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Consiglio comunale, mozione di sfiducia delle opposizioni per Lombardo

Il Municipio di Certaldo (foto Comune)

"Per iniziativa congiunta di tutti i gruppi consiliari di opposizione, Altrapolitica (Eliseo Palazzo), Forza Italia, (Lucia Masini, Giuseppe Romano) e M5S (Fabio Cibecchini, Filomena Chimenti, Franco Spera), è stata presentata, nella giornata di ieri una Mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale, dott. Giuseppe Lombardo.

Come nella Mozione è stato esplicitato, diversi sono stati in passato i comportamenti che hanno indotto i predetti consiglieri a ritenere l’operato del Presidente, non conforme ai criteri di imparzialità e terzietà.

L’elezione del Presidente suddetto alla carica di capo di un’organizzazione politica, (Partito Democaratico), la stessa che guida l’amministrazione e alla quale il Presidente deve la sua carica consiliare, è circostanza tale da introdurre un elemento di inopportunità e di incoerenza.

Il Presidente del Consiglio Comunale è organo terzo, istituzionale, di garanzia, e tale ruolo non può essere assolto contemporaneamente dalla stessa persona chiamata a svolgere un ruolo, (legittimo, ma di parte), come quello di capo partito.

In tale contesto si è collocata, tra le altre, la vicenda di Palazzo Pretorio, con particolare riferimento alla gestione dell’arrivo della Relazione del Genio Civile in Comune.

La Relazione in questione, viene redatta a seguito di espressa sollecitazione da parte dell’Ufficio Tecnico del Comune di Certaldo, avvenuta nel giugno 2015. Il progetto strutturale non era stato infatti trasmesso al Genio Civile della Regione.

Agli atti risulta come la trasmissione di predetta relazione sia avvenuta in data 14/03/2016
Il Sindaco, che non parrebbe figurare tra i destinatari del documento, a distanza di 30 giorni dall’arrivo della Relazione in Comune, interviene sulla stampa con rassicurazioni ai cittadini, chiaramente presupponenti la conoscenza della Relazione medesima.

L’intervento in questione, prescindendo da ogni giudizio sul suo contenuto, è avvenuto senza essere stato preceduto da forma di comunicazione alcuna nei confronti della opposizione consiliare. Infatti, all’epoca dell’intervento, del suo contenuto, non ne erano stati resi edotti, non solo la Commissione Garanzia e Controllo, ma neanche la Conferenza dei Capigruppo.

E’ di intuitiva evidenza la gravità del fatto consumatosi, poiché all’opposizione non è stato data possibilità né di conoscere, (nemmeno sommariamente o con riserva di segretezza), nè di conseguenza di poter interloquire con il Sindaco sul punto.

E proprio in un contesto come quello poc’anzi descritto che diventa essenziale il ruolo di garanzia di un Presidente del Consiglio.

Il quale ultimo è da ritenersi comunque inadempiente. Sia nell’ipotesi in cui non sia stato informato dal Sindaco, (avrebbe dovuto comunque intervenire, anche successivamente, a tutela dei gruppi consiliari) sia nell’ipotesi, ovviamente, in cui informato, ha acconsentito a che fosse posta in essere una condotta lesiva dei diritti di tutti i consiglieri.
La Mozione in questione, quindi, attiene alle “regole del gioco”, cioè riguarda il rispetto delle norme nel cui ossequio si sostanzia la democrazia.

Le circostanze e i motivi esplicitati in Mozione, quindi, sono posti a presidio dei diritti non solo delle minoranze, (la cui funzione di controllo non può risultare pregiudicata), ma anche a tutela dei diritti dei consiglieri comunali tutti, ivi inclusi quelli di maggioranza. Questi ultimi, infatti, potranno verificare, alla luce delle motivate contestazioni riportate nella Mozione di sfiducia, se le regole a tutela di tutti siano state rispettate e se chi doveva vigilare sul loro puntuale ossequio, (Presidente del Consiglio Comunale) abbia esercitato le prerogative cui era tenuto, in base alle Leggi ed ai Regolamenti vigenti.

Il dibattito sulla Mozione, che avverrà nel corso del prossimo Consiglio Comunale, chiarirà ancora più compiutamente i termini della vicenda."

 

Altrapolitica, Forza Italia, M5S

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