E' una mozione 'in merito alla promozione di una rete regionale di telemedicina' ad aprire i lavori del Consiglio regionale toscano. Esauriti ieri i pochi atti all'ordine del giorno, la seduta prevede di proseguire la discussione di un folto numero di mozioni. Tra i temi, le politiche Attive per l'inclusione lavorativa delle persone svantaggiate e i relativi finanziamenti europei, l'esposizione del crocifisso nell'aula consiliare, l'applicazione dell'aliquota Iva agevolata ai 'Marina resort', la salvaguardia della salute dei lavoratori esposti al caldo estivo, in merito al calo delle vaccinazioni in Toscana, i docenti abilitati non stabilizzati, e in merito alla riforma della normativa sulle droghe e ad un ripensamento globale delle pene detentive in Italia.
Voragine nel lungarno, interrogazione a Fratoni
Il consigliere Jacopo Alberti si è detto “parzialmente soddisfatto” della riposta dell’assessore all’ambiente e alla difesa del suolo, Federica Fratoni, all’interrogazione sulla voragine del lungarno Torrigiani a Firenze e sulle scelte in materia di servizio idrico. L’interrogazione era firmata, oltre che da Alberti, da Manuel Vescovi, Claudio Borghi, Marco Casucci ed Elisa Montemagni e, ricostruendo i fatti del 25 maggio, chiedeva se la Regione stia seguendo l’evolversi della situazione; quali azioni si intenda mettere in campo nei confronti di Autorità idrica toscane e di Publiacqua e se non si ritenga di convocarle d’urgenza, alla presenza della IV commissione consiliare; se infine non si ritenga opportuno convocare, in accordo con l’Ufficio di presidenza del Consiglio, una seduta dell’assemblea toscana ad hoc.
L’assessore, nel merito, ha affermato che la Regione “non è rimasta indifferente a tale situazione”: “sta seguendo l’evolversi della situazione”, i tecnici partecipano al gruppo tecnico costituito dal Comune di Firenze e Autorità idrica si è “prontamente adoperata, nei confronti del gestore”. Fratoni ha comunicato di avere convocato i vertici di l’Autorità idrica toscana il 14 giugno per valutare l’evolversi della situazione, la soluzione delle criticità e per discutere “le problematiche sulla manutenzione della rete idrica”, soprattutto in area urbana.
Alberti, annunciando che la consigliera Montemagni chiederà una convocazione specifica della IV commissione (ambiente) per trattare i temi in discussione, ha comunque ribadito tutte le riserve su Publiacqua, “che negli ultimi anni ha aumentato i profitti del 95 per cento e diminuito gli investimenti del 16”. Bisogna capire “cosa fare in futuro di questa società” ha detto il consigliere: “Non è giusto fare cassa”, senza avere in cambio interventi sul sistema idrico e fognario fiorentino. L’interrogazione presentata circostanziava in narrativa (citando le fonti) gli aumenti in bolletta negli ultimi anni per le famiglie fiorentine, le condizioni (amianto e perdite) delle condutture e l’indeguatezza del sistema fognario.
No al crocifisso in Aula
Il Consiglio regionale della Toscana ha respinto una mozione della Lega nord per mettere il crocifisso nell'aula consiliare. Il documento, presentato dal consigliere Marco Casucci, ha registrato il voto contrario del Pd, ad eccezione di 4 consiglieri democratici e del presidente dell'Assemblea toscana Eugenio Giani che si è astenuto motivando la propria decisione per il fatto che, dopo le polemiche dei mesi scorsi sulla presenza del crocifisso nei luoghi pubblici, ha scelto di collocarne uno nella propria stanza. Astenuto anche il gruppo M5s, mentre Sì Toscana ha votato contro. Favorevoli invece, oltre alla Lega, anche tutti gli altri rappresentanti del centrodestra.
