attenzione, di attivare un “monitoraggio pubblico” – serrato, continuo – sullo stato di avanzamento del progetto, in modo che la cittadinanza venga sempre correttamente informata, via via che l’Amministrazione Comunale entra in possesso delle informazioni, delle valutazioni e delle interpretazioni sui rischi che l’impianto potrebbe causare.

Ciò che chiediamo è la rassicurazione da parte dell’istituzione politico-amministrativa più vicina ai cittadini che ciascuna istituzione o agenzia coinvolta in questo processo – in questo momento – faccia rapidamente e con competenza a propria parte, e lo faccia nel primo fondamentale interesse della salute.

E’ su questa base che il Città e Lavoro, nello stesso Consiglio Comunale, ha presentato anche una mozione per vietare l’uso del pericoloso diserbante Glifosato, mozione che è stata respinta a partire da considerazioni regolamentari sulle quali, siamo abbastanza certi, le apposite strutture tecniche avrebbero potuto trovare un’opportuna risposta. La nostra era una richiesta politica, civica potremmo dire, su una questione importante alla quale si sarebbe dovuto dare, dall’altra parte, una risposta coraggiosa e di tenore politico, capace cioè di delineare in maniera inequivocabile che l’interesse primo di questo comune è la salute dei cittadini. Tutto il resto sono tecnicismi, rinvii ad altre competenze, attese! Posizioni interlocutorie, tecnico-regolamentari, di attesa sulla questione entrale della saluto, non possono convincerci!

Le polemiche che sono seguite alla seduta del  Consiglio, come detto in precedenza, si basano su mezze verità e mezze falsità, ed il risultato che ottengono è solo quello di distrarre l’attenzione dal cuore del problema.

Spostare sistematicamente l’attenzione su “ipotesi di chiusure aziendali” o “sul futuro industriale del Circondario Empolese” – come è stato fatto dalle cosiddette “Parti Sociali” in risposta allo sfogo (forse un po’ troppo colorito) di due concittadini – e non sulla presa di posizione di una parte politica, ottiene il solo risultato di distrarre dal vero tema: quali saranno le conseguenze sulla qualità e salubrità dell’aria, dell’acqua, dell’ambiente nel suo complesso, nel Circondario Empolese, con l’aumento delle immissioni di sostanze derivanti dal trattamento finalizzato allo  “…smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi…”?

Informazione e puntuale coinvolgimento della cittadinanza da un lato e scelte chiare in tema di salute dall’altro: questo è quanto chiede, in questo momento, Città e Lavoro, confortati dalla stessa Costituzione: 

“Art. 41 L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

Il nostro auspicio è che in questa vicenda ognuno svolga il proprio ruolo senza ergersi a maestro o prendere a pretesto un tema di fondamentale importanza come la salute, per alimentare polemiche che nulla aggiungono alla comprensione dei fatti, rendendo poco chiaro l’orizzonte politico di riferimento". 

Associazione 'Città e Lavoro' - gruppo consiliare

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