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Il concerto dei Massive Attack alla Visarno Arena alle Cascine

(foto: gonews.it)

Novanta minuti scarsi di spettacolo e una quindicina di pezzi del loro miglior repertorio, e alle spalle tante domande esistenziali, prese dalle ricerche che popolano i motori di ricerca più in voga al momento.
È quanto hanno fatto i Massive Attack nel loro concerto di ieri sera, domenica 24 luglio, all'arena allestita nell'ippodromo del Visarno alle Cascine per uno dei concerti di punta dell'estate fiorentina 2016.

C'erano quasi tutti i pezzi classici del collettivo di Bristol, almeno quelli che li hanno fatti apprezzare al grande pubblico sin dal loro album di esordio del 1991, dal quale hanno suonato "Unfinished sympathy" a chiusura dell'esibizione, fino ad "Angel" e "Man next door", due dei pezzi estratti da "Mezzanine" (1998), interpretati da Horace Andy, artista giamaicano che anche 18 anni fa diede la propria voce ai due pezzi e che ieri sera ha usato le proprie stampelle come appoggio per muovere pochi stentati passi a ritmo della musica che cantava.
C'erano tutti anche i musicisti, a partire da Robert '3D' DelNaja e Grant 'Daddy G' Marshall, che SONO i Massive Attack e che hanno inventato il genere di musica che portano in giro, il trip-hop, anche chiamato 'Bristol sound', ovvero la cittadina dal quale è partito tutto il movimento musicale.

Le domande esistenziali, si diceva. Dietro la band un grande schermo a led nel quale sono state proiettate per tutta la durata del concerto le ricerche che la gente fa su Google e simili: "How do I...?", "Come faccio a...?", e via richieste di aiuto alla rete per capire come fare a vivere, ad andare avanti. Un incedere di messaggi esistenziali, affiancati a nomi che hanno fatto la storia della libertà di pensiero e che scorrevano anch'essi sui led bianchi sullo sfondo nero. E non solo: l'omaggio dei Massive Attack è andato a tutte le stragi recenti impiegando il motto comune "Je suis" che man mano precedeva Charlie, Orlando, Nizza, Istanbul, Baghdad e gli altri luoghi ultimamente tristemente famosi.
E tramite le scritte sullo schermo i Massive Attack hanno invitato chi guardava alla condivisione e all'unità per superare questo particolare momento storico.

Il concerto si è inceppato un paio di volte, come ha twittato lo stesso DelNaja sul profilo ufficiale della band: "Chiedo scusa a tutti per lo spettacolo di Firenze. Stavo male e ho perso la voce".

Christian Santini

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