"Il crocifisso - ha commentato Casucci - è un patrimonio civile di tutti gli italiani, poiché è chiaramente il segno dell'identità cristiana del nostro Paese ed anche dell'Europa. Un simbolo culturale, dunque, oltre che religioso, e quindi ho ritenuto giusto proporre all'aula consiliare di poter collocare un crocifisso". Secondo Casucci, "la votazione sulla mozione ha visto una significativa spaccatura in seno al Pd, considerato che cinque qualificati esponenti del Partito democratico si sono astenuti, andando così controcorrente rispetto agli altri consiglieri che si sono, viceversa, opposti alla mia iniziativa".
Crocifisso, Stella (FI): "Solo una civiltà con radici solide può dialogare con tutti"
"La maggioranza di sinistra (Pd), i 5 Stelle e Sì Toscana hanno respinto la mozione del centrodestra (primo firmatario il consigliere della Lega Nord, Marco Casucci), che chiedeva l'esposizione del crocifisso nell'aula del Consiglio regionale della Toscana. Ritengo che si tratti di un voto sbagliato, che va contro le tradizioni culturali e di civiltà del nostro Paese e della nostra regione". Lo dichiara il vicepresidente dell'assemblea toscana, Marco Stella (Forza Italia).
“Il crocifisso è un patrimonio civile di tutti gli italiani, poiché è chiaramente il segno dell’identità cristiana del nostro Paese e dell’Europa - sottolinea Stella -. Sia la Corte Costituzionale italiana che la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo hanno sentenziato che l'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici non lede la laicità e il pluralismo religioso. Anche chi non crede non può non riconoscere nel crocifisso un simbolo culturale di pace, amore al prossimo e sacrificio per gli altri, e quindi il valore universale e pedagogico della figura di Cristo".
"Stupisce - osserva Stella - la contrarietà dei consiglieri del Pd, dei 5 Stelle e Sì Toscana, a parte qualche sparuta astensione in sede di voto. Soltanto avendo chiare quali sono le radici culturali su cui si fonda la nostra società, possiamo dialogare con chi viene da altri universi valoriali. E questo è ancora più importante in un momento storico come l'attuale, caratterizzato da forti ondate migratorie e da una tendenza generalizzata al multiculturalismo. Pd, sinistra e grillini hanno commesso un grave errore, dettato ancora una volta dall'ideologia".
Caccia, le opposizioni contro il PD
"I pagamenti per i danni provocati dagli animali selvatici subiranno un ulteriore grave ritardo. Gli agricoltori possono ringraziare l'arroganza e la cialtroneria del Partito democratico che oggi in Consiglio regionale, respingendo la richiesta delle opposizioni su un pluralismo nei vertici degli Ambiti territoriali di caccia, ha di fatto ostacolato una rapida approvazione di una nuova norma sugli Atc dopo che la Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge della Regione Toscana". E' quanto affermano i capigruppo delle opposizioni nell'assemblea regionale Giovanni Donzelli (Fratelli d'Italia), Stefano Mugnai (Forza Italia), Manuel Vescovi (Lega Nord), Andrea Quartini (Movimento 5 Stelle) e Tommaso Fattori (Sì - Toscana a Sinistra).
"Per mantenere la scarsa trasparenza nell'ente ed escludere le opposizioni dalle scelte sui vertici - sottolineano le opposizioni - il Partito democratico fa l'ennesimo danno all'agricoltura toscana. Come opposizioni ci eravamo resi disponibili a modificare immediatamente la legge, nell'interesse delle aziende del territorio. Per questo avevamo presentato alcuni emendamenti mirati alla richiesta del pluralismo nell'ente e a rendere più breve la fase di transizione approvando entro luglio anziché entro novembre il testo della nuova legge in vista del nuovo testo legislativo, proprio per venire incontro alle esigenze delle categoria. Per di più è quantomeno irrispettoso che le opposizioni siano venute a conoscenza della bocciatura della Consulta soltanto oggi in aula, mentre la sentenza è stata comunicata il 1° giugno e resa nota ai consiglieri soltanto nella seduta di ieri, con la pretesa di portare seduta stante una proposta di legge che di fatto non era ancora stata scritta e che nessuno aveva visto, soprattutto senza la volontà di confrontarsi nelle proposte di emendamento migliorative che sono state presentate con grande senso di responsabilità dalle opposizioni. La maggioranza ha ritenuto respingere ogni richiesta bloccando così una rapida risoluzione della questione - concludono i capigruppo - il Pd si prenda la responsabilità di aver anteposto gli interessi del partito a quelli dei cittadini toscani".
