Ancora una volta un drammatico incidente stradale vede una ciclista uccisa da un'automobile. I ciclisti non sono al sicuro nemmeno sulle piste ciclabili, se non si interviene anche sul traffico veicolare ed in particolare sulla riduzione della velocità dei veicoli.
Nell'arco di due anni, due persone hanno perso la vita mentre pedalavano su percorsi protetti, a causa di violenti incidenti automobilistici. Il 5 gennaio 2014, un uomo mentre pedalava sull'attraversamento ciclabile in viale Strozzi fu investito e ucciso; oggi, 21 maggio 2016, la sciagura si è ripetuta: una signora che pedalava sulla ciclabile di viale Matteotti è stata investita e uccisa da un'automobilista, a seguito di uno scontro con un'altra vettura.
"Spesso FirenzeInBici si è sentita ripetere che i ciclisti rappresentano un "pericolo" - riflette Luca Polverini, vicepresidente di FIAB FirenzeInBici - sta di fatto che gli incidenti mortali sono in ambedue i casi stati provocati da auto, e non il contrario. La mobilità nuova avanza ovunque, a grandi passi: l'Amministrazione deve prenderne atto e agire di conseguenza, con azioni mitigatrici sul traffico automobilistico, aumentando le Zone 30, installando dissuasori per la velocità, aumentando le corsi protette per chi sceglie di spostarsi con la bicicletta."
Secondo FIAB FirenzeInBici non c'e' tempo da perdere: quello che rende veramente Green una città come Firenze, non è il numero delle colonnine per la ricarica per auto elettriche, ma la tutela che offre alle decine di migliaia di pedoni e ciclisti che già oggi si spostano nel rispetto dell'ambiente.
Fonte: FIAB FirenzeInBici ONLUS
