Riportiamo qui il nostro pensiero sulla Notte Bianca del 20 giugno 2015 promossa e voluta dalla giunta comunale sangiovannese che in termini “mediatici” se ne fece vanto per successo e partecipazione.
A nostro avviso, per capire meglio cosa avvenne la notte del 20 giugno 2015, dobbiamo prima analizzare se “successo” e “partecipazione” furono le parole più appropriate a descrivere l’evento.
“Sicuramente” non è il numero di chi decise di urinare in vicoli o chioschi non trovando un bagno per i fiumi di alcol bevuti a determinarne il successo; “sicuramente” non è il numero di vetri rotti lasciati sulle strade o di biciclette rubate nelle rastrelliere a determinarne il successo; “sicuramente” non è il numero degli atti delittuosi che determina un successo, così come non ne è “sicuramente” il numero dei partecipanti.
La differenza la fanno l’organizzazione e le motivazioni per le quali si prepara un evento così importante per la promozione di una città e di conseguenza come si decide di regolare in un centro storico le iniziative più a rischio per la sicurezza dei cittadini.
Entrare nel centro storico di San Giovanni la sera del 20 giugno, fu come cercare di farsi spazio ad un “raduno” di persone, venute da ogni parte del Valdarno solo perché c’era un “ritrovo” e non perché si promuoveva la città in quanto tale.
La sera del 20 giugno del 2015 entrando a San Giovanni non abbiamo sentito che la storia della nostra città, o meglio, di Castel Sangiovanni, venisse promossa con avvenimenti culturali degni della nostra tradizione che lo stesso palazzo “Arnolfo Di Cambio” ci ricorda tutti i giorni. Non abbiamo minimamente percepito che il declino che stiamo vivendo in ogni angolo di San Giovanni tra degrado urbano e ambientale per una volta potesse lasciare spazio all’orgoglio sangiovannese di una città che, pur “ferita”, sapesse organizzarsi e promuoversi.
E sia chiara una cosa, chi crede come noi nella rivoluzione “culturale” del movimento 5 di stelle, non vorrebbe una sola "notte bianca” all’anno, ma anche più eventi oltre ad introdurre la "notte rosa", se veramente crediamo nelle pari opportunità che la Giunta comunale si è vantata più volte di voler celebrare. Ci domandiamo inoltre perché la Giunta comunale non avvertì la possibilità di promuovere non solo il centro inteso come Corso Italia e vie parallele, ma anche le piazze come Piazza della Libertà, che fu chiusa per l’occasione, ed altre strade più periferiche, con eventi culturali che conducessero i visitatori ad un tour per la città stessa a beneficio di una maggiore visibilità delle unità commerciali sparse tra le vie di San Giovanni.
Se questi eventi devono servire solo a farsi un paravento con i soldi dei cittadini a copertura delle mancanze organizzative, o peggio, a fare promozione di una Giunta che si ricorda di pulire i borri principalmente in queste occasioni per non fare figuracce con i cittadini di altri comuni, noi chiediamo con forza che l’imminente “Notte Bianca” non sia copia del 2015 onde evitare un altro “carnevale senza maschere e senza carrozze”!!
Fonte: Meetup San Giovanni Valdarno