«Grave ed irresponsabile atteggiamento delle opposizioni in Consiglio Regionale (Lega, 5 stelle, Sinistra, Forza Italia, Fratelli d'Italia) che si sono opposte all'approvazione di una legge che evitasse il rischio paralisi degli Atc in conseguenza di una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la riduzione a nove degli ATC, i cui organi erano stati da poco nominati. Era necessario approvare una norma-ponte in attesa di adeguare la legge regionale, anche perché gli ATC devono sovrintendere ai piani di abbattimento degli ungulati che, giustamente, stanno particolarmente a cuore agli agricoltori».
Così Andrea Pieroni, consigliere regionale Pd, commenta il comportamento delle opposizioni in aula che, con il loro voto, hanno impedito l'approvazione della “mini-legge” che doveva sanare temporaneamente lo stop imposto dalla Corte Costituzionale alla legge sulla caccia, in particolare sul punto dell’organizzazione delle Atc (Ambiti territoriali di caccia). Per discuterla “fuori sacco”, infatti, occorreva una maggioranza qualificata.
Marras e Remaschi non ci stanno
«Totalmente irresponsabili». Per Leonardo Marras, capogruppo del Pd in Consiglio regionale non ci sono altri aggettivi per commentare il comportamento delle opposizioni in aula che, con il loro voto compatto, non hanno consentito la messa in discussione della “mini-legge” che doveva sanare temporaneamente lo stop imposto dalla Corte Costituzionale alla legge sulla caccia, in particolare sul punto dell’organizzazione delle Atc (Ambiti territoriali di caccia). Per discuterla “fuori sacco”, infatti, occorreva una maggioranza qualificata.
«Non c’era motivo di non discutere ed approvare un provvedimento di buon senso e temporaneo – spiega Marras – che serviva a prendere tempo in una fase transitoria. Evidentemente ha prevalso la scarsa cultura istituzionale ed il politicismo del “no” in questo periodo di scontri elettorali. Mentre la legge – ricorda Marras – fu votata all’unanimità Sarà difficile spiegarlo agli agricoltori che da oggi non potranno avere i rimborsi dei danni, visto che i loro referenti, cioè proprio le Atc, vengono sospesi».
«Dispiace dover fare i conti con questo atteggiamento meramente ostruzionistico delle opposizioni che creerà disagi reali nelle prossime settimane e rischia di bloccare, oltre ai rimborsi, anche l’attività di contenimento della presenza degli ungulati che faticosamente le Atc stanno portando avanti – dice l’assessore regionale all’agricoltura e alla caccia Marco Remaschi – Chiaramente, mi impegno a portare nella prossima giunta la proposta di legge affinché sia calendarizzata ed approvata nella prossima seduta del Consiglio».
Droghe e pene detentive, la proposta di Nardini
“Superare le politiche proibizioniste in materia di droghe leggere significa migliorare la situazione delle carceri italiane, attivare percorsi alternativi e investire, realmente, sul futuro delle persone con problemi di dipendenze. Misure di civiltà contro un sistema che spesso rischia di avvitarsi su se stesso. Condividiamo quanto proposto dalla mozione dei colleghi del M5S e abbiamo voluto rafforzarlo con alcuni emendamenti. Le condizioni dei detenuti nelle carceri italiane, e del perché – spesso – ci finiscono, sono temi importanti e delicati, su cui dobbiamo lavorare. Siamo concordi nel ritenere che sia necessario un rapido ripensamento sulle politiche proibizioniste”, dichiara Alessandra Nardini consigliera regionale Pd, illustrando in aula gli emendamenti alla mozione del M5S “In merito alla riforma della normativa sulle droghe (309/90) e ad un ripensamento globale delle pene detentive in Italia”.
