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'Non vogliamo una Toscana Rosso Sangue': cittadini contro la Legge Remaschi

I cittadini toscani appartenenti al comitato cittadino “Non vogliamo una Toscana Rosso Sangue” sono scesi nuovamente in piazza sabato 21 Maggio, per manifestare il loro dissenso nei confronti della Legge Regionale Remaschi sul contenimento del presunto sovra numero di ungulati nella regione.

Dopo Firenze è la volta di Pisa, nella quale è stata allestita una piazza colorata in cui i cittadini hanno invitato a parlare esperti del settore per dare un’informazione realistica e veritiera per quanto riguarda la legge, il presunto aumento del numero di ungulati non dimostrato dai dati resi pubblici dalla regione, sulla situazione del recupero della fauna selvatica, spesso abbandonata a se stessa nelle mani dei cittadini con i centri di recupero in difficoltà e sempre più spesso costretti a chiudere, sulla gestione delle specie problematiche, per le quali il fucile rappresenta, come dimostrano molti lavori scientifici a livello internazionale, la causa e non la soluzione dell’eccesso, e sulla situazione della vigilanza, sempre più ridotta e poco ostacolata! Gli interventi informativi sono stati intervallati da momenti di danza a tema su basi di pizzica e tammurriata dell’avvocata, recitazione, lettura ed è stato “ospitato” persino un contest fotografico  tema con tanto di premiazione finale con prodotti offerti da negozianti toscani.

 “Non vogliamo una Toscana Rosso Sangue nasce in seguito all’approvazione della Legge Remaschi ed è costituita da semplici cittadini che, insieme, vogliono far luce sulle problematiche legate alla caccia, sulle possibili soluzioni alternative al “problema” ungulati e sul menefreghismo politico che sono costretti a subire. “I politici”, sostengono i cittadini, “favoriscono la minoranza armata di fucile alla maggioranza dei cittadini, mettendo a rischio non solo la loro sicurezza ma limitandone anche la libertà e danneggiando una delle più belle campagne del mondo!”

La legge prevede infatti la possibilità di sparare tutto l’anno anche in oasi e aree protette, dopo il tramonto, con l’utilizzo di mezzi luminosi e per tutti i mesi dell’anno, anche nel periodo riproduttivo, quando le femmine stanno per partorire o sono già accompagnate da cuccioli.

"Quali sono le alternative? Prima tra tutti smettere di cacciare evitando di destabilizzare l'equilibrio di popolazione, chiudere tutti gli allevamenti di ungulati, bloccare qualunque forma di pasturazione, utilizzare di dissuasori luminosi e molto altro ancora...è impensabile chiedere di risolvere un problema a chi il problema lo ha causato e continua  causarlo e per giunta guadagnandoci pure!"

“Non vogliamo una Toscana Rosso Sangue” non si ferma qui e continuerà ad informare altri cittadini e a chiedere un confronto col presidente Enrico Rossi e l’Assessore Remaschi, promotori della

Fonte: Comitato cittadino "Non Vogliamo una Toscana Rosso Sangue"

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