"Una nuova tegola giudiziaria si è abbattuta sul Sindaco di Peccioli e la sua Giunta. La I^ sezione del TAR ha riconosciuto, con sentenza n.1212 del 15 luglio scorso, il diritto delle famiglie con figli all’asilo nido comunale ad essere rimborsate, con gli interessi, per gli aumenti illegittimi applicati lo scorso anno.
La vicenda, che avrebbe dell’incredibile in qualunque altro contesto, assume toni grotteschi per un Comune come il nostro, che si concede spese folli per opere più che discutibili, come i 75.000€ per un “parco avventura urbano” o i 50.000€ per un’aiuola la cui unica utilità è ostacolare l’accesso ad una delle principali chiese del paese; per non parlare poi dei 500.000€ destinati all’abbattimento di una cappella ottocentesca e alla sua sostituzione con un “pergolone” in vetroresina! Vediamo di ricapitolarla.
A metà dello scorso anno scolastico, quando i bambini sono già inseriti nel percorso didattico del nido e hanno ormai stabilito quel profondo legame affettivo che inevitabilmente si forma con le educatrici, l’Amministrazione dispone unilateralmente un aumento cospicuo delle tariffe, con effetto dal primo gennaio, in barba al buon senso e in violazione delle condizioni stabilite dal contratto sottoscritto dai genitori al momento dell’iscrizione. Il tutto per risparmiare poche decine di migliaia di euro!
Nonostante l’atto della Giunta sia chiaramente ingiusto, il Sindaco non recede dalla sua decisione. Inizia una battaglia mediatica contro i genitori, offendendo e intimidendone alcuni con attacchi personali sulla stampa, e decide di impegnare la modica somma di 10.000€ (del Comune) per resistere in giudizio di fronte al ricorso (a proprio rischio e proprie spese) delle famiglie. Famiglie che nel frattempo si vedono costrette a pagare le nuove tariffe maggiorate. Come era facile prevedere, il 13 luglio 2015 il TAR decreta inequivocabilmente che gli aumenti non sono legittimi e dunque il Comune deve restituire ai genitori la parte non dovuta (più 3.000€ di spese legali). La sentenza è esecutiva.
In un comune normale – come ad esempio Viareggio, tanto per citare un caso analogo – la storia si chiuderebbe qui, con la restituzione di quanto indebitamente riscosso e le scuse dell’Amministrazione. Scuse che dovrebbero essere rivolte non solo agli utenti dell’asilo nido, per il danno materiale e il disagio cagionato durante tutti questi mesi, ma a tutta la cittadinanza, per il discredito che Peccioli ne ha ricavato.
Dunque, tutto finito? Assolutamente no: il Sindaco di Peccioli si deve distinguere, sempre e comunque. Decide infatti di ricorrere in appello, impegnando altre somme pubbliche in un nuovo conflitto giudiziario e obbligando i genitori a nuove spese. E soprattutto, in virtù di questo ricorso, decide di non ottemperare alla sentenza esecutiva del TAR: niente rimborso ai genitori!
Ovviamente i genitori non possono far altro che appellarsi ulteriormente al TAR contro un Comune refrattario a pagare il dovuto. E dopo nuove scaramucce legali (durate un anno!) si giunge infine alla sentenza della scorsa settimana: il Comune dovrà pagare con gli interessi. Dulcis in fundo, questa volta il Tribunale si vede costretto a richiedere la nomina di un commissario prefettizio per vigilare sull’effettivo adempimento da parte del Comune!
È dunque questa la magnificenza di Peccioli, il piccolo Comune dalle grandi risorse e dalle ancor più ampie vedute, che per risparmiare una frazione esigua del proprio bilancio si ritrova in casa un commissario ad acta, a verificare che venga davvero restituito il maltolto? È questa la famosa lungimiranza del suo Sindaco, che inscena una vergognosa crociata contro i propri stessi concittadini, colpevoli di aver legittimamente preteso il rispetto di un semplice contratto? È questa la capacità amministrativa di un’intera Giunta, che si è lasciata condurre verso quest’onta e si appresta a seguire nuovamente il Primo Cittadino verso un appello dall’esito scontato, senza sollevare alcuna voce di dissenso?".
Lista civica Un Comune per Tutti