“Raccogliamo l’appello della mozione e chiediamo ancora di più perché la Regione Toscana in questo campo non ė ferma all’anno zero – continua Nardini - Dobbiamo proseguire il percorso aperto con la legge sull’accesso all’utilizzo dei farmaci cannabinoidi: ricordo infatti che siamo stati la prima Regione a dotarsi di una legge di questo tipo, dimostrandoci ancora una volta apripista e progressisti. Con i nostri emendamenti mettiamo l’accento anche sul lavoro portato avanti dall’intergruppo parlamentare: chiediamo alla Giunta regionale di sollecitare presso il Parlamento la concretizzazione dell’iniziativa legislativa su cui sta lavorando, una proposta di legge che, facendo proprie le conclusioni della Direzione Nazionale Antimafia che afferma la non efficacia delle azioni repressive, getta le basi per passare progressivamente ad un sistema non più incentrato su politiche proibizioniste, adattandone le caratteristiche al nostro contesto sociale e giuridico. La Toscana continui a far sentire la propria voce. Questi sono impegni e temi su cui non ci tireremo mai indietro”.
La Giunta regionale è impegnata a sollecitare un Decreto del Ministro dell’istruzione che proroghi i termini del provvedimento sui Percorsi abilitanti speciali (Pas) per gli insegnanti con adeguati livelli di esperienza. E’ quanto prevede una mozione approvata dall’assemblea toscana e firmata dai consiglieri Claudio Borghi, Manuel Vescovi, Jacopo Alberti. L’atto, approvato a maggioranza, premette che, allo scadere della graduatoria, nel 2017, la III fascia di istituto degli insegnanti precari sarà aggiornata per chi ne fa parte e chiusa a nuovi ingressi. In assenza di misure transitorie (ovvero della possibilità di abilitarsi), “gli iscritti saranno tenuti in un limbo lavorativo, per poi essere spazzati via dal limite dei 36 mesi per il rinnovo dei contratti a tempo determinato previsto dalla legge 107, anche se svolgono un servizio identico per mansioni e responsabilità rispetto a quello dei colleghi di ruolo”. A questi insegnanti, continua la mozione, servirebbe quindi un percorso abilitante (Pas): si tratterebbe di atto che, stando alla direttiva europea 36/2005, spetterebbe di diritto a tutti coloro che hanno maturato tre anni di servizio.
Carceri: serve ripensamento pene per droga
La Giunta Toscana si impegni "a promuovere percorsi di prevenzione rispetto all'uso di sostanze stupefacenti", e ad attivarsi "nei confronti del Parlamento affinché si analizzino quanto prima le proposte legge centrate sul ripensamento delle pene detentive in Italia, e la definizione di misure alternative alla detenzione con particolare riguardo per i reati connessi all'uso personale" di droga. Lo chiede una mozione, presentata dai consiglieri M5s con primo firmatario Gabriele Bianchi, approvata oggi dal Consiglio regionale dopo alcuni emendamenti. Secondo i consiglieri M5s "un terzo dei detenuti toscani è dentro per possesso illegale di sostanze stupefacenti. Molti hanno problemi di salute, la maggioranza di tossicodipendenza. Col voto di oggi la Toscana raccoglie l'invito del suo garante dei diritti dei detenuti e della Corte europea dei diritti umani: urge un ripensamento delle pene detentive in Italia e la definizione di misure alternative alla reclusione soprattutto per i reati connessi alla detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale". Per Alessandra Nardini (Pd) "superare le politiche proibizioniste in materia di droghe leggere significa migliorare la situazione delle carceri italiane, attivare percorsi alternativi e investire, realmente, sul futuro delle persone con problemi di dipendenze. Condividiamo quanto proposto dalla mozione dei colleghi del M5s e abbiamo voluto rafforzarlo con alcuni emendamenti. Siamo concordi nel ritenere che sia necessario un rapido ripensamento sulle politiche proibizioniste".
