"'Una legge regionale sulle modalità di insediamento delle multinazionali nei nostri territori, subordinandone la presenza al rispetto di criteri di politica industriale fissati dalla Regione sulla base del principio dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale, introducendo una serie di vincoli per non permettere delocalizzazioni speculative da parte di soggetti imprenditoriali'.
E’ questa una delle richieste che ieri il Consiglio Comunale di Pisa in occasione della discussione sulle difficilissime vertenze della Carlo Colombo e della Ericsson ha fatto proprie con l’approvazione dell’atto di indirizzo presentato dal gruppo consiliare Una città in comune-Rifondazione Comunista.
Si tratta di un fatto politico di valenza nazionale, in quanto per la prima volta si prova a praticare con atti amministrativi una concreta inversione di tendenza per bloccare quel modus operandi predatorio tipico delle multinazionali.
Non più tappeti rossi e corsie preferenziali per chi fa della riduzione del costo del lavoro, della massimizzazione del profitto a discapito dei diritti la propria filosofia d’impresa, ma una serie di norme stringenti che le aziende devono rispettare se si vogliono insediare in Toscana.
Si tratta di un cambio di direzione che il movimento antiliberista chiede da anni e che oggi con l’approvazione di questo atto di indirizzo prova a trovare una sua prima concretizzazione.
Ora per noi la battaglia si trasferisce in Consiglio Regionale affinché questa richiesta diventi una legge che metta al centro la tutela dei diritti, del lavoro e dell’ambiente, applicando così quanto previsto dalla nostra Costituzione che sancisce la subordinazione della libera iniziativa economica privata al principio dell'utilità sociale".
Una città in comune, Partito della Rifondazione Comunista, Si Toscana a Sinistra
