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Emergenza immigrazione, l'Unione Inquilini: "Si rischiano le tendopoli"

(foto d'archivio)

A proposito dell'emergenza immigrazione molti (con in testa il Presidente della CRI) sostengono che "si rischia davvero il collasso...che sono finiti i posti disponibili sul territorio e per ora nessuno ha dato disponibilità di nuove strutture"; di conseguenza "potremmo dover ricorrere alle tendopoli" perché in settimana la provincia dovrà prepararsi a far posto ad altre 95 persone.

Con queste affermazioni si riduce il drammatico problema immigrazione alla sola presunta carenza di luoghi dove sistemare questi "moderni schiavi".

Prefetto, Sindaci e tutti coloro che si preoccupano dell'emergenza immigrati solo dal punto di vista abitativo dovrebbero invece sapere che molti immobili e terreni di proprietà pubblica non si vogliono utilizzare perché in vendita per ripianare i dissestati bilanci e, non riuscendoli a vendere,  gli Enti pubblici preferiscono che restino inutilizzati per decenni. Se i nostri amministratori veramente non sanno dove sono ubicati questi immobili sfitti basta che chiedano alle Sedi dell'Unione Inquilini gli indirizzi, e volentieri glieli forniamo !

L'Unione Inquilini dalla sua costituzione (avvenuta a Milano nel 1968 e a Pisa e Firenze nel 1975) ha sempre denunciato pubblicamente l'esistenza in Italia e in Toscana di un immenso patrimonio abitativo (anche di proprietà pubblica) vergognosamente tenuto sfitto per contenere i prezzi sul libero mercato, dove la casa di abitazione è considerata come una merce qualsiasi sulla quale speculare, anziché un diritto di ogni persona, come il diritto al lavoro, alla salute e all'istruzione.

Pertanto i problemi causati dalla recente immigrazione non derivano dal non avere luoghi (o meglio abitazioni) dove sistemare gli immigrati, questi ci sarebbero per i nuovi immigrati, e a maggior ragione per le decine di migliaia di italiani e immigrati ormai italianizzati che hanno fatto domanda di una casa popolare senza ottenerla.

La vera questione, che si fa finta di non vedere, sta invece su come si possono mantenere in Italia i nuovi immigrati che stanno scappando per disperazione sociale ed economica (non tanto per le guerre) da Paesi (ex colonie inglesi e francesi) tuttora sfruttati dalle multinazionali sostenute da governi dittatoriali e liberisti.

Una volta che si riuscisse a sistemare tutti i nuovi immigrati in modo diffuso sul territorio toscano, come vorrebbe il progetto Rossi, in che modo il governo Renzi e quello regionale ritengono di mantenere dignitosamente tra di noi per la loro integrazione le famiglie dei nuovi immigrati, quando per gli italiani e per gli immigrati ormai italianizzati non c'è lavoro, e quando questo c'è è precario e retribuito con salari o stipendi da fame ?!

L'Unione Inquilini di Pisa da 40 anni cerca di aiutare tutti coloro che si rivolgono alle nostre Sedi (ne abbiamo dieci in Toscana) per risolvere il loro dramma casa, senza distinzione di nazionalità, religione e, tanto meno, "razza";

ma proprio per la nostra concreta esperienza sappiamo bene che non basta dare un tetto ad una famiglia per risolvere i loro problemi esistenziali. Occorre poi pagare ogni mese l'affitto (o la rata del mutuo prima casa), le spese condominiali e le sempre più care spese per i servizi (luce, acqua, riscaldamento, rifiuti, auto, TV), senza parlare dell'abbigliamento e...il mangiare !

Tutte queste spese il governo italiano è in grado di garantirle ai nuovi immigrati ?! Se è così dobbiamo essere lieti che vengano accolti nel nostro Paese, altrimenti ci dispiace scriverlo (mettendo in conto possibili incomprensioni) è meglio che queste persone restino nei loro disgraziati e poveri (non per i governanti) Paesi africani e asiatici, senza rischiare di morire annegati o finire sfruttati da una filiera di "negrieri" internazionali che speculano sull'estremo bisogno di esseri umani col mercato dei "nuovi schiavi", come fanno col mercato della droga, della prostituzione e delle armi !

Fonte: Unione Inquilini Pisa - Ufficio Stampa

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