Sanità: calo di vaccinazioni, mozione unanime per frenare il fenomeno
Approvata all’unanimità dall’assemblea la mozione presentata dal consigliere Marco Stella sul calo delle vaccinazioni nella nostra regione. Il testo prende le mosse dagli ultimi dati disponibili: le vaccinazioni, in particolare quelle pediatriche, sono scese nel 2015 sotto il 95 per cento di copertura, cioè la soglia considerata minima per avere la protezione della popolazione dalle malattie. In Toscana, si legge in narrativa, in un solo anno, perso l’1 per cento di vaccinazioni, ovvero 250-280 bambini.
Di qui l’impegno per la Giunta a prendere atto “tempestivamente della necessità e urgenza di ampliare l’attenzione e l’informazione” sul tema delle vaccinazioni, attraverso “efficaci campagne di comunicazione rivolte a genitori e insegnanti”. Il governo regionale è poi impegnato ad individuare “ulteriori modalità e provvedimenti, tempestivi e urgenti, insieme ad altri soggetti istituzionali competenti, per fermare il calo delle vaccinazioni nel territorio”.
Sanità, Bambagioni (Pd): "Un centro per i disordini alimentari in tutte le Aree Vaste della Toscana"
"Anche nella nostra Regione, purtroppo, negli ultimi anni stiamo assistendo a un aumento dei casi di patologie legate ai disordini del comportameno alimentare, così come all'abbassamento dell'età media in cui queste si manifestano, con un numero crecente anche di bambini e pre-adolescenti". - dichiara il consigliere regionale PD Paolo Bambagioni, vicepresidente della commissione Sanità del Consiglio regionale toscano.
"Anoressia, bulimia e altre forme di disturbo alimentare, quindi, sono sempre più frequenti, comportano gravi rischi per la salute pubblica e un notevole costo per il Sistema sanitario regionale. Se questi disturbi è necessario intervenire tempestivamente e con percorsi multidisciplinari, per questo sono soddisfatto per l'approvazione unanime da parte del Consiglio regionale della mozione con la quale si impegna la Giunta regionale a promuovere la realizzazione di uno o più centri ambulatoriali e diurni specifici per i disordini del comportamento alimentare in ogni Area Vasta della Regione. In questo modo, potremo raggiungere una presenza diffusa su tutto il territorio e garantire ai molti toscani colpiti da queste patologie, sempre di più i giovani, adeguati percorsi terapeutici, rieducativi e riabilitativi". - conclude il consigliere Bambagioni, che ha sottoscritto la mozione in maniera congiunta al consigliere Quartini (M5S) dopo un percorso condiviso in commissione Sanità.
Telemedicina: promuovere una rete regionale
Approvata all’unanimità dall’aula una mozione in merito alla promozione di una rete regionale di telemedicina. La mozione, che vede come primo firmatario Giacomo Bugliani, impegna la Giunta a valutare “la possibilità di attivare un servizio organico di telemedicina a livello regionale per il consulto nella diagnosi e nel trattamento delle patologie inerenti le malformazioni cardiache”, valutando inoltre “la possibilità di estendere il progetto anche alle altre patologie, valorizzando le eccellenze regionali in campo sanitario”.
Come ha spiegato il consigliere Bugliani illustrando l’atto all’aula, la Fondazione Toscana Gabriele Monasterio da tempo ha sperimentato l’utilizzo di tecniche di teleconsulto per diagnosi di patologie cardiache infantili, e ha avviato una collaborazione con Lions Club International Foundation e con la Regione Toscana per sviluppare il progetto “Arriviamo al cuore di tutti”; il progetto prevede una rete di telemedicina per il teleconsulto e il follow up di pazienti sottoposti a intervento. “L’esperienza – ha detto Bugliani – è da considerarsi positivamente ed è meritevole di essere valutata ai fini di un’implementazione sull’intero territorio regionale, anche estendendola a tipologie di consulti per altre patologie”.
