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Disordini al centro d'accoglienza, Cartei (Mc Multicons): "Solo 4 soggetti creano dissesto, abbiamo le prove"

Sui fatti avvenuti ieri, venerdì 17 giugno, al centro di accoglienza per richiedenti asilo di Molin Nuovo (Empoli) pubblichiamo l'intervista a Marco Cartei, direttore di Mc Multicons.

Come già affermato in tarda serata ieri, coloro i quali ha creato caos nel centro "sono gli stessi 4 personaggi che alcune settimane fa furono oggetto di altri gravi comportamenti, che richiese l'intervento delle forze dell'ordine. Tutti gli altri ospiti nella struttura (che ne può contare 46) non hanno mai lamentato alcunché".

Sullo specifico delle richieste dei migranti, Cartei risponde punto per punto. "Sono tutte cose infondate che possiamo dimostrare - esponde Cartei -: sulla questione carte d'identità e procedure sanno tutti benissimo che non dipende da noi, sull'acqua che non sarebbe buona da bere non c'è altro da dire se non che è la stessa che beviamo noi dall'acquedotto. Abbiamo degli insegnanti che forniscono 24 ore di lezioni di italiano alla settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Nel registro presenze, ovviamente, abbiamo trovato che i soggetti che si lamentavano non hanno mai partecipato al corso".

Stesso ragionamento per il cibo e i prodotti per l'igiene personale: "Abbiamo documenti che certificano l'acquisto e il trasporto di ogni genere alimentare, tutto questo è documentato. Sul sapone che a loro dire sarebbe troppo poco, basta dire che noi abbiamo delle procedure certificate dalla prefettura per questo tipo di cose. Dobbiamo rispettarle per legge".

Ci sono anche delle procedure precise per i contatti con i familiari via telefono: "C'è un telefono disponibile per le telefonate, a loro viene data una scheda con 15 euro di credito. Non sarebbe d'obbligo, ma noi in ogni centro abbiamo il servizio wi-fi, visto che quasi sempre ogni ospite ha un telefono personale".

È anche il momento di sfatare alcuni miti, secondo Cartei: "Questa cosa dei 35 euro a migrante deve cadere, non ci avvaliamo di centri pubblici. Contiamo un dipendente ogni circa sei ospiti di media. Abbiamo infermiere, psicologi, autisti, mediatori culturali, quasi 40 dipendenti che si occupano esclusivamente di questo".

Durante la protesta alcuni di loro si sono spogliati e sdraiati per strada, per protestare sulla loro condizione per quanto concerne il vestiario: "Probabilmente hanno aspettative alte, dicono di vivere una condizione indecente anche sui vestiti. Quello che non si sa è che sono ancora fermi ai magazzini di Montelupo Fiorentino 35 sacchi di vestiti che questi signori a Molino hanno cercato di dar fuoco". Altri comportamenti riguardano la convivenza quotidiana, "pretendono di portarsi il cibo in camera e spaccano le porte".

"L'importante  - precisa Cartei - è riportare la decenza e rendere la dignità, reintegrandoli nella società che potrà inserirli pian piano. Facciamo anche dei lavori socialmente utili con la Prociv e le altre istituzioni, a uno di loro abbiamo trovato anche lavoro".

E per le accuse rivolte rinnova l'invito a "venire a vedere la documentazione per certificare quello che stiamo dicendo".

Si parlava dell'ipotesi dell'espulsione per questi migranti che hanno protestato, è così? "La prefettura ha richiesto l'allontanamento. Non sono persone nuove a problemi di questo genere, l'ultima volta hanno sequestrato un'addetta del centro, hanno creato dissesto anche in altri centri. Con grande probabilità saranno espulsi. Il personale ha ricevuto minacce e pure io stesso sono stato minacciato. Ieri avevano nuove motivazioni, tutte le volte si lamentano di qualcosa".

È stato anche detto che gli ospiti sarebbero in una situazione fuori dalla convenzione con le prefetture per il numero di migranti presenti nella struttura. "Non è vero - smentisce Cartei -, siamo nel numero che i regolamenti ci permettono di fare. Se poi la prefettura ci dice 'Ne abbiamo dieci, stiamo attrezzando le tende, dovete aiutarci', è ovvio che noi diamo una mano. Abbiamo avuto 4 persone che per una settimana sono stati in emergenza a Molin Nuovo e poi sono state trasferite a Certaldo".

La realtà fortunatamente non è così dura: "Abbiamo negli altri 14 centri dei fiori all'occhiello, a Montelupo Fiorentino abbiamo avuto il primo centro femminile, è andato tutto bene".

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