La seduta della Commissione regionale di inchiesta sul Forteto è stata anticipata alle ore 14, in Sala Consiliare, al primo piano di Palazzo Panciatichi. Alle ore 16,30 è prevista l’audizione del giornalista Bruno Vespa.
AGGIORNAMENTO ORE 18
Il giornalista Bruno Vespa, in audizione nella commissione d’inchiesta sul Forteto attualmente in corso, appena arrivato a Palazzo Panciatichi è stato ricevuto nello studio del presidente, Eugenio Giani.
Durante l’incontro è stato fatto il punto sul lavoro portato avanti in questi anni nel Consiglio regionale della Toscana. Presente nello studio di Giani il presidente della commissione d’inchiesta, Paolo Bambagioni, con i commissari Stefano Mugnai, Andrea Quartini, Paolo Sarti, Jacopo Alberti.
Alberti (Lega Nord): "La relazione finale verrà inoltrata anche alle procure"
La speciale Commissione consiliare, incaricata di approfondire la tragica e controversa vicenda relativa alla cooperativa mugellana “Il Forteto”, è ormai quasi giunta al termine del suo lungo ed articolato lavoro d’indagine. “ Nella giornata di oggi - afferma Jacopo Alberti, Consigliere regionale della Lega Nord e membro della Commissione - è stato ascoltato il noto giornalista televisivo Bruno Vespa che, nel 2002, aveva dedicato un’apposita trasmissione alla questione Forteto.
"Vespa-afferma il Consigliere-ricorda di aver avuto varie pressioni, politiche e non, riguardo all’opportunità di programmare e mandare in onda una puntata di “Porta a Porta”dedicata alla stessa comunità mugellana. Il giornalista - rileva Alberti - è turbato dall’atteggiamento della magistratura, dato che secondo lui, anche i giudici hanno le loro responsabilità sulla tragica vicenda.”
“Le maggiori pressioni, comunque - specifica Alberti - le ha avute dalla sinistra, anche se non ricorda da che livello arrivassero(parlamentari o segreterie di partito ndr)
Inoltre, lo stesso Vespa ha ipotizzato che, in autunno, alla ripresa di Porta a Porta potrebbe dedicare una puntata agli sviluppi della vicenda, principalmente in caso di commissariamento della struttura mugellana.”
"Infine - sottolinea Alberti - lo stesso conduttore televisivo, ritiene il Forteto un’associazione a delinquere e trova assurdo che siano stati affidati dei giovani a persone condannate. A parte ciò voglio confermare che, come da noi espressamente richiesto, gli atti finali verranno inviati alle Procure di Firenze e Genova, mentre, nonostante le mie insistenze, non si è ritenuto di dover girare la documentazione anche alle più alte cariche dello Stato, come il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato, quello della Camera ed al premier Renzi.”
“Infine - conclude Jacopo Alberti - riguardo all’ipotesi Commissariamento, da noi caldeggiata da tempo, le ultime esternazioni di alcuni esponenti del Partito Democratico che paiono orientarsi verso questa soluzione, mi fanno affermare “Meglio tardi che mai”; purtroppo, tale ipotesi doveva essere adottata fin dal 2013, anche perché tuttora, col nuovo Cda(nonostante le recenti dichiarazioni del Presidente che, forse, vede concretamente aleggiare proprio la tetra prospettiva del commissariamento ndr) non vi è assolutamente quella discontinuità che sarebbe veramente auspicabile, quanto necessaria per rilanciare pienamente la cooperativa.”
Vespa conferma di aver ricevuto pressioni
“Ho confermato alla Commissione di avere subito pressioni, di natura prevalentemente politica, ma non solo. Non ci fu ‘una’ telefonata, ma una serie di telefonate, di avvertimenti, perché non si pronunciasse nemmeno il nome del Forteto. Non ho mai ricevuto così tante pressioni. L’incontro di oggi ha confermato la ‘forza’ del Forteto e sono molto contento di aver fatto quella trasmissione. Anzi, in autunno credo che ci occuperemo di nuovo di questo caso”.
Lo ha dichiarato Bruno Vespa, il noto giornalista televisivo, al termine dell’audizione svolta dalla Commissione d’inchiesta regionale, presieduta da Paolo Bambagioni. Vespa si occupò della vicenda in una puntata di Porta a Porta nel 2001, dopo la condanna subita dalla cooperativa da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo.
“E’ di grande conforto vedere forze politiche, che poi legittimamente si combattono, con posizioni ed interessi diversi, unite su un fatto così grave - ha affermato Vespa – E’ abbastanza straordinario che solo nel 2011 si sia deciso di intervenire. Come mai non si è fatta prima la commissione d’inchiesta? Siamo in presenza di due persone condannate in via definitiva per violenze sui minori nella stessa struttura cui lo Stato affidava i bambini”.
“La presenza di Vespa in commissione ci dà un forte sostegno, anche morale. Ci ha confermato che c’è una potenza, trasversale, non solo politica, che opera a livello non solo toscano, ma anche romano - ha sottolineato il presidente Bambagioni – Una rete di collegamenti di un abile millantatore, che era riuscito a tessere relazioni importanti in campo pedagogico, scientifico, politico, giudiziario ed anche dell’informazione, con giornalisti che ancora oggi stentano a credere che tutto questo sia accaduto davvero”.
Il presidente ha confermato che la commissione concluderà i propri lavori il 23 giugno prossimo, con una relazione che “al novanta per cento è già stata stesa”. “Abbiamo deciso di ascoltare di nuovo i dirigenti della cooperativa, che ce lo hanno chiesto, ma questo non intralcerà il nostro programma – ha aggiunto Bambagioni – Abbiamo lavorato in un clima positivo. I timori di una commissione d’inchiesta affidata eccezionalmente ad un esponente della maggioranza sono stati fugati. Abbiamo ascoltato oltre cento persone che avevano qualcosa da raccontarci. Penso che la relazione venga approvata all’unanimità”.