Abuso di alcolici
Campagne di sensibilizzazione e più controlli per arginare il fenomeno dell’abuso di alcolici da parte di minorenni. Il Consiglio regionale ha approvato una mozione presentata dal vicepresidente Marco Stella in merito “all’allarme alcol per i minorenni”. La mozione impegna la Giunta regionale ad “ampliare l’attenzione e l’allarme sociale intorno al problema dell’abuso di alcol da parte dei minorenni, aumentando i livelli di informazione dei cittadini in generale, e dei genitori, insegnanti ed educatori in particolare, attraverso campagne informative, di prevenzione e di sensibilizzazione nelle scuole, nelle parrocchie, ed in tutti quegli ambienti sociali frequentati dai giovani”. La Giunte è chiamata anche a individuare “ulteriori modalità e provvedimenti, tempestivi e urgenti, insieme agli altri soggetti istituzionali competenti, per incentivare i controlli sul consumo dell’alcol ed anche sul comportamento illegale di una parte degli esercenti”.
“I dati sono veramente allarmanti – ha spiegato Stella nell’illustrazione in Aula –. Solo a Firenze abbiamo 700 accessi ai pronto soccorso ogni anno, 150 dei quali riguardano minorenni con età media sotto i 16 anni. Dobbiamo muoverci su due direttrici: da un lato informare bene i nostri ragazzi e dall’altro premiare quegli esercenti che rispettano le regole sulla somministrazione di alcolici e punire severamente chi li vende in modo illegale o abusivo. Credo che come Regione abbiamo lasciato un po’ soli i Comuni”.
Voto favorevole a nome del proprio gruppo di appartenenza è stato annunciato in aula dal consigliere Paolo Sarti secondo il quale “siamo davanti a un fatto di costume che va combattuto” e Enrico Sostegni, che ha ricordato come “la Giunta regionale ha di recente finanziato un progetto che prevede la presa in carico da parte dei servizi sociali di quelle persone che si presentano al pronto soccorso con problemi legati all’alcol”.
Infanzia
Anche per l'anno scolastico 2016/2017 la Regione Toscana conferma il proprio impegno per il sostegno di una rete ampia e qualificata di servizi educativi 0-6 anni, assegnando poco meno di 12 milioni di euro in favore delle amministrazioni comunali della Toscana. Risorse finalizzate al sostegno dell'offerta di servizi per la prima infanzia: sono 245 su 279 i Comuni, singolarmente o in forma associata, che sono risultati assegnatari di tali risorse.
"I servizi per la prima infanzia sono una priorità irrinunciabile delle politiche regionali - afferma l'assessore all'istruzione Cristina Grieco – In particolare l´investimento per i servizi 0-3 anni è e resta un impegno al quale non intendiamo rinunciare, nonostante i tagli di bilancio e la contrazione dei trasferimenti statali; sia per favorire la conciliazione della vita professionale con quella familiare, sia perché essa rappresenta un investimento fondamentale nello sviluppo dei bambini e nella lotta all´abbandono scolastico e alle disuguaglianze".
Il bando prevede la possibilità per i Comuni di utilizzare queste risorse sia per il sostegno dei servizi 0-3 gestiti in forma diretta o indiretta, sia per l'acquisto di posti bambino presso servizi accreditati. "L'interesse suscitato da questo bando è reso evidente dalla larghissima partecipazione dei Comuni - aggiunge l'assessore -, per questo proseguiamo su questo percorso di sostegno alla rete dei servizi 0-3 anni, garantendone la diffusione su tutto il territorio regionale, non solo nei grandi centri urbani".
