"Negli ultimi tre anni gli alunni delle scuole paritarie si sono ridotti di 100 mila unità, il dieci per cento, in Toscana sono 3mila in meno. Bisogna fare presto, entro pochi anni i 900 mila alunni che frequentano le scuole paritarie in Italia si dimezzeranno e allora assisteremo a una completa statalizzazione del sistema". E' l'allarme lanciato dal presidente di Fism Toscana, Leonardo Alessi, durante il convegno "Educare ed accogliere. L'originalità della Scuola Paritaria nel Sistema Nazionale di Istruzione. Esperienze educative e racconti di accoglienza nell'anno del Giubileo della Misericordia", che si è svolto oggi a Firenze.
"La legge sulla Buona Scuola, accanto ad alcune cose positive che condividiamo - ha aggiunto il presidente toscano delle scuole paritarie cattoliche - sconta il difetto di tante riforme del nostro Paese, ovvero un eccesso di statalismo. Occorreva invece una riforma che ponesse le basi e rilanciasse una reale libertà per una concorrenza positiva tra scuole statali e paritarie. Purtroppo, è bene dirlo con chiarezza, è difficilissimo che nel nostro Paese possa invertirsi questa tendenza nemica della libertà, questo statalismo che è l'opposto della sussidiarietà". Alessi ha ringraziato poi l'assessore regionale all'Istruzione, Cristina Grieco, per le misure adottate a sostegno delle scuole paritarie, esprimendo l'auspicio che tali misure "diventino strutturali, in particolare il buono scuola". Aprezzamento è stato espresso dalla Fism Toscana anche per il lavoro comune con il presidente di Anci Toscana, il sindaco di Prato Matteo Biffoni.
Al convegno, tra gli altri, è intervenuto l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, che ha ribadito la necessità di "riaffermare con forza il valore della scuola paritaria, della scuola libera, della scuola cattolica. Nonostante la scuola sia nata molto prima dello Stato (e quindi della scuola statale) per iniziativa quasi esclusiva di Congregazioni religiose e di Santi Fondatori - ha sottolineato Betori - nel nostro Paese persiste un rifiuto ideologico dell'iniziativa privata soprattutto in alcuni campi come quello educativo", mentre tutti "devono aver la possibilità, come previsto dalla costituzione italiana, di educare i loro figli secondo i propri valori. Tutto questo, in effetti, in teoria è possibile, ma solo per alcuni, ovvero per coloro che hanno i soldi per pagare (oltre alle tasse che già pagano e che servono a coprire i costi della scuola statale) una retta di frequenza".
"Abbiamo tutti sperato, con la legge di parità del 2000, che questo enorme ritardo storico e culturale del nostro paese potesse iniziare a recuperare terreno - ha osservato l'arcivescovo di Firenze - ma occorre ammettere che dopo una brillante partenza il processo si è drammaticamente arenato. I finanziamenti agli istituti paritari sono gradualmente diminuiti e questi disagi, uniti all'invecchiamento di buona parte dei religiosi e delle religiose, ha causato la chiusura di tanti istituti storici".