"Non è un problema presente soltanto in Azimut ma questa situazione riguarda anche tante altre ditte di subfornitura di servizi per le maggiori aziende nautiche viareggine - ha sottolineato Nicola Riva - e per questo vogliamo lanciare un appello alla ri-sindacalizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici degli appalti affinché possano vedere riconosciuti i loro diritti alla retribuzione, alla sicurezza e alla salute".
"Al termine dell'appalto questi lavoratori sono stati licenziati e aspettano ancora gli stipendi e tutte le altre competenze - ha detto Daniela Ricchetti - perché è abituale scaricare tutte le difficoltà sui dipendenti, come sembra normale sorvolare sul rispetto delle minime norme di sicurezza, grazie alla politica del massimo ribasso.
Eppure da questi cantieri escono barche che valgono milioni di euro. Anche per questo come Cgil nazionale abbiamo raccolto oltre 3 milioni di firme su tre referendum, fra cui quello che intende stabilire una responsabilità in solido chiara, inderogabile e piena delle aziende committenti".
"Azimut si deve far carico di questi lavoratori, come già stabilisce la legge del 2003, anche perché questi soldi il cantiere li deve alla ditta Gts - ha concluso Massimo Pardini - ma preferisce trascinare la vicenda in tribunale, così poi dovrà pagare anche le spese processuali. Intanto però i lavoratori non riscuotono".

Fonte: Fiom Cgil Lucca e provincia