Un sostegno per nulla scontato ad inizio 2016, quando risultavano in bilancio solo 3 milioni di euro per questo tipologia di intervento; grazie all'impegno di tutta l'amministrazione regionale, la somma alla fine risulta pari a 11 milioni dalle risorse del Fondo Sociale Europeo disponibili per questo bando. Inoltre i Comuni hanno conosciuto l'ammontare delle risorse su cui potranno contare con largo anticipo rispetto all'avvio dell'anno educativo 2016/2017 previsto a settembre, circostanza che potrà consentire la programmazione degli interventi tenendo conto delle effettive necessità dei rispettivi territori in termini di domanda delle famiglie e di offerta di servizi.
L'investimento per i servizi per l'infanzia per l'anno scolastico 2016-2017 si completa con il bando per il sostegno dei cittadini residenti in Toscana nella frequenza dei propri figli delle scuole dell'infanzia paritarie private e degli enti locali (3-6 anni). L'intervento, per il quale la Regione ha messo a disposizione 1 milione di euro, si realizza attraverso l'assegnazione di buoni scuola utilizzabili da settembre 2016 a giugno 2017.
Riconoscere anzianità personale a convenzione Asl
Una mozione in merito "al riconoscimento dell'anzianità del personale delle Asl con rapporto convenzionato beneficiario di inquadramento straordinario nei ruoli nominativi regionali", primo firmatario Enrico Sostegni (Pd), è stata approvata dal Consiglio regionale della Toscana. La mozione, ha spiegato Sostegni, punta a sanare la situazione esistente, "che registra condizioni di ingiustizia e disparità di trattamento" per circa 600 lavoratori, poiché a parità di prestazione lavorativa, pur in presenza di contratti diversi, corrispondono trattamenti differenti per le stesse categorie di lavoratori. La mozione impegna la Giunta a continuare a seguire con la massima attenzione l'evolversi della questione riguardante il riconoscimento dell'anzianità contributiva, attivandosi presso il Governo e il Parlamento per arrivare a una soluzione che permetta di sanare definitivamente la situazione e, in via preliminare, presso la Conferenza Stato-Regioni "per vagliare le diverse soluzione tecniche possibili".
Alloggi Erp: misure della Regione per il completo utilizzo
La Regione si attivi, anche mettendo in atto poteri sostitutivi, per arrivare rapidamente al pieno utilizzo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. È quanto prevede una mozione presentata dai consiglieri Montemagni, Vescovi, Casucci, Alberti, Borghi e Salvini e approvata oggi in Consiglio regionale. La mozione impegna il presidente della Giunta regionale “ad adottare tutte le misure necessarie, inclusi l’esercizio di poteri sostitutivi e la predisposizione di interventi normativi ad hoc, affinché si arrivi ad un completo utilizzo in tutto il territorio regionale degli alloggi disponibili ma non ancora occupati, agendo in particolare sui Lode che manifestano le inefficienze più marcate”.
“Abbiamo bisogno di alloggi, perché la richiesta è tanta – dice Elisa Montemagni nell’illustrazione in Aula –. Ci sono mille e 623 appartamenti inutilizzati, possiamo dare una mano ad altrettante famiglie, aiutare tante tra le persone che hanno più bisogno”. Come si legge nel testo della mozione, “sono oltre 29mila le domande presentate nel 2015; 15 famiglie ogni mille hanno chiesto un contributo a sostegno dell’affitto; nella legge di stabilità sono stati azzerati i contributi per il sostegno all’affitto; 150 famiglie ogni mille hanno presentato domande per avere un alloggio Erp; è prevista la costruzione di soli mille e 283 nuovi alloggi nei prossimi 8 anni”.
Il consigliere Leonardo Marras ha annunciato il voto favorevole del gruppo da lui presieduto, anche a seguito dell’accoglimento di un emendamento a firma della consigliera Elisabetta Meucci. “Insieme alla Giunta stiamo ragionando intorno ad una politica su più fronti per raggiungere il risultato auspicato in questa mozione”. Voto favorevole è stato annunciato a nome del gruppo di appartenenza anche dal consigliere Tommaso Fattori.
