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Immigrati, la Regione: "Anche il Governo metta a disposizione suoi immobili"

La sede della Regione Toscana a Bruxelles

Anche il Governo metta a disposizione propri immobili da destinare all'accoglienza diffusa di piccoli gruppi di profughi, prevedere una media di presenze per ogni territorio, e studiare a livello nazionale forme di incentivo e disincentivo per i Comuni che ospitano e quelli che invece non vogliono farlo. Sono alcune delle idee elaborate dalla Regione Toscana insieme ad Anci regionale da presentare al Governo. Ben 8 le proposte ideate, che sono state illustrate oggi dall'assessore toscano alla presidenza Vittorio Bugli insieme al presidente di Anci Toscana, e sindaco di Prato, Matteo Biffoni. "In Toscana non ci siamo mai tirati indietro - ha sottolineato Bugli - sia come Regione che come enti locali. Serve però una maggiore collaborazione in questo momento e il riferimento istituzionale non può che essere il governo". Attualmente, ha ricordato l'assessore, in Toscana "ci sono circa 7500 richiedenti asilo in 565 strutture, con una media di 13 persone. Questa è il modello toscano dell'accoglienza diffusa. La Toscana con le tendopoli non sarebbe più la Toscana". Tuttavia, ha ricordato, "ci sono 78 comuni che ancora non hanno ospiti e molti di quelli che accolgono sono sotto la media. Se ci fosse una media uguale su tutto il territorio regionale stimiamo che avremmo altri 2500 posti in più". Per questo "vorremo studiare con il Governo forme di incentivo e disincentivo per chi ospita e chi invece non lo fa". Inoltre ci sono altri 700 profughi inseriti nei percorsi Sprar "che arriveranno a mille circa. Queste persone devono essere conteggiate nelle ripartizioni sul territorio regionale mentre adesso non è così". Bugli ha poi spiegato che "noi siamo pronti a partire anche con l'accoglienza negli appartamenti e nelle famiglie", per richiedenti asilo che sono già da tempo sul territorio e si dimostrano più adatti, ma serve il via libero a livello nazionale, "per concludere formalmente l'iter". Secondo Bugli e Biffoni "alcuni Comuni e la Regione hanno messo a disposizione degli immobili per l'accoglienza. La stessa cosa chiediamo di farla, se è possibile, alle strutture centrali del governo, ai ministeri, alle forze armate ma anche gli istituti come l'Inps, l'Inail. Se ci sono degli immobili possiamo valutare se sono adatti o non adatti a fare questo tipo di accoglienza. Il tutto sempre con numeri limitati. Anche se fossero grandi strutture come nel caso delle caserme, non significa doverle riempire, ma puntare su piccoli numeri", hanno concluso.

Fonte: Regione Toscana

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