"Ieri sera, martedì 5 luglio, alla conferenza stampa aperta al pubblico sull'incendio della discarica del Cassero è stato inscenato l'ennesimo teatrino, dove gli attori convenuti -sindaco, ARPAT, ASL- hanno recitato la parte loro assegnata secondo copione, quella della minimizzazione del rogo e delle sue conseguenze per l'ambiente e la salute dei cittadini.
I rappresentanti di ARPAT e ASL non hanno aggiunto niente a ciò che abbiamo appreso dai giornali. e cioè che la combustione di materiali di per sé non pericolosi smaltiti in discarica ha prodotto diossine che si sono disperse nell'aria con ricaduta nel territorio circostante. Ci risulta però che riguardo alla natura dei rifiuti conferiti all'impianto ciò non corrisponda esattamente a verità: come hanno segnalato il consigliere regionale Donzelli e il portavoce provinciale di FdI-AN La Pietra, nel 2010 gli esami condotti proprio da ARPAT su materiali sequestrati evidenziarono la presenza di metalli pesanti superiori ai limiti di ammissibilità.
Quanto poi le diossine possano essere dannose per la salute non è dato sapere: infatti gli esiti della campionatura al fine di verificare l'inquinamento atmosferico non sono stati resi noti. Alla sottoscritta, che li ha richiesti, è stato risposto che saranno pronti non prima di una settimana e che non verranno pubblicati, ma inviati direttamente alla ASL, l'autorità responsabile delle analisi, la quale poi deciderà se diffonderli o meno. Ci chiediamo il motivo di questa lenta procedura e della assenza di trasparenza: che cosa c'è da nascondere o da temere? Rinnoviamo all'Amministrazione l'invito a richiedere i dati e a pubblicarli immediatamente sul sito del Comune: i cittadini hanno diritto di sapere!
Per quanto concerne la causa dell'incendio l'ipotesi più accreditata, secondo il sindaco, sembrerebbe quella del dolo, in quanto alcuni giorni fa da parte di PistoiAmbiente è stato denunciato alle competenti autorità il taglio della rete di recinzione della discarica. Ciò starebbe a significare però due fatti molto gravi, e cioè che un impianto di alta attenzione come la discarica è privo di un sistema di videosorveglianza e allarme, e che il Comune non ha mai richiesto al proprietario garanzie in merito alla protezione e sicurezza del polo di smaltimento.
Un partecipante all'assemblea ha domandato per quale motivo gli interventi sul luogo abbiano ritardato in quanto l'incendio si sarebbe originato verso le 17, quando tutti i dipendenti erano ancora in servizio.
Nessuno ha risposto, essendo stato comunicato in precedenza dal sindaco stesso che il rogo si sarebbe sviluppato verso le 18.20, quando in discarica non c'era più quasi nessuno, e che l'arrivo dei vigili del fuoco sarebbe stato tempestivo. Anche su questo lasso di tempo chiediamo a Mungai di fare chiarezza al più presto e di fornire spiegazioni dettagliate.
Un'ulteriore domanda: l'impianto è dotato di piano antincendio e della relativa autorizzazione alla attività da parte dei vigili del fuoco? Speriamo almeno che esista una copertura assicurativa contro danni propri e verso terzi.
Siamo davvero stanchi di questa ambiguità dell'Amministrazione comunale che fingendo di tutelare i cittadini e l'ambiente sembra solo difendere l'attività e i proventi della azienda: basti pensare alle insensate merende e scampagnate organizzate con i bambini nei pressi della discarica, considerata come parco o luogo di divertimento, oppure al silenzio della Giunta di fronte alla richiesta di deroga ai parametri doc e toc presentata da PistoiAmbiente in Regione per poter accogliere in discarica rifiuti pericolosi".
Fonte: Elena Bardelli, consigliere Comunale FdI-AN