Caldo: Consiglio, tutelare i lavoratori a rischio
"Aumentare la tutela dei lavoratori maggiormente a rischio per l'esposizione al caldo estivo, come gli agricoltori, gli addetti alla raccolta di frutta o verdura nei campi e nelle serre, ma anche gli operai dei cantieri edili e stradali e, temporaneamente, in città i vigili urbani". E' quanto chiede una mozione, presentata dai consiglieri di Sì Toscana a sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti, approvata oggi all'unanimità dal Consiglio regionale. "Con l'avvicinarsi della stagione estiva molte categorie di lavoratori che operano all'aperto si troveranno ad affrontare condizioni di alte temperature e umidità ed esposizioni dirette ai raggi del sole - spiegano in una nota -. Di là dal semplice aspetto di disagio fisico, aumentato dallo sforzo, bisogna ricordare che tali condizioni possono portare a patologie professionali anche gravi e all'aumento degli infortuni per le disagevoli condizioni psicofisiche". Secondo i consiglieri "tutta questa tipologia di rischio è già contemplata nel Testo unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori ma spesso le prescrizioni sono inapplicate. Per questo con la nostra mozione impegniamo la Giunta regionale a dare precise disposizioni ad Arpat e ai dipartimenti di prevenzione delle Asl per un monitoraggio costante e approfondito delle condizioni climatiche durante i periodi più caldi, segnalando immediatamente le situazioni di pericolo per la salute e la stessa vita dei lavoratori". Nei casi di "concreto rischio e pericolo per la salute e la vita dei lavoratori, si dovranno utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per vietare il lavoro all'aperto, oltre le ore 12 presso le aziende agricole, le imprese edili, i cantieri, e, comunque, intervenire affinché sia attuata una programmazione oraria nelle ore con temperature più' favorevoli, preferendo l'orario mattutino".
Carne suina: etichette per prodotti toscani, passa mozione
Carne suina: rendere riconoscibili con una specifica etichetta i prodotti integralmente in Toscana. Passa a maggioranza in Consiglio regionale una mozione presentata dai consiglieri Casucci, Montemagni e Salvini, illustrata in Aula dal consigliere Marco Casucci.
In Italia, si legge nel testo della mozione, “si allevano circa nove milioni di capi (in Toscana circa 250mila) e l’80 per cento serve per i prodotti dell’eccellenza Made in Italy”. Gli allevatori italiani “subiscono la forte concorrenza di allevatori esteri”, che sono in grado di “fare prezzi più bassi”. In Toscana, “il sistema allevatoriale è al collasso”. Per queste ragioni, “conoscere la provenienza di un prodotto sarebbe già una misura sufficiente per portare i consumatori a scegliere più spesso prodotti italiani”. Di qui, gli impegni di cui la mozione fa carico alla Giunta regionale: “Introdurre una etichettatura facoltativa per produttori e trasformatori toscani, che tuteli i prodotti derivati da animali nati, cresciuti e lavorati in Toscana al 100 per cento”; promuovere “la necessità di tutelare la suinicoltura toscana, nonché i suoi prodotti che rappresentano alimenti ‘simbolo’ dei nostri territori”; attivarsi con “ministero e commissione europea”, perché si preveda “l’obbligo di mettere in evidenza il paese di provenienza dell’animale, nonché l’alimentazione assunta in fase di crescita”; e infine adoperarsi affinché “le norme per l’allevamento siano rese omogenee su tutto il territorio comunitario”.
I firmatari della mozione hanno accolto un emendamento teso, tra l’altro, a “mantenere il supporto all’associazione regionale allevatori toscani, che già si è attivata coi produttori e i trasformatori toscani per etichettature di qualità, collegate ad animali nati e cresciuti in Toscana”. La consigliera Fiammetta Capirossi, che ha firmato l’emendamento ha confermato, anche a nome del proprio gruppo, la condivisione delle “preoccupazioni degli allevatori”.
