La commissione regionale sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd) ha approvato a maggioranza la proposta di legge recante ulteriori disposizioni in merito al riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale.
Il testo del provvedimento, che passa ora all’esame dell’aula, interviene a seguito dello stralcio apportato alla legge 84 varata nel dicembre 2015. È stato approvato con il voto favorevole dei consiglieri di maggioranza e il voto conrario dei gruppi di opposizione. Scopo della proposta di legge, introdurre alcune specifiche modifiche in linea con il processo di riorganizzazione degli assetti del servizio sanitario regionale avviato.
La commissione ha contestualmente approvato una proposta di risoluzione, con la quale, in merito alla “zonizzazione, valuta opportuno votare l’attuale testo di legge”, in attesa di una nuova “proposta da parte della Giunta, che dovrà prevedere la riduzione delle zone distretto con decorrenza dal mese di gennaio 2017”. Si definiscono infatti gli ambiti territoriali aziendali e le zone distretto che vi sono comprese.
“Avevamo preso l’impegno di esaurire il percorso in commissione entro giugno – dice Scaramelli –, l’abbiamo rispettato. Al momento c’è la fotografia delle zone distretto attuali, attendiamo nelle prossime settimane la proposta della Giunta per riformarle”.
La commissione regionale sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd) ha espresso parere favorevole a maggioranza al nuovo regolamento di attuazione della legge regionale sulle società di mutuo soccorso. “Come registrarle e come dare i contributi, c’è un pezzo di storia che aveva bisogno di nuova regolazione”, spiega Scaramelli. “Abbiamo accolto le proposte di emendamento che ci sono giunte dai soggetti interessati”. Prima del voto, sono stati sentiti, infatti, il professor Stefano Maggi, presidente della fondazione ‘Cesare Pozzo per la mutualità’ e altri rappresentanti delle società di mutuo soccorso, “che sono tante anche in Toscana, nascono nell’Ottocento, ma hanno ancora un ruolo e vanno rimesse al centro dell’attenzione”.
La legge regionale (la 57 del 2014) riconosce la funzione sociale delle società di mutuo soccorso e l’interesse locale del loro patrimonio documentario, storico e culturale. Prevede l’istituzione di un elenco regionale e l’accesso, per le società di mutuo soccorso iscritte, a contributi regionali, demandandone l’attuazione al regolamento ora approvato che stabilisce, tra l’altro, la tenuta e l’aggiornamento di tale elenco e le modalità di erogazione e rendicontazione dei contributi regionali.
Hanno votato a favore i consiglieri di maggioranza, astenute le opposizioni.
La commissione regionale Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd) ha sentito questa mattina il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin. Era stato lo stesso primo cittadino a richiedere l’audizione in merito alle scelte effettuate dalla Conferenza dei sindaci della zona. “Sono venuto qui per rappresentare alla commissione l’esclusione di Livorno dal dibattito politico – ha esordito Nogarin –. È la terza volta che accade, in questo caso parliamo di sanità: la Conferenza dei sindaci ha preferito assegnare la presidenza del direttivo al sindaco di Cecina, estromettendo di fatto la città di Livorno dall’esecutivo. La mia attenzione, però, non è rivolta alla presidenza, per la quale non ho avanzato alcuna richiesta, ma al fatto che Livorno, anche con questa estromissione, continua a subire l’ostracismo della Regione Toscana. Eppure è la seconda realtà della nostra regione per numero di abitanti, 160 mila cittadini, se non si considera la città metropolitana. È area di crisi complessa, sofferente sotto molti punti di vista. Sul tavolo sono aperti problemi legati alle infrastrutture. È inaccettabile che Livorno non possa partecipare al dialogo istituzionale, evidentemente non interessa ascoltare quello che ha da dire il sindaco di Livorno”. È una questione di “rappresentanza, come già accaduto per l’Ambito dei rifiuti e per l’Autorità idrica toscana – ha spiegato Nogarin –, di poter far sentire la nostra voce e dialogare nei luoghi istituzionali”.
“Abbiamo voluto ascoltare il sindaco, che pone delle questioni sulla sanità di Livorno”, ha dichiarato il presidente della Terza commissione, Scaramelli. “La Regione ha investito tantissimo su Livorno. È disponibile a farlo. Vogliamo condividere il percorso decisionale, cercare una soluzione che metta insieme amministrazione comunale, regione e cittadini, nell’interesse prioritario degli stessi cittadini di Livorno. Non entriamo nelle scelte delle istituzioni locali, perché non ci compete. Si tratta di scelte che vengono democraticamente assunte: sono i sindaci a votare in quell’assemblea e scegliere la rappresentanza che ritengono più adeguata. Così è avvenuto in tutte le aree vaste”.
Il consigliere Paolo Bambagioni (Pd), ha ribadito al sindaco di Livorno “che sono le assemblee a scegliere liberamente”, ma gli ha chiesto di rappresentare nel merito le questioni che riguardano “la sanità di Livorno, perché la Regione è l’interlocutore giusto e il rispetto istituzionale non deve mai venire a mancare”.
“Livorno rappresenta un momento di criticità nella politica regionale – ha osservato Andrea Quartini (Movimento 5 stelle) –. Su tutte la questione dell’ospedale, per il quale andrà istituito un tavolo con la Regione e il comune, dove trovare le soluzioni che rispondano alle scelta manifestata dai cittadini: ristrutturare il vecchio ospedale e non realizzarne uno nuovo”. Secondo Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra), “la conferenza dei sindaci deve occuparsi della riqualificazione dell’ospedale, che non è prerogativa solo del Comune, ma riguarda tutta l’area vasta”. Il consigliere Enrico Sostegni (Pd), ha osservato che “la questione posta da Nogarin deve essere ricondotta al punto di vista istituzionale e alle regole democratiche che guidano la conferenza dei sindaci. Da parte della Regione non è in discussione la disponibilità a compiere investimenti sulla città di Livorno, non parlerei di isolamento”. Francesco Gazzetti (Pd) ha ricordato che “esiste a Livorno un’altra interpretazione sul tema dell’ospedale. Arriva da più parti l’esigenza forte di realizzarne uno nuovo”. Sarebbe utile, ha proseguito Gazzetti, “aprire una riflessione in città sulla sua localizzazione”. Enrico Cantone (M5s) ha voluto manifestare “appoggio al sindaco, che è al lavoro e compie scelte per tutti i cittadini di Livorno, ma non viene messo nelle condizioni di svolgere al meglio i propri compiti. Sull’ospedale, ad esempio, il secondo padiglione con i ritardi sulla consegna dice molto sulla gestione della sanità da parte della Regione nei confronti di Livorno”.
Fonte: Consiglio Regione Toscana
