I dati relativi ai bilanci delle imprese compresenti nel triennio 2012-2014, depositati in formato elettronico dalle società di capitali pisane, segnalano un generale miglioramento delle condizioni economiche rispetto al 2013: +1,5% i ricavi, +3,2% il valore aggiunto e +7,1% il MOL. A trainare sono soprattutto la grande impresa e le realtà industriali mentre le piccole società, l’edilizia e l’agricoltura soffrono. Questi, in sintesi, i risultati che emergono dall’ultimo report su dati di bilancio, diffusi oggi dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa su dati Infocamere In.Balance. I risultati prendono in considerazione i bilanci depositati per l’anno 2014: l’ultima campagna di deposito che si è conclusa ed esclude le aziende quotate e le banche.
Tutti gli indicatori sono in positivo.
L’analisi dei bilanci segnala una crescita dei ricavi delle aziende pisane (+1,5%) inferiore alla media toscana (+2,4%) ed addirittura in rallentamento rispetto al +3,8% segnato nel 2013. Nonostante nell’ultimo anno l’incremento dei ricavi sia stato inferiore alla media regionale (+2,4%) il valore aggiunto delle società di capitali pisane (+3,2%) risulta invece superiore a quello toscano (+2,7%) grazie alla maggiore capacità di contenere i costi esterni (+0,3%) che, assieme alla limitata crescita dei costi del personale (+1,3%), consente di raggiungere un ottimo risultato in termini di margine operativo lordo (MOL, vale a dire il valore aggiunto meno costo del lavoro), in crescita di oltre 7 punti percentuali, a fronte del +3,4% messo a segno dalle società di capitali toscane.
…ma la dimensione conta
Il risultato complessivo è frutto delle dinamiche delle imprese più strutturate che, a loro volta, sfruttano soprattutto la capacità di contenere i costi e di ampliare i margini di guadagno. Le grandi società di capitali (valore della produzione superiore a 50 milioni di euro), accrescono il fatturato (+4,1%) ma, soprattutto, realizzano ottimi risultati in termini di valore aggiunto (+17,4% nel 2014) grazie al contenimento dei costi esterni. La favorevole dinamica del costo del lavoro, consente al MOL delle grandi società di sfiorare i 40 punti percentuali di crescita. Le piccole imprese (tra 2 e 10 milioni di euro per valore della produzione) riescono a mantenersi in territorio positivo sul fronte dei ricavi (+1,3%) e del valore aggiunto (+3%), ma l’incremento del costo del personale porta ad una contrazione di un punto percentuale del MOL. Resta invece critica la situazione micro società di capitali (valore della produzione inferiore a 2 milioni di euro), che non riescono né a intercettare la domanda né a recuperare margini di guadagno: fatturato (-5,1%), valore aggiunto (-4,1%) e il MOL perde oltre 10 punti percentuali.
Bene i settori industriali, male agricoltura ed edilizia
A livello settoriale sia la metalmeccanica che il cuoio recuperano terreno crescendo sia in termini di ricavi (rispettivamente +2,2% e +4,7%) che di valore aggiunto (+6,0%, +7,2%) e, soprattutto di MOL (+28,1% e +15,5%). Fortemente critica è invece la situazione delle società di capitali agricole, che nonostante la tenuta dei ricavi (+1,0%) registrano gravi crolli del valore aggiunto (-19,1%) e del MOL (-44,7%) La crisi del mercato immobiliare si ripercuote sui ricavi delle imprese edili, che perdono oltre 7 punti percentuali e a cascata su valore aggiunto (-10,2%) e MOL (-26,8%). Non è rosea neppure la situazione delle società del commercio e del turismo, che mostrano una lieve flessione dei ricavi (-0,6%) e del valore aggiunto (-2,9%) e una più accentuata contrazione del MOL (-8,1%). Per quanto concerne la redditività netta, l’industria mostra i livelli più elevati, realizzando 2,5 euro di utile netto ogni 100 euro di fatturato. Dinamiche distinte per i due principali settori industriali: mentre le società del cuoio hanno mediamente un’elevata incidenza degli utili (2,7%), tale indicatore scende allo 0,7% nella metalmeccanica: un valore al di sotto del dato provinciale. Tra i servizi, è molto esigua l’incidenza degli utili sul fatturato delle società di commercio e turismo (0,3%). In negativo gli utili netti delle società di capitali agricole ed edili.
Il punto di vista di Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio di Pisa
“I dati sui bilanci delle società di capitali pisane evidenziano come le grandi imprese, soprattutto industriali, mettano a segno risultati nettamente migliori rispetto alle piccole aziende. Consci di questa situazione – conclude Tamburini - continueremo a mettere in campo iniziative di sostegno per le piccole e medie imprese perché siamo consapevoli dell’importanza di questa tipologia aziendale per lo sviluppo armonico ed equilibrato del nostro territorio. Un sostegno che non vuol essere a pioggia, ma focalizzato su quelle realtà che fanno dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e del costante sviluppo di processo e prodotto la loro bandiera.”
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